Genova, a Palazzo Ducale la Parigi di Robert Doisneau

PrintUltima chiamata per la mostra Paris en liberté, più di duecento scatti che raccontano Parigi, tutti firmati da uno dei più grandi fotografi francese, Robert Doisneau. Se non siete riusciti ancora a vedere l’esposizione, reduce da un tour attraverso la Penisola, segnatevi l’ultimo appuntamento italiano: “Paris en liberté” sarà, infatti, a Genova sino al 26 di gennaio 2014. A ospitare la mostra è il Palazzo Ducale della città ligure, sede conclusiva della grande rassegna che in tutti questi mesi ha registrato un grande successo di pubblico, accorso per scoprire la quotidianità della capitale francese ritratta proprio da Doisneau. Un binomio, quello tra il fotografo e la città che più ha amato e fissato sulla pellicola, che pare essere inscindibile e che a distanza di anni continua ad affascinare.

LA MOSTRA – 200 fotografie originali, tutte scattate da Doisneau tra le vie della Ville Lumière nel periodo che va dal 1934 al 1991 e raggruppate secondo sezioni tematiche, cercando di mettere in luce i soggetti più cari all’artista.

Le plongeur du Pont d'Iena, Paris, 1945, © Atelier Robert Doisneau
Le plongeur du Pont d’Iena, Paris, 1945, © Atelier Robert Doisneau

Questa la natura della mostra, una grande antologica che permette ai visitatori di passeggiare con la mente tra i giardini parigini, nei pressi della Senna e per le strade più o meno note della capitale. E poi ancora una breve tappa in qualche bistrot, negli atelier di moda o in una galleria d’arte. Una serie di scatti in bianco e nero, quindi, che per qualche ora conducono i presenti nella quotidianità parigina, dove donne, uomini, bambini, innamorati e animali vivono gli spazi della loro città. Una città, Parigi, che viene mostrata umanista, generosa, sublime, magistralmente descritta nella nudità del quotidiano da un fotografo in grado di fissare su pellicola attimi di vita reale.

ROBERT DOISNEAU – «Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere».

La ballata di Pierrette d'Orient, 1953, © Atelier Robert Doisneau
La ballata di Pierrette d’Orient, 1953, © Atelier Robert Doisneau

Una ricerca, quindi, che nel corso della sua vita ha portato Doisneau a realizzare un corposo catalogo di opere, molte delle quali dedicate alla Ville Lumiére. I suoi scatti, alcuni famosi in tutto il mondo, sono considerati il maggiore esempio di fotografia “umanista” francese e sono oggi conservati in prestigiose collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Immagine più nota, forse, “Il bacio dell’Hotel de Ville”, in cui un ragazzo e una ragazza si baciano davanti al grande Comune di Parigi. Uno scatto, questo, che contrariamente a quanto si possa immaginare non è stato “rubato” dall’abile fotografo, bensì pianificato. Singolare, infatti, che la fotografia più famosa di Doisneau in realtà non rappresenti, a differenza del suo vasto corpus di opere, un reale attimo di vita quotidiana, bensì una messa in scena pensata per la rivista fotografica americana “Life”.

Scheda tecnica della mostra:

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fino al 26 gennaio 2014

Palazzo Ducale, Genova

Orari: lunedì 14-19; da martedì a domenica 10-19

Biglietti: € 11,00 intero; € 9,00 ridotto; € 4,00 ridotto speciale per scuole e minori di 18 anni

Promotori: Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Civita e Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, con il patrocinio della Ville de Paris

Info: www.doisneaugenova.it

Valentina Sala

 

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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