Einaudi pubblicherà il vincitore del Premio Calvino

Premio-Italo-Calvino-2013Per uno scrittore esordiente vincere il prestigioso Premio Italo Calvino significa, anche, pubblicare la propria opera con una autorevole Casa Editrice. Francesco Maino, vincitore della XXVIa edizione del Premio con “Cartongesso”, pubblicherà con Einaudi ad inizio 2014. Il Premio meritato con un’assegnazione “felicemente” motivata dalla Giuria, composta da Irene Bignardi, Maria Teresa Carbone, Matteo Di Gesù, Ernesto Ferrero e Evelina Santangelo, che recita: “per la sua natura felicemente ibrida, non è un romanzo e non è un saggio, è “un azzardo che nulla toglie alla sua capacità di coinvolgimento e alla straordinaria potenza inventiva della lingua”. Un’invettiva contro il disfacimento del Veneto (e, per sineddoche, dell’intera nazione) e la sua trasformazione in un non-luogo di consumi banali, di vite perse in una generale omologazione, di cui è emblema la corruzione della parola”. Il libro, sottolinea la giuria è “un insieme personale e collettivo, nel quale la disperazione di un individuo e il suo intenso e inquieto disagio diventano una foto di gruppo antropologicamente esatta ed espressivamente efficace”. Un’ invettiva, ma anche un congedo che l’autore mette in atto mascherandosi dietro la figura di Michele Tessari, un avvocato quarantenne affetto da disturbo bipolare, metafora dell’odio-amore provato per la propria terra. Questo avvocato, che avvocato non vorrebbe essere, percorre incessantemente i cinquanta chilometri fitti di capannoni che separano Venezia, la Serenissima, sede dell’“infetto” tribunale in cui il protagonista lavora, da Insaponata di Piave, dove ha lo studio-monolocale-carcere, in cui vive.
Il suo odio profondo si scaglia contro tutto ciò che il Veneto è diventato, passando rapidamente da una condizione di miseria e lotta per la sopravvivenza ad una ricchezza senza cultura, i cui unici valori sono la pecunia, la villetta, il suv e il “bianchetto alle nove del mattino”. In tale contesto la lingua si è corrotta, il grezzo è diventato la lingua ufficiale, un idioma di consumo. Il cartongesso del titolo è così il compendio del “venetismo” attuale: un materiale fasullo, senza storia, sfaldabile, vile.

Maino è nato nel 1972 a Motta di Livenza, nella Marca Trevigiana. Oggi risiede a San Dona’ di Piave e fa l’avvocato penalista a Venezia. Tra carceri e tribunali, ha spesso la possibilità di frequentare una variegata e policroma umanità. Insegna diritto, alcune ore la settimana, ad un corso regionale per estetiste. Prima di esercitare l’avvocatura è stato aiuto necroforo per una ditta di onoranze funebri.

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