Donne dietro le sbarre, il libro di Liliana De Cristoforo

Dal calderone della moderna letteratura è bello poter constatare che fra i tanti spicca anche Donne dietro le Sbarre. Già disponibile in tutti gli store fisici e digitali, il libro è scritto da Liliana De Cristoforo (caparbia autrice campana) ed edito da Rubettino Editore. Di grande impatto visivo ed emozionale, Donne dietro le sbarre è un libro che si legge tutto d’un fiato non solo per il suo formato tascabile, ma perché grazie a una trama avvincente e radicata nella società di oggi, l’autrice riesce a tratteggiare l’oscuro mondo delle carceri femminili. Un universo questo che troppe volte rimane celato all’ombra delle istituzioni e dell’opinione pubblica, un substrato sociale che rimane cristallizzato in un limbo senza fine e che, purtroppo, nessuno conosce fino in fondo. E l’autrice per dar voce a questa realtà semi-sconosciuta, attraverso 12 storie di una crudezza estrema, racconta la vita di altrettante donne, vittime di un sistema malato, di una società che non le ha sapute valutare e, soprattutto, vittime di un gioco più grande di loro.

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Liliana De Cristoforo con Donne Dietro le sbarre ha voluto mettere nero su bianco la situazione che lei stessa ha vissuto sulla sua pelle; direttrice per oltre trent’anni di istituti carcerari di vario genere, ha sempre avuto a cuore la situazione delle donne e, questo libro appunto, è la summa di tutte le confidenze delle detenute, storie che nel loro piccolo, racchiudono il disagio e la noncuranza della nostra società e del sistema giudiziario italiano. […]“Non mi voglio sposare , ripetei disperata. Tu ti devi sistemare . [… ] il giorno del mio matrimonio piangevo. ‘La sposa è commossa’ dicevano in molti. Non so se lo credessero davvero o se cercavo pietosamente di coprire i miei sentimenti […]” Da Alfonsina a Olga, da Teresa fino a Elisa, queste sono solo alcune delle 12 donne presentate dall’autrice, la quale con un tono rassicurante, colloquiale e senza fronzoli, fa trasparire tutte le paure, i dubbi, le incertezze, i desideri di rivalsa verso una vita che, purtroppo, ha giocato loro uno scherzo meschino.

Vittime di un destino atroce, le 12 Donne dietro le Sbarre rappresentano comunque un faro di speranza per la società di oggi. Dove la vita è miserabile, cruda e meschina, c’è sempre quella voglia di emergere e ringraziare anche quel poco di tranquillità e serenità che ci circonda. Di grande impatto è sicuramente la storia di Concetta, commuovente quella di Alfonsina (donna che per un amore perduto in guerra ha dovuto pagare un prezzo altissimo), da mozzare il fiato quella di Samira e sardonica quella di Sophia Loren. Sì, perché in Donne dietro le sbarre, c’è spazio anche per un racconto dedicato alla diva fra le dive. Fu celebre su tutti rotocalchi, nel lontano 1982, la vicenda che vide coinvolta l’attrice in un dramma giudiziario che la costrinse a 17 giorni di carcere. Una storia questa inserita alla fine, come per star a simboleggiare il fatto che anche le donne più forti (che appartengono ad una scala sociale ben più elevata), possono commettere errori. “[…]Ricordo le lotte che dovetti affrontare per indossare la minigonna, per iscrivermi a una palestra, per frequentare un gruppo di amici di idee progressiste, insomma per affermare in qualche modo la mia personalità […]”. E anche se il racconto non ha una logicità apparente – tutte le storie sono scollegate fra di loro – il fil rouge del manoscritto è ben presente fin da quell’introduzione lampante e quasi catartica: rappresentare la caducità e la sensibilità dell’animo umano. E’ un esperimento questo molto comune fra gli autori contemporanei e a dirla tutta, nessuno riesce nell’impresa, solo Liliana de Cristoforo ha capito l’importanza dei sentimenti. Il suo infatti è un libro scritto di cuore e di pancia, un romanzo per il sociale, dedicato a chi è in cerca di una lettura coinvolgente e che stimoli il dibattito, è una prova di grande coraggio, un modo per veicolare gli usi ed i costumi della difficile realtà carceraria di oggi. È patinato ma commuovente, crudo ma non violento, impossibile da dimenticare ed emozionante come pochi, uno stile narrativo che, a quanto pare, è molto apprezzato e ricercato nella cultura popolare di oggi. Donne e carceri (e le loro storie) è il perno anche di una fortunata serie tv – Orange is the New Black – disponibile in Italia su Netflix.

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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