DE PIETRO E LA “MEMORIA” UNIVERSALE

Si è inaugurata giovedì 17 gennaio 2013 ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali di Roma, la  personale “Memoria” di Antonio De Pietro.

A promuovere la mostra Roma Capitale, l’Assessorato alle Politiche Culturali, la Sovrintendenza Capitolina con i patrocini della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza, del Comune di Diamante, della Società Dante Alighieri, dell’Ordine degli Architetti di Roma e dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

La ragione di questa preziosa esposizione si riassume tutta nel titolo. Fulcro centrale della ricerca di questo pittore infatti è la Memoria. Memoria delle sue origini e della sua terra, la Calabria, che celebra attraverso i suoi simboli: le ciotole, le sedie, le chiavi, le porte dei marinai, i cancelli, le catene  e le lettere d’amore, tutti preziosi protagonisti della sua arte. Nell’opera di De Pietro i simboli individuali mutano in universali, mantenendo viva un’Italia che quasi non c’è più, di cui quasi tutti hanno perso la matrice primaria.

Il luogo in cui la mostra è ospitata, i Mercati di Traiano, sono inoltre l’estremo monumento alla memoria: l’impronta viva e visibile di un passato archeologico che è ancora la nostra storia. In questo modo i simboli della pittura di De Pietro trovano una cassa di risonanza naturale che dà voce a un dialogo inedito e imperdibile tra l’arte antica e quella contemporanea.

De Pietro ha creato le opere affinché dialogassero con i Mercati, con il laterizio che innalza le maestose arcate, con il travertino delle tabernae e il marmo dei reperti esposti nelle aule.  A rendere ancora più unico questo “dialogo aperto”, le grandi dimensioni delle sue opere. L’arte di De Pietro  nasce dall’incontro tra le materie e una tecnica pittorica antica: le velature. Queste ultime gli consentono di creare una pittura materica, stratificata eppure liscia come vetro.

Lentamente, strato dopo strato, il tessuto pittorico si ispessisce. Sono le velature che fanno delle sue opere un unicum. Quadri sui quali si incontrano e scontrano i più diversi materiali, resi omogenei da questa antica tecnica. De Pietro, da artista-fabbro, costruisce letteralmente ogni singolo pezzo dell’opera: monta il telaio, raccoglie legni, ferri, li lavora, li assembla e vi crea attorno il dipinto, in cui colle e sabbie hanno altrettanta importanza della pittura. Il lirismo di queste opere  riaccende una luce nuova nell’antico percorso dell’arte contemporanea.

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Una mostra imperdibile, una tappa obbligata per chiunque abbia voglia di omaggiare l’arte e soprattutto…la Memoria!

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