Concilio di Trento, ecco come la Chiesa riconvertiva i fedeli

arteepersuasioneCom’è cambiata l’iconografia sacra dopo il Concilio di Trento di metà Cinquecento? Quanto hanno influito sulle immagini sacre e sulle arti figurative le decisioni prese durante l’assise? Domande, queste, a cui intende rispondere la mostra “Arte e persuasione. La strategia delle immagini dopo il concilio di Trento”, un percorso pensato dal Museo Diocesano Tridentino proprio per indagare il rapporto tra il concilio di metà Cinquecento e l’arte. L’esposizione sarà inaugurata venerdì 7 marzo alle 18 e sarà visitabile sino al 29 settembre 2014.

L’IDEA – Conoscere la strategia delle immagini dopo il concilio di Trento significa innanzitutto ripercorrere due secoli di arte in Trentino, provando a puntare l’attenzione sul ruolo delle immagini sacre. Veicolo di informazione, queste rappresentavano anche e soprattutto uno strumento per colpire l’attenzione delle persone, per commuovere, con convincere. Una sorta di propaganda attraverso la quale la Chiesa, reduce dagli sconvolgimenti dovuti alla Riforma protestante, intendeva riconfermare il suo primato, attrarre a sé i fedeli. Partendo da questa idea, la mostra ripercorre il potere della comunicazione visiva, il ruolo che le opere di grandi artisti del passato hanno avuto durante il periodo della Controriforma. Esposto, quindi, il rapporto tra le decisioni prese dal concilio in materia di immagini sacre e le arti figurative, a partire dal decreto Della invocazione, della venerazione e delle reliquie dei santi e delle sacre immagini, con cui la Chiesa pose l’accento sulla funzione didattica delle immagini e stabilì una serie di principi generali in merito alle rappresentazioni da collocare negli edifici di culto.

Diocesano TNLA MOSTRA – Due le sezioni che caratterizzeranno l’esposizione: il percorso si aprirà, infatti, con una parte introduttiva e di carattere storico, dove verranno mostrate alcune edizioni a stampa della Sacra Scrittura. Una sequenza di Bibbie in lingua latina, italiana e tedesca permetterà al visitatore di riflettere in merito al tema della traduzione del testo sacro nel volgare, concetto alla base del Protestantesimo. In seguito ci si addentrerà nelle problematiche discusse durante il Concilio: documenti, edizioni a stampa dei decreti e focus su temi come la censura e la proscrizione del nudo renderanno l’idea del clima di dibattito culturale in atto proprio nel corso del XVI secolo. La seconda sezione della mostra si concentrerà, invece, sulle ripercussioni che queste riflessioni hanno avuto sulla produzione artistica cinque-seicentesca nel territorio trentino. In mostra, quindi, una serie di opere realizzate da artisti tra cui Paolo e Orazio Farinati, Felice Brusasorci, Jacopo Palma il Giovane, Martino Teofilo Polacco, Francesco Frigimelica, Fra Semplice da Verona, Donato Mascagni e Pietro Ricchi.

Scheda tecnica della mostra:

Dal 7 marzo al 29 settembre 2014

Museo Diocesano Tridentino, Trento

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Orari: dal 7 marzo al 31 maggio lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.30; domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Dall’1 giugno al 29 settembre lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro

Info: www.museodiocesanotridentino.it

 

 

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Autore dell'articolo: Redazione

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