14 ottobre 2012
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CLOUD ATLAS, L’ATLANTE DELLE NUVOLE

David Mitchell

La grande letteratura diventa cinema: dal capolavori di David Mitchell, il film dei fratelli Wachowski, gli inventori di Matrix. Cloud Atlas arriverà in Italia nel 2013 con Tom Hanks, Hugh Grant, Susan Sarandon, Hugo Weaving, Halle Berry.

L’Atlante delle nuvole (Sperling & Kupfer, Pagg. 608 – Euro 14,90), in uscita il 27 novembre 2012, è un romanzo epico che intreccia sei storie ambientate in secoli diversi: un viaggio fantastico nella storia e nel futuro dell’uomo. Il tempo scorre veloce dalle grandi esplorazioni dell’ottocento ai fascismi tra le due guerre mondiali, dall’edonismo reaganiano al liberismo della Thatcher, dai nuovi schiavi di un futuro prossimo al giorno successivo all’apocalisse. Anche lo spazio apre i suoi confini e, come nuvole, i personaggi di Mitchell viaggiano dagli oceani incontaminati all’Europa, dalla California a Londra, dalla Corea alle isole del Pacifico. C’è qualcosa, però, che li unisce tutti: piccoli segni a forma di cometa sulla pelle, e inafferrabili coincidenze nei loro destini. Ciascuna narrazione si interrompe, a effetto, per poi ricominciare intersecando le altre in una sontuosa architettura narrativa. Quando Cloud Atlas è stato pubblicato per la prima volta nel 2004 ha ricevuto le lodi degli scrittori e dei critici delle grandi testate anglosassoni. Nessuno però, e tantomeno il suo autore, avrebbe mai pensato che da questo romanzo così sfaccettato, mobile e cangiante nello stile si potesse trarre un film.

L’AUTORE. Nato nel 1969 a Southport, nel Lancashire, DAVID MITCHELL si è laureato prima in Letteratura inglese e angloamericana e poi in Letterature comparate. Ha vissuto in Giappone per quasi dieci anni dove ha insegnato inglese. Oggi vive nell’Irlanda sudoccidentale e si dedica alla scrittura. Frassinelli ha pubblicato con successo Nove gradi di libertà, vincitore del Mail on Sunday/John Llewellyn Rhys Prize e Sogno numero 9. L’atlante delle nuvole, con il quale l’autore è stato per la seconda volta finalista al Booker Prize, è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2006.

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