26 giugno 2012
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CITTA’ POLIMORFICHE, AL PAN LA MOSTRA PERSONALE DI NAT’S

Sarà inaugurata venerdì 29 giugno 2012 al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli, la prima mostra personale di Umberto Natalizio, in arte Nat’s, dal titolo “Città Polimorfiche”.
L’esposizione, a cura di Maurizio Siniscalco, presenta un insieme di opere inedite attraverso le quali Natalizio, caprese doc, «si è lasciato conquistare dalle tecniche e dalle intuizioni surrealiste e cubiste, restando legato al mondo della sua isola – scrive Maurizio Siniscalco – che ritrae in nuove interpretazioni, come un coacervo di città polimorfiche, confuse e immaginarie, evidenziando, in questo modo, un suo senso globalizzante, che vede il mondo intero come rispecchiato in una ideale unica città. Nelle opere esposte, si staglia una scultura in plexiglass che per lui raffigura la Torre di Babele, dove il tutto e il differente si unisce e si unifica in una moltitudine di lingue e di espressioni. Accanto alla scultura ed ai dipinti su tela, Umberto espone anche una scelta cospicua di disegni, schizzi preparatori, ma a volte autonomi e dettati da un’esigenza espressiva veloce e incontenibile. Questi disegni sono solitamente eseguiti in piena notte, obbedendo ad un’ansia febbrile che lo porta ad immaginare una città ideale dove tutte le forme architettoniche e paesaggistiche si fondono, con ingegnosità cubista e immaginazione illogica, in immagini disaggregate. La sua speranza, sempre presente nei suoi pensieri e nella sua vita, è che un giorno si possa vivere in una unica città morfologicamente polimorfa, che raccolga tutte le diverse caratteristiche presenti nelle varie nazioni del mondo, in una città ideale».

La mostra mette in luce una serie di aspetti che interpretano la vita urbana contemporanea. Le città rappresentate intervallano l’elemento umano, quello architettonico e quello naturalistico fino a renderne un patchwork surrealistico senza distinzioni di forme. Le tele di Nat’s traggono spunto da una poetica figurativa basata sul surrealismo e sul cubismo pittorico re-interpretato in una chiave onirica a tratti ilare e tratti drammatica. Essi vogliono porre in risalto la problematicità del vivere urbano nelle città di oggi dove le forme umane risultano fagocitate da quelle architettoniche fino a svanire in esse, incorporate dalle architetture stesse. Le opere di Nat’s risentono inoltre di un lungo periodo di osservazione intrapreso in alcune delle aree più disparate del globo: dalle isole del Giappone alle aree del nord dell’Amazzonia in Brasile fino alle Dolomiti italiane, ed ovviamente della sua isola.

Umberto Natalino, in arte “Nat’s”, scopre la passione per il disegno sin dall’infanzia, i colori ed i paesaggi dell’isola di Capri sono i primi elementi ispirativi per la sua poetica d’immagini. Dal 1986 al 1995 intraprende la carriera di ufficiale di marina viaggiando tra le zone più disparate del globo: il sud America, l’Estremo Oriente sono le sue tappe più tracciate. Nat’s, in quegli anni, non abbandona mai la passione per il disegno e le arti figurative e cerca inizialmente di affinarsi nello studio della plasticità delle immagini e della grafica da completo autodidatta. Dal 1997 al 2000 torna a Capri e lavora presso l’atelier del pittore surrealista Ugo Di Martino, il quale rappresenterà una base ispirativa per gran parte della sua produzione figurativa a venire. Negli anni che seguono Nat’s studia design e grafica e collabora con diversi atelier di arti grafiche a Milano e a Ginevra ed infine apre un proprio studio sull’isola di Capri. Vive e lavora tra Napoli e Capri.

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