CAPPELLA SISTINA, UNA STORIA LUNGA 500 ANNI

© Mischa Krumm – Fotolia.com

Un’opera immensa che dopo 500 anni continua a stupire e commuovere i visitatori. Parliamo della volta della Cappella Sistina, inaugurata il 31 ottobre del 1512 da papa Giulio II che, alla veglia della Festa di Ognissanti di 5 secoli fa vi entrò con il suo seguito di cardinali e tutta la corte per celebrare i Vespri.

La Cappella Sistina deve il nome al suo committente, il papa Sisto IV della Rovere (1471-1484), che volle edificare un nuovo grande ambiente sul luogo dove già sorgeva la “Cappella Magna”. La sua realizzazione ebbe inizio nel 1475, anno del Giubileo indetto da Sisto IV, e si concluse nel 1483 quando, il 15 agosto, la Cappella, dedicata alla Vergine Assunta, venne inaugurata con solennità dal papa. Ultimata la struttura architettonica, il papa Sisto IV chiamò a lavorare nella Cappella famosi pittori fiorentini, come Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Signorelli, nonché umbri, quali Perugino e Pinturicchio, che affrescarono le pareti laterali. Toccò a Michelangelo Buonarroti completare le decorazioni pittoriche all’interno della Cappella, su commissione del nipote di Sisto IV, divenuto papa con il nome di Giulio II. La volta venne completata in quattro anni di duro lavoro (dal 1508 al 1512) ed ha come tema la storia dell’umanità nel periodo che precede la venuta di Cristo. La pittura della parete con il “Giudizio Universale” fu eseguita invece dallo stesso artista più tardi: dal 1536 al 1541, su commissione del papa Paolo III Farnese (1534-1549), il quale aveva a sua volta confermato l’incarico del precedente papa Clemente VII (1523-1534). Il tema rappresentato questa volta è il Fato ineluttabile che incombe su tutti gli uomini, del cui destino Dio è arbitro assoluto.

Per celebrare i 500 anni della Cappella Sistina, l’Associazione MetaMorfosi, presieduta da Pietro Folena, ha organizzato con la Camera dei Deputati una mostra di disegni autografi del grande Maestro, affiancati da pregevoli stampe d’epoca, in un percorso che va dalla Volta Sistina fino al Giudizio finale. La Mostra e il catalogo sono curati da Pina Ragionieri, direttrice della Casa Buonarroti, dalla quale provengono tutti i “pezzi” esposti.

I disegni che riguardano la Volta vengono confrontati, nell’apparato didattico dell’esposizione, con le corrispondenti immagini della Sistina. Il visitatore avrà così modo di scoprire il momento progettuale di questo straordinario capolavoro, per il quale Michelangelo si sottopose anche a notevoli sforzi fisici, come egli stesso racconta in un sonetto esposto in Mostra, accanto al quale si è raffigurato nell’atto di dipingere la Volta. Da sottolineare la presenza dell’unico progetto complessivo per il Giudizio finale sopravvissuto al rogo nel quale Michelangelo, negli ultimi anni della sua vita, distrusse gran parte dei suoi disegni romani, affinché, come racconta il Vasari, «nessuno vedesse le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto».

Un’altra iniziativa per i 500 anni della volta della Cappella Sistina è stata promossa dal Vaticano che, sul suo sito ufficiale, permette ai visitatori di fare un viaggio virtuale all’interno della sala, alla scoperta degli affreschi di Michelangelo e delle altre bellezze della Cappella.

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Autore dell'articolo: Redazione

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