Brueghel: i capolavori dell’arte fiamminga a Bologna

Arthemisia Group propone a Bologna, per la prima volta in Italia, i capolavori di cinque generazioni di maestri della pittura e dell’incisione fiamminga: la famiglia Brueghel. La mostra si intitola Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga. 

Pieter Brueghel il Vecchio e bottega La Resurrezione 1563 ca. Olio su tavola, 107x 73,8 cm Collezione privata Belgio
Pieter Brueghel il Vecchio e bottega La Resurrezione 1563 ca. Olio su tavola, 107x 73,8 cm Collezione privata Belgio

Lungo un arco temporale che abbraccia quasi un secolo e mezzo di storia, la famiglia Brueghel ha saputo indagare meticolosamente la realtà circostante con l’incanto spregiudicato del sublime ottocentesco e la meticolosa perfezione della pittura a olio. Scene di vita quotidiana e vedute di paesaggio, feste di paese, sagre e motivi ricorrenti come le danze nuziali riflettono l’importanza della ritualità popolare nel fiorente centro mercantile di Anversa e rappresentano l’ideale estetico che fece grande il rinascimento tedesco. Contadini e uomini del popolo assurgono così a una piena nobilitazione, perché vengono inseriti nel tempo attivo della storia, all’interno di una propria identità cronologica che li contraddistingue come individui prima che come gruppo sociale. Autori di vere rivoluzioni pittoriche i Brueghel, dal capostipite della dinastia Pieter il Vecchio fino ad Ambrosius Brueghel, hanno dato vita a paesaggi invernali freddi e lattescenti, ad allegorie che svelano il riflesso di un precetto pedagogico-morale nella sua immediata personificazione, alle nature morte di fotografica perfezione fino a concepire, seppur nel solco della tradizione realista, il Weltlandschaft, il paesaggio universale che abbraccia la percezione infinita attraverso la resa cromatica della profondità spaziale.

Hieronymus Bosch I sette peccato capitali 1500 - 1515 -  Olio su tavola, 86,5x56 cm Geneva Fine Arts Foundation Ginevra
Hieronymus Bosch – I sette peccato capitali – 1500 – 1515 – Olio su tavola, 86,5×56 cm Geneva Fine Arts – Foundation Ginevra

Tutte queste suggestioni sono state raccolte con solerzia e dedizione grazie alla volontà di Joseph Guttmann, esperto di arte olandese che ha reso possibile l’organizzazione di mostre itineranti a tematica bruegheliana con specificità diverse a seconda della località toccata, da Tel Aviv a Roma, da Breslau a Parigi. Giunta a Bologna, la mostra ha messo in dotazione, all’interno di Palazzo Albergati fino al 28 febbraio 2016, coinvolgenti postazioni interattive che permettono, con gli strumenti dell’odierna tecnologia, un rapporto diretto d’interazione col pubblico, spingendo anche i bambini a partecipare attivamente grazie alle divertenti didascalie studiate appositamente per loro e ai pannelli didattici ricchi di curiosità e aneddoti. Un tour guidato da un illusionista aprirà loro le porte alla meravigliosa quotidianità della pittura fiamminga. Finalità importantissima dell’allestimento, curato da Sergio Gaddi e Andrea Wandschneider, direttore del Paderborn Städtische Galerie in der Reithalle, è quella di creare un suggestivo e armonico percorso che sia testimone del passaggio “artistico” di consegne da una generazione all’altra e che spieghi, attraverso capolavori come La Resurrezione di Pieter Brueghel il Vecchio (1563), Danza nuziale all’aperto di Pieter Brueghel il Giovane (1610), Passaggio fluviale con bagnanti di Jan Brueghel il Vecchio (1595-1600) e Grande natura morta con frutta in un paesaggio di Abraham Brueghel (1670), il significato della trasmissione dei saperi, di codici e stili accomunati da un’unica vera corrente artistica, quella fondativa del mito fiammingo.

Marten van Cleve Paesaggio invernale con la Strage degli innocenti 1570 ca. Olio su tavola, 74x106,5 cm Collezione privata - Belgio
Marten van Cleve – Paesaggio invernale con la Strage degli innocenti – 1570 ca. Olio su tavola, 74×106,5 cm Collezione privata – Belgio

 

La mostra consta di sette sezioni dedicate a temi specifici, partendo dalle fantasie visionarie del “giudizio morale, tra salvezza e condanna” e chiudendosi con l’ultima sezione che rappresenta “la danza degli ultimi”: contadini, mendicanti, accattoni, reietti e ubriaconi che, nella pittura realista della dinastia, “diventano i primi”, perché vengono dotati di un’identità specifica all’interno della varia umanità del tempo. Nella prima sezione è possibile ammirare La resurrezione (1563) di Pieter Brueghel il Vecchio in cui il mistero fideistico è catturato dal Cristo trionfante nel tripudio della vita nuova. L’uomo che passa sotto la lente deformante dell’artista, tra le sue caricature e le pulsioni carnali a cui è continuamente sottoposto, può contare dunque sulla benevolenza della luce mistica. Questo è il segreto delle rappresentazioni di Pieter Brueghel il Vecchio, l’unione tra corpo e spirito, tra vizio e virtù, secondo una tendenza figurativa che, nella poetica boccaccesca del realismo narrativo, si manifestava attraverso l’esaltazione della viva e fiorente classe borghese dell’epoca. Fondamentale è anche la vicinanza del pittore alle complesse fantasie visionarie di Hieronymus Bosch.

Pieter Brueghel il Giovane - La trappola per gli uccelli 1601 Olio su tavola, 37,5x56,6 cm Collezione privata Lussemburgo
Pieter Brueghel il Giovane – La trappola per gli uccelli 1601
Olio su tavola, 37,5×56,6 cm Collezione privata Lussemburgo

 

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Proseguendo il tour si giunge a scoprire “La natura regina”, lungo un orizzonte naturalistico che schiude all’occhio dello spettatore una nuova e rivoluzionaria concezione di natura, al contempo impetuosa e intimamente tragica, il cui sublime tumulto estetico, protagonista assoluto delle tele, mette in mostra un mondo pericoloso ma affascinante, come nel grande dipinto Paesaggio boschivo con la Vergine, il Bambino, san Giovannino e l’angelo (1645-1650) di Jan Brueghel il Giovane. La terza sezione “Soldati e cacciatori nella luce d’inverno” ci parla della precarietà dell’esistenza attraverso l’esaltazione degli elementi più efferati della condizione umana. L’inverno penetra con forza quasi tattile l’animo dei protagonisti dei quadri e, ad esempio, in Trappola per uccelli (1601) di Pieter Brueghel il Giovane, l’umanità, fredda e indifferente, pattina su uno specchio d’acqua ghiacciato, mentre i cacciatori attendono che le loro prede cadano nella trappola. In “Storie di viaggi e mercanti” l’epopea della nuova borghesia nel polo mercantile di Anversa è reso vivo dal tratto di Jan Brueghel il Giovane che nell’incisione Incontro tra viaggiatori (1630) mette in evidenza quel senso del racconto per immagini, elemento fondamentale della sua pittura. Vero e proprio intermezzo “allegorico”, la quinta sezione intitolata “Le allegorie, racconti delle meraviglie” mette in luce la capacità dei Brueghel di creare sublimi metafore visive come in Allegoria dell’udito (1645-1650) di Pieter Brueghel il Giovane. Chiudono il ricco percorso espositivo le due sezioni “Splendore e vanità della vita silente” e “La danza degli ultimi”. Nella prima il tema cardine sono le nature morte di cui fu specialista Jan dei velluti, artista prediletto dal cardinale Federico Borromeo per il quale dipinse varietà floreali di straordinaria perfezione stilistica, mentre, nella seconda e ultima sezione erompe con vigore realista la fatica contadina, il claudicare trascinato di ubriachi e reietti e di quei personaggi colti mentre, ignari, vivono senza curarsi di nulla. La Danza nuziale all’aperto (1610) di Pieter Brueghel il Giovane è l’emblema della rappresentazione delle forme varie della vita; esaltazione di passioni, desideri e riti assortiti in cui risaltano sulla tela “miserie e nobiltà” dell’Everyman. La mostra Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga è un viaggio appassionante e struggente nella vita e nelle opere di cinque generazioni di artisti che, mentre l’Italia del Rinascimento inseguiva il sogno plastico dell’ideale umano, celebravano la potenza della natura, sia essa forza viva o perfezione morta, l’attenzione meticolosa per l’indagine a tutto tondo della realtà e i misteri svelati dell’uomo nella sua intima e caduca esistenza.

Foto di copertina: Ambrosius Brueghel – Nature morte con fiori
1660 – 1665 ca. – Olio su tavola, 12,5×26,5 cm (ciascuno) Collezione privata Vermont

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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