In tempi di crisi la parola d’ordine è ottimismo. Succede a Bologna, che per quattro giorni diventa una sorta di “museo diffuso” come l’ha definita Gianfranco Maraniello, Direttore del Mambo e dell’Istituzione Bologna Musei. Così, già da ieri, venerdì 25 gennaio, e fino a lunedì 28, l’arte accende il capoluogo felsineo: da una parte l’attesa manifestazione fieristica giunta alla 37esima edizione, dall’altra un’intera città coinvolta con eventi, spettacoli, musei tirati a lucido, mostre ed appuntamenti in ogni angolo che culminano con la notte bianca del 26 gennaio dove tutta Bologna rimane aperta per accogliere collezionisti, semplici appassionati, critici e curiosi.

C’è addirittura un percorso con tanto di mappa e un bus gratuito che ogni venti minuti collega il quartiere fieristico con i principali poli d’attrazione di una città idealmente divisa per aree: il Museo per la memoria di Ustica, la Pinacoteca, MAMbo, Villa delle Rose, il centro storico e Piazza Costituzione.

Filo conduttore della mostra mercato di arte moderna e contemporanea che inaugura la stagione del collezionismo è il tema del “made in Italy”. Dal futurismo a De Chirico, da Boccioni a Schifano, da Marinetti a Sironi, passando per Burri, Severini ed ancora Fontana, Gattuso, Castellani, Isgrò: sono solo alcuni dei nomi di grande spessore che trovano spazio ad Arte Fiera.

«Possiamo pensare a Bologna come alla Fiera dedicata al genio italiano, inteso come un insieme di valori ampiamente riconosciuto da difendere con decisione soprattutto in epoche di crisi come l’attuale», hanno spiegato Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, i due nuovi direttori della manifestazione. Non manca poi una vasta panoramica di artisti stranieri o di giovani emergenti che hanno utilizzato ogni forma di mezzo espressivo e quindi, non solo la tradizionale pittura e scultura ma anche registrazioni video, ritratti digitali, riproduzioni sonore. Complessivamente si alternano ben 1.100 artisti, 135 gallerie di cui 15 straniere per un crescendo di creatività che a volte viene portata avanti con autentico coraggio come succede con il quadro che ritrae un “San Lapo”, ovvero Lapo Elkann trafitto da frecce in stile San Sebastiano o ancora altri personaggi delle cronache di attualità quali Ruby o Nicole Minetti, fino alla singolare opera che rielabora la foto della prigionia di Aldo Moro e del ritrovamento del suo corpo.

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In tempi di crisi anche le gallerie espongono i prezzi e si va dai 300 euro per acquistare un lavoro dell’americano Mark Jenkins fino ad un’opera di Picasso già venduta a tre milioni. Ricco il programma di conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, tavole rotonde, workshop di foto. All’inaugurazione ma anche nel primo giorno di apertura al pubblico gia parecchi vip. Luca Cordero di Montezemolo appassionato d’arte ha visitato i padiglioni della fiera compiacendosi nel ritrovare «una creatura sempre molto viva». Per la prima volta ad Arte Fiera senza Lucio Dalla anche Marco Alemanno che ha commentato: «C’è un po’ di malinconia ma è un piacere rivedere gli amici e gli artisti che piacevano a me e a Lucio».

Emilio Buttaro

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