AERORACCONTO DELL’AMORE FATALE

Non si sceglie di amare fatalmente, succede e basta. Laura lo ha imparato da bambina, in aeroporto, quando L’uomo degli aerei arrivava, misterioso e bello come gli attori dei film. E quando lui era lì, e lei lo poteva ammirare, la gioia era tale che il cuore le esplodeva. Insieme a lei ad attenderlo c’era La ragazza bellissima, che per quell’appuntamento si era preparata a lungo, chiedendole consigli sul vestito da indossare. Nella hall dell’aeroporto, finalmente, sua madre e suo padre si guardavano e si baciavano a lungo, un bacio che non finiva mai proprio come al cinema. Poi lui ripartiva, e questi viaggi da e per l’aeroporto ritmavano la lontananza dal padre e la sua intera infanzia. Perché suo padre era sempre via? Perché lei e sua madre non vivevano con lui? Dove andava quando ripartiva? Per anni Laura non ha trovato altre risposte che bugie alle sue domande. In un aeroporto, vuoto per incantesimo di aerei e viaggiatori, svela al lettore l’amore fatale dei suoi genitori. Con parole e immagini, muovendosi tra passato e presente, in Aeroracconto dell’amore fatale (Fandango Libri, pp. 185, Euro 19,00) Laura Lamanda investiga l’amore, il sesso, l’ossessione e il sentimento del doppio che si cela in ognuno di noi. Immaginando, infine, una passione gentile che non rinunci alla follia dei nostri impeti ma si nutra di delicatezza e rispetto e non ci sia fatale.

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