A Venezia l’arte cinese vs l’arte italiana

L'istallazione di  FU ZHONGWANG
L’istallazione di
FU ZHONGWANG

Crossover. A dialog between the Chinese School of Hubei and the New Italian Art Scene è una mostra che sarà inaugurata mercoledì 29 maggio 2013 a Venezia, con una performance che si svolgerà alle 20 e alle 22 presso i Chiostri di San Salvador. L’esposizione, che si svolge dal 2 giugno 2013 al 24 novembre 2013, sarà allestita alla Tesa 113, Arsenale Nord, ed è curata da Ji Shaofeng e Alessandro Riva. Il percorso espositivo mette in luce  il lavoro e le esperienze di un gruppo coerente e articolato di artisti cinesi – la cosiddetta Scuola di Hubei – ponendoli a confronto con analoghe esperienze provenienti dall’arte italiana contemporanea.

La performance dell’inaugurazione – Il lavoro installativo e scultoreo di Fu Zhongwang, artista e presidente del Hubei Museum of Art e illustre rappresentante anche a livello istituzionale di enti intermuseali nazionali, è in eterno equilibrio tra suggestioni formali arcaiche e nuove mitologie del contemporaneo. Le performance di Fu Zhongwang sono tableau vivant basati su un’idea di sorpresa e di forte spaesamento visivo. Quaranta braccia umane spuntano da un telo rosso, tenendo in mano telefoni cellulari e altri mezzi di comunicazione tecnologica. Il richiamo sottile ma evidente alla tradizione orientale della pittura di paesaggio (i teli come silhouette di montagne) e del lavoro sull’identità sono mescolate in un unico linguaggio visivo, che si rifà al teatro cinese, secondo schemi compositivi fortemente armonici e rituali, con un taglio, però, molto plastico, quasi ci trovassimo di fronte a sculture che prendono vita da sole. Il forte scarto tra senso di incomunicabilità, rappresentato dalle identità nascoste dai teli, e la simbologia del telefono cellulare come relitto estremo della surmodernità, con la sua invasività quotidiana di feticcio iperpopolare e identitario globale, crea un cortocircuito mentale, come uno straordinario ossimoro visivo.

L’esposizione – La mostra Crossover, che presenta il lavoro di 15 artisti cinesi e 15 italiani, non vuole essere un semplice confronto a distanza, ma il primo tentativo di mettere insieme due esperienze lontane geograficamente, mescolandole e cercando di lasciare che gli artisti stessi si contaminino, si guardino e influenzino vicendevolmente. Se gli artisti cinesi raccontano la realtà della nuova arte del loro paese, sospesa tra avanguardia e tradizione, tra recupero delle tecniche tradizionali e accenti fortemente contemporanei, analogamente anche gli artisti italiani di queste ultime generazioni hanno compiuto un percorso di recupero di tecniche tipiche della tradizione italiana (pittura e scultura, in primis, ma anche fotografia e video, trattati con un’impostazione fortemente classica e raffinata dal punto di vista esecutivo e formale), pur con accenti e modalità contemporanee, mescolandole con influenze novecentesche, con uno sguardo alle tematiche sociali e con un continuo rimescolamento delle forme e dei richiami estetici tipico della surmodernità.

 

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