3 febbraio 2013
Redazione (4058 articles)
Share

A ROMA ISRAEL NOW – REINVENTING THE FUTURE

Al Macro Testaccio di Roma ha aperto i battenti il 31 gennaio scorso  la mostra “Israel Now – Reinventing the Future”, una delle esposizioni d’arte contemporanea più importanti su Israele realizzate in Europa per il 2013. La rassegna, a cura di Micol Di Veroli, ha infatti ottenuto la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 

Si tratta di una piattaforma culturale trasversale, multidisciplinare, capace di riflettere il dinamismo di una cultura che affonda le proprie radici in una spiritualità millenaria.

Il progetto, strutturato attorno ad una selezione di ventiquattro artisti israeliani provenienti da esperienze e generazioni diverse, vuole aprire molteplici sguardi sul futuro, per offrire una possibile concezione alternativa della produzione e della fruizione artistica. L’arte contemporanea, da sempre barometro del futuro, codifica i sogni e dà possibili risposte al quo vadis della società; in uno scenario mondiale sempre più globalizzato, dove troppo spesso il mezzo rappresenta il messaggio, gli artisti israeliani sono riusciti a mantenere un approccio critico, in perfetto equilibrio tra nuove tecnologie e vecchie metodologie.

Sostenuta e diffusa dal lavoro sia delle numerose gallerie d’arte, che dei musei presenti sul territorio, l’arte contemporanea israeliana ha colto senza esitazioni l’opportunità di declinarsi al futuro, senza compromessi o forzature imposte dal mercato e con una spinta costante nella direzione dell’autonomia artistica e concettuale. Il percorso espositivo si suddivide in grandi insiemi, all’interno dei quali ogni artista illustra la propria visione di futuro reinventato. Nahum Tevet, ad esempio, reinventa il futuro dell’oggetto e della forma mettendo in discussione valenza estetica e consistenza di ogni elemento della sua installazione. Michal Rovner, attraverso la sua video installazione, indaga il futuro dell’essere umano sotto forma di ricerca scientifica. Ofri Cnaani si affida alla videoarte per riprogrammare nuove forme di identità religiosa, accostandole alla memoria ed al passato. Yael Bartana con la sua trilogia video ed Adi Nes con le sue fotografie offrono allo spettatore un’affascinante panoramica su spaccati politico-sociali futuri e futuribili. Pensare nuovi confini e nuove identità geografiche è l’obiettivo di Yehudit Sasportas e Shai Kremer, mentre Keren Cytter concentra la sua ricerca sulla trasformazione del medium creativo e sul suo futuro alternativo.

In mostra opere di Shay Frisch, Tamar Harpaz, Nahum Tevet, che saranno presenti all’inaugurazione e ancora Boaz Arad, Maya Attoun, Yael Bartana, Orit Ben-Shitrit, Yifat Bezalel, Ofri Cnaani, Elinor Carucci, Michal Chelbin, Keren Cytter, Dani Gal, Lea Golda Holterman, Meital Katz Minerbo, Shai Kremer, Adi Nes, Uri Nir, Leigh Orpaz, , Michal Rovner, Yehudit Sasportas, Gal Weinstein, Shahar Yahalom, Guy Zagursky.

La mostra Israel Now – Reinventing the Future è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano e inglese, edito da Drago. Presentata dal MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma e prodotta da Glocal Project Consulting, partner Drago, la mostra è sostenuta dall’Ambasciata d’Israele in Italia e dalla Fondazione Italia Israele per la Cultura e le Arti, che con questo progetto inaugura le proprie attività. E’ patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, Regione Lazio, Provincia di Roma e Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Comunità Ebraica di Roma, UCEI e Centro Ebraico Italiano.

Dopo il MACRO di Roma sarà il Museo di Arte Moderna e Contemporanea (MAMBA) di Buenos Aires in Argentina ad ospitare la mostra, da inizio luglio a fine agosto 2013, che girerà inoltre in diverse altre sedi internazionali. Alla mostra si affianca un fitto calendario di eventi collaterali che spazia dalle proiezioni di lungometraggi e cortometraggi dell’ultima cinematografia israeliana al convegno “Imprint di una Nazione: Israele” organizzato da Drago.

Tags Arte, Israele
Redazione

Redazione

Impaginazione, revisione, scrittura e pubblicazione sono a cura della redazione che decide cosa pubblicare e cosa non pubblicare, secondo la linea editoriale tracciata dal direttore! Sede operativa redazione: via Angelo Antonio Minichiello, 83035 Grottaminarda (Avellino) info@culturaeculture.it - Tel. 0825 426543

Commenti

Ancora nessun commento. Puoi essere il primo a commentare!

Scrivi un commento

Solo gli utenti registrati possono commentare.