A PORDENONELEGGE SI RIFLETTE SU CRIMINE E CERVELLO

La copertina del saggio

All’indomani della sua condanna, e prima ancora al momento del suo arresto poco dopo i tragici fatti di Oslo, in molti si sono chiesti se Anders Breivik, l’assassino mai pentito di 77 persone a sangue freddo, avesse agito con consapevole volontà e libero arbitrio, o se qualche “malfunzionamento” nel suo cervello lo ha spinto ad agire in modo criminale. L’ordinamento giuridico e penale si è sempre basato sulla “volontà di intendere e volere” cioè sul libero arbitrio. Ma gli studi sul cervello suggeriscono che forse non siamo liberi per nulla, che il cervello, in base a un meccanismo darwiniano di sopravvivenza, comanda a nostra insaputa le azioni e i comportamenti, e che quelle che riteniamo essere le cause dei nostri comportamenti sono in realtà giustificazioni a posteriori. Il libero arbitrio è forse più limitato di quanto immaginiamo e sempre più spesso, attraverso indagini con strumenti quali PET, MRIfunzionale e TSM, si scopre che alla base di comportamenti asociali e criminali ci sono disfunzioni fisiche del cervello o dei suoi meccanismi di comunicazione. L’impatto potenziale sull’ordinamento giuridico e sui processi è dirompente. Per la prima volta questo tema esce dalle aule dei convegni specialistici (che si stanno moltiplicando in tutto il mondo) e viene presentato al pubblico domani a Pordenonelegge 2012, alle 11 – palaprovincia di Largo S. Giorgio, in occasione dell’incontro “Crimine e cervello: siamo tutti innocenti?”, che prevede la partecipazione di Andrea Lavazza e Luca Sanmicheli, autori del primo saggio divulgativo su questo tema in Italia, “Il delitto del cervello” (Codice edizioni), di un importante neuroscienziato italiano, Piero Calissano, da 40 anni il più stretto collaboratore di Rita Levi Montalcini, e inoltre di una giovane studiosa, Barbara Bottalico, che fa parte del team di coordinatori della “European Association for Neuroscience and Law”, associazione che unisce giuristi e scienziati a livello globale per lo studio dell’impatto delle neuroscienze sul diritto, e in particolare sull’utilizzo di nuove tecnologie nei processi civili e penali. Ha organizzato e modera il dibattito Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia, una associazione no profit per la divulgazione degli studi sul cervello.

Per informazioni: www.pordenonelegge.it

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Autore dell'articolo: Redazione

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