A Milano l’autunno è “americano”

autunno americanoE se l’autunno appena iniziato diventasse “americano”? Se per i prossimi mesi Milano proponesse tutta una serie di eventi in omaggio alla cultura oltreoceano, con arte, musica e cinema provenienti proprio dall’America? È quanto accadrà per ben 150 giorni, durante i quali la città lombarda si trasformerà in un grande palcoscenico dedicato, appunto, alla cultura americana dagli anni Trenta sino a giorni nostri. Mostre, concerti, spettacoli, proiezioni e approfondimenti si susseguiranno, quindi, nei prossimi mesi, per un totale di oltre cinquanta eventi escluse le repliche. Un autunno che ,in realtà, si prolungherà sino a febbraio 2014 e che intende celebrare attraverso linguaggi diversi, dall’arte alla letteratura, passando per la danza e il cinema una cultura che, al di là dei punti di vista, certamente non manca di affascinare.

Ma com’è nata l’idea di dare il via a un palinsesto tanto ricco? «In occasione dell’Anno della Cultura Italiana in America – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno – abbiamo voluto rendere omaggio alla tradizione di un popolo amico, la cui cultura nel Novecento ha contribuito fortemente alla costruzione dell’immaginario moderno e alla formazione di molti di noi. Ecco perché abbiamo costruito un programma molto ricco, con un taglio multidisciplinare, che costituisse un focus approfondito sull’arte e la cultura americane, dagli anni Trenta fino a oggi». Una manifestazione che può contare anche sul patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti, tanto che il console Kyle Scott non ha mancato di esternare la sua soddisfazione per una «magnifica iniziativa per la città di Milano, che quest’autunno diventerà la città più americana di tutte».

Alchimia (Alchemy), 1947 Olio, pittura d'alluminio (e smalto?)  e spago su tela, 114,6 x 221,3 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia  © Jackson Pollock, by SIAE 2013
Alchimia (Alchemy), 1947
Olio, pittura d’alluminio (e smalto?)
e spago su tela, 114,6 x 221,3 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
© Jackson Pollock, by SIAE 2013

MOSTRE – Sono soprattutto tre i grandi eventi espositivi che arricchiscono il cartellone di questo “Autunno Americano”. Innanzitutto la mostra inaugurata questo martedì 24 settembre a Palazzo Reale e di cui vi abbiamo già parlato nel dettaglio, ossia “Pollock e gli Irascibili”. Un percorso espositivo che intende raccontare l’arte newyorkese tra il 1931 e il 1966. Ma accanto a Pollock, a partire dal 24 di ottobre e sino al 2 marzo 2014 Palazzo Reale accoglierà un altro artista americano, emblema assoluto della Pop Art. Stiamo ovviamente parlando di Andy Warhol, cui Milano dedica una grande monografica tratta dalla collezione Peter Brant. Infine, per rendere omaggio anche all’approccio scientifico-divulgativo dal taglio americano, a partire dal 18 ottobre il Museo di Storia Naturale aprirà al pubblico “Brain. Il cervello, istruzioni per l’uso“, una mostra scientifica dedicata al cervello e giunta in Italia direttamente dal National Museum of Natural History di New York. Alle tre esposizioni principali si affiancheranno, poi, numerosi incontri e approfondimenti incentrati sull’arte e sulla cultura americana degli anni Cinquanta, in programma nelle sale del Castello Sforzesco, di Palazzo Reale e del Museo del Novecento.

The freewheelin' Bob DylanMUSICA – Ma la cultura americana non è soltanto arte dal dopoguerra in poi. Tra i tanti appuntamenti in programma non potevano mancare, infatti, gli omaggi alla musica oltreoceano, a partire dal 22° Festival Milano Musica, dedicato al compositore statunitense Morton Feldman. Dall’8 ottobre al 19 novembre numerose e prestigiose sale cittadine, dal Teatro alla Scala all’Auditorium, passando per il Conservatorio, proporranno, infatti, alcune delle più significative opere di Feldman, composte tra il 1970 e il 1986. Da segnalare, poi, l’appuntamento di domani sera, venerdì 27 settembre (presso il Teatro i) con la rilettura di “Song for Drella”, capolavoro discografico di Lou Reed e John Cale. Ma tra gli omaggi alla musica americana non poteva mancare, ovviamente, anche Bob Dylan: sabato 2, domenica 3 e lunedì 4 novembre alle 21, il Teatro Arcimboldi accoglierà, infatti, quello che, forse, è l’evento più atteso. Il grande cantautore americano, affiancato dalla sua band, sarà infatti sul palco del teatro milanese. Tre concerti consecutivi, quindi, per un mito intramontabile.

SPETTACOLI E HAPPENING – Spazio, poi, agli spettacoli, con tutta una serie di rappresentazioni sia di pietre miliari del teatro americano (tra cui “La Torre d’avorio” e “Morte di un commesso viaggiatore”) che di momenti fondamentali della storia americana. Andrà in scena, infatti, il famoso scontro mediatico tra l’ex presidente Nixon, reduce dallo scandalo Watergate, e l’anchorman David Frost (dal 18 ottobre al 10 novembre presso il Teatro Elfo Puccini). Oltre al duello Frost/Nixon, sul palco anche “Il tormento e l’estasi di Steve Jobs”, una pièce che intreccia i successi di Jobs e della Apple alle rivelazioni sui suicidi in serie degli operai che producono i suoi prodotti in Cina (dal 23 gennaio al 2 febbraio presso il Teatro Franco Parenti). Infine, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, andranno in scena le due repliche di “Rosso”, spettacolo ispirato alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto e uno dei protagonisti della mostra “Pollock e gli Irascibili” (questa domenica 29 e lunedì 30 settembre, alle 20.30).

© OIga BSP
© OIga BSP

E poi ancora numerose proiezioni, laboratori di cucina tradizionale e, come vi abbiamo già raccontato, l’appuntamento dell’11, 12 e 13 di ottobre con “Swing’n’Milan”, la prima edizione di un festival che porta il ballo Swing a Milano. La musica dal vivo animerà, infatti, le serate milanesi al ritmo di lindy hop, charleston, boogie woogie, balboa, riportando alla mente il moto dell’America anni ‘30 e ’40.

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Per informazioni su tutti gli eventi in programma: www.autunnoamericano.it

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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