Vivere davvero? Si può con poche azioni quotidiane

L’elemento che più di tutti rende l’uomo un vero essere umano è l’autenticità, manifestare ciò che siamo veramente è il compito di ogni individuo durante la sua vita, la vera realizzazione è liberare la nostra natura e alimentarla giorno dopo giorno per vivere davvero. Oggi l’unica vera divisione nel mondo è tra veri esseri viventi e individui sub umani o non umani, cioè tra individui che vivono e altri che sopravvivono. La maggior parte delle persone cresce con l’idea inculcata di trovare un lavoro sicuro, farsi una famiglia e badare ad essa, essere una brava persona.

Cresciamo facendo nostri tutta una serie di obblighi che snaturano la nostra essenza e trasformano la nostra natura unica e originale in qualcosa di scontato e ripetitivo impedendoci di vivere davvero. La vera rivoluzione dei giorni d’oggi non è quella di allungare la vita delle persone, cosa sicuramente importante, ma d’insegnare loro a vivere davvero, la vera sfida è rieducare l’uomo a sentirsi nuovamente vivo come lo era da bambino. Per conoscere chi siamo veramente, per riscoprirci…bisogna abbandonare il controllo e andare incontro all’ignoto. Bisogna iniziare a liberare la mente dalle cose che conosciamo, allargare la visuale verso un nuovo modo di vedere il mondo e di essere nel mondo e per fare questo dobbiamo smettere di incanalare informazioni dall’esterno ma iniziare ad attingere dall’interno.

Gesù diceva che, per comprendere appieno le sue parole, bisognava entrare nuovamente dalla pancia della madre, tornare a nascere, nel senso di azzerare le nostre conoscenze e cambiare le nostre credenze. Affermava anche che tutti noi siamo in grado di fare cose ancora più grandi di lui e che ognuno a suo modo è un maestro; tutti possono illuminare il mondo ma per fare ciò bisogna essere autentici altrimenti l’unica cosa che possiamo donare è la spazzatura fatta di pregiudizi e paradigmi nocivi. Oggi, tendiamo a rimanere intrappolati nella prigione dei ruoli: siamo avvocati, ingegneri, giornalisti, insegnanti, padri, madri dimenticando totalmente che siamo prima di tutto persone, esseri viventi unici. Ci siamo talmente bene identificati in questi ruoli da aver perso la libertà e il contatto con noi stessi, ogni nostra azione è funzionale al nostro ruolo e al rispetto degli obblighi ad esso connessi.

vivere davvero

Da questo carcere mentale che si manifesta nel nostro corpo si può uscire attraverso dei piccoli ma continui cambiamenti d’azioni: iniziando ad imparare a respirare correttamente (il respiro è la nostra fonte vitale); imparando ad essere presenti nelle cose, con la testa e con il corpo; modificando i nostri schemi e cambiando le nostre abitudini che non significa stravolgere la nostra vita ma fare piccole cose diverse; meditando e visualizzando quello che desideriamo; intraprendendo azioni che seguano tali desideri; riaccendendo l’immaginazione, il nostro potere più grande, perché solo con l’uso dell’immaginazione possiamo creare grandi cose. Attraverso tutte queste azioni iniziamo a liberare la nostra anima, cominciamo ad amarci veramente perché manifestiamo chi siamo e solo attraverso questa pulizia possiamo distinguere ciò che è veramente nostro, che nasce dalla parte più profonda di noi, da quello che è condizionamento e viene da fuori. La vera cultura è prima di tutto socio cultura e parte da ognuno di noi, una società sana è  fatta d’individui autentici e originali, di anime e non solo di corpi. Il mondo lo facciamo noi e proprio per questo è nostro dovere renderlo un posto migliore.

 

Autore dell'articolo: Carmine Caso

Carmine Caso
Carmine Caso è editore di Cultura & Culture. Dopo la maturità scientifica, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali al Suor Orsola Benincasa (Laurea Vecchio Ordinamento). Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Ama il Cinema, l'Arte e la lettura. Su Cultura e Culture gestisce la rubrica/blog "Migliora la tua vita", uno spazio dedicato al miglioramento personale.

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