Triste Natale 2013

Il mondo da sempre cammina e da sempre interessi personali cercano di fermare il progresso, per cui incapacità gestiscono il nuovo, genitori non si preoccupano di istruire i figli e nazioni si danno alla pazza gioia, come se l’esistenza non prevedesse doveri e provvedesse automaticamente ad esigenze, a voglie ed a passatempi. Papiro, nuove armi, macchine di nuova generazione ed insomma scoperte in qualsiasi settore misero in crisi il vecchio, arene, colossei, templi della musica, del canto e delle arti, industrie e stampa, ed imposero il nuovo. O ci si aggiorna o si è travolti, poco prima o poco dopo non importa. Antichi e cari cimiteri, i beni culturali sono più che eloquenti: maltrattati, costosi e pure negletti, perché sconosciuti, non capiti e non ritenuti utili in tempi nuovi, in cui sono quasi solo oggetto di curiosità, non ispirano, non insegnano e non servono. Analogamente, non si eliminano arretratezze quando non le si danno per tali, cioè da aggiornare: vanterie e ragioni di chi ci campa bene non mancano mai, per cui comunità non valorizzano prodotti, bellezze naturali, beni culturali, risorse ed intelligenze, pur caricandosi di debiti, che però non si addebitano ad impreparazione di gestire cose e fenomeni. Chi rileva difetti e carenze è tacciato come nemico della patria e dell’onore della comunità, ridotti pur essi a beni culturali, cioè ad inutilità costose. Cittadini di Popolo sovrano, che dovrebbero saper badare a se stessi, cioè sapersi far rappresentare, sono costretti, senza notare come a volte sono ridotti, a manifestazioni da tempi di monarchia assoluta. Questi cittadini, spesso, coscienti o meno, sperano in ciò che è fondamento della Repubblica e che quindi è diritto riportato a chiare lettere nella Costituzione, la quale assicura difesa e solidarietà concreta a bisognosi e pure a falliti, coi quali non si confondono diffusi romuli augustoli, che non hanno mai fallito obiettivi, per il semplice motivo che non se ne sono mai posti, dagli ordinari a quelli di vitale importanza e secolari, quali Mezzogiorno, questione sociale, legalità ed istruzione. Non c’è identità, manca solidarietà e non si dice: tutti, secondo le proprie possibilità, facciamo il dovere per riportare la situazione in sicurezza. Si è al si salvi chi può, in cui non si rinuncia neanche a spiccioli, anzi si cerca di arraffare il più possibile: regnano egoismo e studiata ipocrisia. Intanto si curiosa sull’Italia, dalla gloria antica alla miseria attuale.

Nunziante Minichiello

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