Stato, poteri forti e ignoranza

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Miniera di privilegi è l’ignoranza e arma potentissima è la credulità.

Capi di stato, a volte anche contro voglia, sono costretti a cedere ed a sottoscrivere atti che danneggiano la comunità che rappresentano, perché questa è così orientata dal potere di propaganda degli interessati poteri forti, che possono mettere a rischio la permanenza in carica di capi. La cultura non sempre può dedicare tempo ed azione per smaliziare le masse: esigenze di bottega fanno sacrificare, come spesso accade, ideali, rinunciare a missioni e rinnegare impegni assunti anche pubblicamente; serve il denaro per comprare il pane, senza del quale si muore di fame, per cui, se si presenta l’occasione di poter comprare anche il companatico, la si piglia al volo e con essa si pigliano pure a volo i dettami del dio danaro. È stato zoppo, debole ed in bilico perenne lo stato che non può eliminare dal suo seno poteri forti, che già da parassiti pesano su popolazioni e che possono condizionare vita ed azione di stati, se esercitano attività. Potere è forte quando controlla soprattutto l’informazione, che non e più quarto potere, anche se lo si sbandiera ai quattro venti e si invoca ad alta voce libertà di stampa. Quando stampa ed editoria sono nelle mani di magnati o mecenati dell’industria e del capitale, per chi si invoca la libertà di stampa, dal momento che nel mondo molto pochi sono liberi di pensare con la propria testa ed ancor meno quelli chi si possono prendere la libertà di scrivere senza rischiare licenziamento e ritorsione? L’onestà intellettuale non premia e la verità nuda è l’unica femmina di cui quasi mai s’apprezza il naturale integrale. Sovranità, solidarietà e sicurezza restano concetti astratti e lontani dalla realtà finche i popoli non imparano a conoscere la sovranità e ad essere sovrani; a rispettare e ad aiutare i loro simili ed a godere i benefici della pace nella giustizia: cittadino sovrano fra le altre conoscenze deve avere in specie quelle della informazione e della comunicazione, per poterle fare, capire e giudicare, senza aspettare oracoli, che, se sempre lasciano a bocca aperta, non sempre evitano l’amaro della sorpresa. La necessità di guadagno e soprattutto la mancanza di alternative induce a cedere sui principi sino a scrivere ed a comunicare come piace in alto, anche quando danneggia l’intera cittadinanza, la ingenuità della quale facilita l’opera del potere di propaganda.

Nunziante Minichiello

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Autore dell'articolo: Nunziante Minichiello

Nunziante Minichiello
"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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