Vuoi stare meglio? Non essere vittima della lamentela

Tutti noi almeno una volta nella  vita siamo stati vittime della lamentela, uso il termine vittima non in maniera casuale ma perché, secondo il mio punto di vista, ogni volta che ci lamentiamo diventiamo automaticamente delle vittime. Comprendo che sia difficile accettare tale concetto perché un po’ tutti noi cadiamo in questo atteggiamento, ma ciò non cambia il fatto che la lamentela non muta nulla nella nostra vita, può sicuramente farci sentire meglio nell’immediato, perché pensiamo di stare nel giusto e di aver agito bene, ma non fa altro che privarci della  responsabilità che abbiamo verso noi stessi e della nostra capacità di cambiare le cose.

Vedete, le scelte che facciamo, le decisioni che prendiamo, le esperienze che viviamo creano il nostro mondo, le uniche cose su cui non abbiamo potere sono la nascita e la morte, per il resto sono le azioni a creare la nostra esistenza. Molti di voi potrebbero obiettare affermando che ci sono circostanze e contesti che rendono difficile pensare di avere la responsabilità della nostra vita oppure che questa forma mentis potrebbe creare solo inutili sensi di colpa, mentre altri potrebbero affermare che tale visione finisce per farci apparire dei super uomini o delle super donne. Io credo invece che sia una semplice presa di posizione utile a farci stare meglio e a vivere meglio; credo che lo spirito umano sia infinitamente più potente delle circostanze; ci sono persone sopravvissute ai campi di concentramento, donne che sono state in grado di elevare il genere femminile in momenti storici in cui nulla era permesso loro, uomini di colore che attraverso la loro ideologia, la loro perseveranza e il loro sacrificio, hanno permesso al loro popolo di avere diritti negati fino a 50 anni prima.

[blockquote style=”1″]Ci sono uomini e donne, ragazzi e ragazze, sparsi nel mondo, che pur nascendo in contesti difficili, non hanno voluto credere di essere delle vittime e di non poter cambiare le cose.[/blockquote]

Lamentela

La lamentela costante è l’inganno più grande in cui l’uomo cade più spesso, è una scusa che la maggior parte delle persone usa per giustificare qualcosa che non piace senza fare nulla per cambiare. Spesso si confonde la lamentela con la protesta commettendo un grosso errore perché quando protestiamo noi compiamo un’azione, cioè non ci piace qualcosa e facciamo delle azioni per provare a cambiare, mentre quando ci lamentiamo, deleghiamo ad altri il permesso e il potere di fare qualcosa nella nostra esistenza, ci togliamo di dosso quella responsabilità che può sembrare pesante alcune volte ma allo stesso tempo ci rende protagonisti della nostra esistenza.

Ci sono dei momenti della vita in cui le cose sembrano non andare come vorremmo, sembra come se tutto remasse contro. Ci sono cadute da cui non è facile alzarsi e in questi momenti sfogarsi può essere di grande aiuto, perché buttiamo fuori qualcosa che abbiamo dentro e che ci opprime. Lamentarsi al contrario è solo dannoso per noi e la cosa peggiore è che spesso questo atteggiamento diventa un’abitudine, diventa una costante nella nostra vita a tal punto che nemmeno ne siamo realmente consapevoli; proprio per questo anche se qualcuno ce lo fa notare noi, pur di non cambiare questo nostro atteggiamento, alziamo un muro contro chi ci vuole aiutare.

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Il nostro mondo lo creiamo noi ma ad un certo punto iniziamo a subirlo, non siamo più protagonisti bensì semplici comparse nel nostro microcosmo e cadiamo nella trappola della lamentela. Succede a casa nel momento in cui ci lamentiamo con nostro marito o nostra moglie quando basterebbe fare dei piccoli gesti per far andare le cose diversamente; succede sul lavoro eppure nessuno ci obbliga a svolgere un mestiere che non ci piace; succede con gli amici, nella vita di tutti i giorni.

[blockquote style=”1″]La verità è che quello che ci fa realmente paura è il cambiamento e sapere che dipende solo da noi.[/blockquote]

In natura non esiste la lamentela; gli animali non si lamentano dato che agiscono se le cose non piacciono, l’uomo che afferma di essere più evoluto crede che lamentarsi sia in qualche modo utile senza capire che questo è solo un gioco perverso da cui non è semplice uscire. Bisogna allora imparare a prendersi le proprie responsabilità, comprendendo che abbiamo il potere di cambiare nel momento presente. Solo adesso possiamo mutare la nostra situazione facendo dei piccoli passi perché un grande viaggio inizia sempre da piccoli passi.

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Autore dell'articolo: Carmine Caso

Carmine Caso
Carmine Caso è editore di Cultura & Culture. Dopo la maturità scientifica, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali al Suor Orsola Benincasa (Laurea Vecchio Ordinamento). Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Ama il Cinema, l'Arte e la lettura. Su Cultura e Culture gestisce la rubrica/blog "Migliora la tua vita", uno spazio dedicato al miglioramento personale.

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