L’abilità di saper imparare dai propri errori

 

Una scena dell'Attimo Fuggente, il film che fu rifiutato da 20 case di produzioni
Una scena dell’Attimo Fuggente, il film che fu rifiutato da 20 case di produzioni

I latini affermavano “errare humanum est perseverare autem diabolicum” che tradotto letteralmente significa “commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico”. Tutti noi, o quasi, conosciamo questa frase ma pochi credo l’abbiano del tutto compresa. Ritengo che il suo vero significato stia nella prima parte e cioè che errare è umano. Sbagliare infatti è una componente essenziale di ogni individuo, fa parte del suo bagaglio di esperienze, fatte di scelte, decisioni e azioni. Non esistono persone infallibili, e chi dice di non commettere mai errori non ha realizzato molto nella vita. Napoleon Hill sosteneva che ogni situazione difficoltosa ha in sé il seme di un vantaggio equivalente o maggiore, facendoci capire che per ogni errore fatto si poteva acquisire una maggiore capacità e consapevolezza. A tutti  nella vita è capitato di fare una cosa per la prima volta e di avere paura all’inizio, di essere impacciati e nervosi, di commettere diversi sbagli, ma alla fine portarla a termine. Beh! Dopo un’attenta analisi, vi accorcerete che proprio le situazioni più complicate vi hanno costretto ad acuire l’ingegno e a spingervi ad attingere a risorse che altrimenti non avreste mai sfruttato. In poche parole ci si sente più forti quando si superano ostacoli maggiori e si guarda al futuro con più sicurezza. Con questo non voglio augurare a nessuno di trovare sulla propria strada costantemente ostacoli insormontabili, ma voglio che non abbiate paura quando vi troverete ad affrontarli. Edison, l’inventore della lampadina, prima di raggiungere il proprio obiettivo si dice che abbia fallito circa 10mila volte e, a chi gli chiedeva perché continuasse, egli rispondeva che i tentativi sbagliati lo stavano conducendo alla meta perché ogni volta gli consentivano di modificare prospettiva. Perché allora si drammatizza così tanto l’insuccesso? La causa principale è la paura di ricevere delle critiche.

I giudizi fanno parte del gioco, se non ci fossero non apprezzeremo appieno gli elogi. Immaginate un mondo in cui tutti vi esaltassero, all’inizio sarebbe splendido, tuttavia col passare del tempo la cosa comincerebbe ad annoiarvi ed eliminerebbe ogni forma di stimolo a fare meglio. Tutti quelli che hanno realizzato qualcosa di significativo sono stati criticati. Chi ha visto L’attimo fuggente probabilmente non sa che il film, prima di arrivare nelle  sale cinematogografiche, venne rifiutato da venti case di produzione. Poi, però ha vinto sette nomination all’Oscar. Il gabbiano Jonathan Livingstone è stato rifiutato da diciassette case editrici, prima che la Mecmillan ne acquistasse i diritti e poi vendesse milioni di copie. Stesso discorso per il film Batman, il quale fin dalla sua prima uscita venne osteggiato da tutti per via della trama ritenuta poco credibile e di poco interesse. A dispetto di tante critiche, la pellicola ebbe un tale successo da fare incassi record già nel primo weekend di proiezione. Medesima sorte capitò a un altro capolavoro cinematografico come Rain Men accusato di emozionare poco e di avere una storia poco coinvolgente. Nel 1988 Rein Man vinse quattro Oscar. Nella vita tutti potremmo incorrere in errori e insuccessi, che  fanno parte del nostro percorso; ciò che dobbiamo imparare è a trarre spunto e vigore da essi senza farci travolgere. Per riuscirci, è importante fare tesoro delle esperienze negative perché sono queste che ci spingono a superare i nostri limiti e ad abbattere le nostre paure.

L’insuccesso è anch’esso un risultato, un’occasione da cui partire per fare meglio, e non è un atto d’incapacità che ci deve far demordere dal raggiungere l’obiettivo. Nessuno può conoscere ogni cosa; l’esperienza ci aiuta a capire gli errori commessi e ci consente di cambiare angolazione e punti di vista. Bisogna evitare di rimuginare troppo sullo sbaglio e invece ci si affligge in continuazione perché si dà troppo adito alle dicerie delle persone. E` importante invece analizzare le possibili cause dell’errore per evitarle di ripeterle in futuro e proseguire nel nostro percorso. Vivere nel passato, condizionati da fatti spiacevoli è la cosa peggiore che si possa fare.  Spesso, per via di una brutta esperienza, non si porta più avanti nessuna relazione, nessun progetto, non si coltivano più rapporti di amicizia. Per timore che l’evento spiacevole ricapiti, si evitano molte cose fatte in passato prendendo strade che non sempre ci appartengono. Spesso si generalizza l’esperienza negativa e quest’ultima diventa invalidante in altre aree della vita. E’ importante amarsi per quello che si è! Accettate gli errori come parte del cammino della vita e guardate al futuro sempre con fiducia e passione. Ricordate: la vita è una sola e il tempo è l’unica cosa che non possiamo più avere indietro, perciò godetevi il presente e vivetelo intensamente.

Carmine Caso

 

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Autore dell'articolo: Carmine Caso

Carmine Caso
Carmine Caso è editore di Cultura & Culture. Dopo la maturità scientifica, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali al Suor Orsola Benincasa (Laurea Vecchio Ordinamento). Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Ama il Cinema, l'Arte e la lettura. Su Cultura e Culture gestisce la rubrica/blog "Migliora la tua vita", uno spazio dedicato al miglioramento personale.

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