La sindrome della mamma iperprotettiva

Mamma-con-bimbo-21Anna aveva un lavoro gratificante, una casa accogliente, pochi ma buoni amici, un corpo sinuoso e ancora giovane, nonostante avesse superato la quarantina da qualche anno, eppure sentiva che qualcosa non era andato per il verso giusto. Anna si era innamorata quando era quindicenne, perdendo la testa per il ragazzo che oggi era suo marito. Andrea, nonostante i suoi quarantacinque anni di età, era bello come un tempo ed era un professionista efficiente. Ma nella coppia non c’era più l’affiatamento dei primi anni di matrimonio. Anna aveva creato un rapporto esclusivo con i suoi figli, tralasciando quanto fosse importante per i bambini il ruolo del padre. Dopo la nascita del suo primogenito, la donna aveva completamente escluso dalla vita domestica Andrea, un tempo suo compagno di vita e di avventure, rendendolo sempre più nervoso e taciturno.

Quante donne si riconoscono in questa storia, con le dovute differenze? Sicuramente molte. Quando una donna diventa madre, spesso dimentica che al suo fianco c’è un’altra persona, che ha contribuito alla nascita di una nuova creatura, la quale non è proprietà dei genitori. Il bambino nasce libero e non deve essere concepito per compensare il bisogno d’affetto della mamma o del papà. E` un altro essere umano che viene al mondo. Quindi, i genitori hanno il dovere di guidare il piccolo, in maniera autorevole ma non autoritaria. Facile a dirsi, difficile a farsi, soprattutto perché l’ansia che possa succedere qualcosa al bambino prende il sopravvento in particolare nella mamma, la quale ha paura di delegare e dimentica che al suo fianco c’è un uomo, il cui ruolo è importante quanto il suo. La nascita di un figlio può destabilizzare la coppia, se questa non è pronta e matura ad affrontare la nuova sfida. Uno dei due compagni, di solito l’uomo, resta nell’ombra. Ora, non è mia intenzione aprire un processo alle mamme, tuttavia, e adesso mi rivolgo ai padri, la legge tutela o almeno dovrebbe tutelare il minore; basti pensare al caso della donna di Ferrara che aveva escluso l’ex marito, il quale non aveva potuto dare il proprio cognome al figlio, il cui sviluppo intellettivo era stato ritardato dalle eccessive attenzioni materne. La donna è stata processata per maltrattamento di minore. Un caso limite che purtroppo non è unico. La sindrome della mamma iperprotettiva è sempre più diffusa e purtroppo questa patologia, che certamente nasce da un bisogno d’amore o anche dal senso di colpa, crea problemi alla coppia e al bambino. Apriamo, dunque, un dibattito su questa tematica, che nei prossimi articoli certamente approfondiremo, in particolare attraverso pareri e consigli di esperti…

m.i.

 

Commenti

commenti

Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI