La legge dell’economia
7 febbraio 2014
Nunziante Minichiello (60 articles)
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La legge dell’economia

@alphaspirit- Fotolia.com

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Richiesti imprenditori e investitori, comunque sempre padroni, sovente abili moltiplicatori di forzieri, donde escono solo spiccioli per finanziare propaganda di propria ineluttabilità, superiorità e bontà ed ai quali non arrivano solo le risorse trattenute per i produttori di ricchezza. Anche paesi blasonati e catalogati come potenze industriali possono gettare la spugna, quando il fattore umano viene meno. In genere classe politica mediocre è incapace di fare squadra di governo e, per conservarsi, istintivamente rincorre titoli ed appannaggi e ricorre a compromessi: dai bizantinismi nasce e dilaga, capillare, la corruzione.

Esaurite le riserve, non resta che offrire ed offrirsi. Improduttive lettere, arti, scienze, industrie, agricolture, artigianati, commerci e turismo, mentre, rigogliose, prosperano attività atte a rendere la situazione più tollerabile per il cittadino, ossia sesso, illegalità e vizio. Nonostante gli accorgimenti per farne argomento infinito di parole, la realtà viene a galla e le previsioni del futuro diventano preoccupanti.

I dirigenti non si inventano e tanto meno si riesce dalla sera alla mattina a costruire una classe dirigente degna di questo nome. Potere di propaganda, finché può, ne impone una alla volta, costruita a tavolino da esperti, variopinta, per essere identificata nella più o meno larga partecipazione, in cui francamente a volte c’è poco da scegliere. Principale occupazione è tenere impegnata la platea, la quale si appassiona pure a faccende politiche, però come se fossero film di avventure, che terminano quando si spegne la macchina: si capisce, si sente e si risente solo se toccati direttamente.

Non si riflette che divi in realtà sono lavoratori super pagati al servizio di comunità, che però sono indotte ad interessarsi di divagazioni politiche, più che di utili programmi politici: cittadino ignora il suo duro mestiere e diventa tifoso di chi recita meglio.

Le cose andranno avanti per conto loro e con i risultati, che spesso non divertono: non si dà importanza al nascere del marcio.

Cinismo e degrado al posto di solidarietà e progresso, senza i quali ogni società si sgretola come Petra, e di responsabili ed idonee decisioni, senza le quali la crescita finisce affogata, come storia insegna, in fiumi di danaro sporco, dei quali i media citano naviganti, loro imprese e loro costumi.

Nuziante Minichiello

Nunziante Minichiello

Nunziante Minichiello

"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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