Zero Assoluto e il nuovo album: “Alla fine del giorno”, la recensione

 La recensione del nuovo album degli Zero Assoluto “Alla fine del giorno”

Un album che guarda dritto negli occhi del futuro, senza dimenticare il passato e tutto il bagaglio di esperienze vissute. Uno sguardo lucido, sincero e, soprattutto, libero da inutili condizionamenti e da ansie che, spesso e volentieri, soffocano la capacità di sognare. Dopo quindici anni di carriera, vissuti con intensità a cucinar pezzi sempre in bilico tra romanticismo e malinconia, gli Zero Assolutocambiano la rotta della propria nave musicale e compositiva, pubblicando un disco che fa della modernità, dell’ottimismo e della verità i propri punti di forza. “Alla fine del giorno”, quinto lavoro in studio di Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, può tranquillamente essere definito un album innovativo, almeno se ascoltiamo il repertorio del duo romano. Dieci canzoni che ne confermano il talento espressivo e che mostrano, per la prima volta, un lato sempre tenuto nascosto dai due amici e colleghi. Oggi, più consapevoli e maturi rispetto al recente passato, Matteo e Thomas hanno deciso di parlare delle proprie storie, quelle vissute in prima persona, dei propri stati d’animo, delle emozioni più forti che hanno fatto accapponare la pelle e vibrare il cuore. “Alla fine del giorno” è decisamente il disco nel quale i due si sono più esposti, sia a livello testuale, sia dal punto di vista sperimentale, uscendo dai confini del classico pop “all’italiana”.

L’album, considerato il progetto più importante degli Zero Assoluto, si apre con il singolo “Un’altra notte se ne va”, ballad accattivante e vibrante, le cui parole costruiscono immagini dense di colori caldi, di amori lasciati e di sentimenti, forse, ritrovati. “Dicono che sia troppo tardi per i sognatori, a volte accontentarsi è meglio che restare soli. Digli che è troppo presto per fermarsi ora, e non ti basta un cuore solo, un cuore ancora quando la notte arriva in fretta e non ti fa dormire”. Tra suoni acustici ed elettronici, “Alla fine del giorno” prosegue con il brano “Respirerò”, una ricerca nella sfera emozionale, tra illusioni tradite e nuotate in apnea nelle acque torbide della speranza. La chitarra acustica si accende, le corde vibrano mentre la batteria detta il ritmo e suona la carica ai due ragazzi, intenti a “respirare come la prima volta”, come quando tutto sembrava scorrevole e semplice.

“All’improvviso”, terza traccia del disco, si avvale della preziosa collaborazione di Ermal Meta (ex voce di La Fame di Camilla, già autore per Marco Mengoni e Chiara Galiazzo). Una canzone che risuona fresca e delicata, che narra una storia che proprio non ne vuol sapere di finire, di “un addio che è solo un ciao”. La titletrack, “Alla fine del giorno”, è uno dei pezzi più interessanti dell’intero album. La calda voce di Thomas si intreccia con l’ironia di Matteo, creando una miscela vincente. La sera si avvicina e ci si interroga su dove possa essere l’altra metà, colei che ora è “sospesa tra un sogno e una canzone”, vicina o lontana non si sa, di sicuro ancora viva nei pensieri, mentre attorno tutto appare fermo e sempre uguale.

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Si balla e si sorride con “Quando arriva il freddo” (risuona un po’ alla Tiromancino). “Ci potremmo trasferire tutti quanti a Malibù…c’è chi fa la fame e chi fa la panza”. Un po’ di leggerezza senza risultare banali. Matteo e Thomas viaggiano con la mente, immaginando mete calde a accoglienti, in fuga dal freddo dell’inverno e dalla noia che avvolge e rende tutte uguali le giornate. “Dopodomani” è la canzone perfetta da cantare sotto il chiaro di luna, magari in spiaggia muniti di chitarra acustica, tra fantasie, carezze e promesse (da marinaio?). “Quanti figli vuoi? Una decina? Non rispondi mai. Lasciami sognare in pace…”.

E’ proprio in “La Storia di Noi Due” che il livello di sperimentazione sonora sale. Tra squilli di tromba e cori femminili, gli Zero Assoluto confezionano un brano piacevole e pronto da canticchiare già dopo il primo ascolto (lo facciamo uscire come prossimo singolo?). “Sei stato proprio fregato, lei ora vive da te. E non c’è più niente da fare, non puoi più scappare”. Una relazione uccisa dall’abitudine? Assolutamente no. Ogni giorno risulta comunque speciale, l’importante è restare insieme. “Chiudo gli occhi” prosegue il cammino nella modernità intrapreso dal duo: l’elettronica si fa più incisiva, anche se è con “Adesso Basta” che ci si sveglia dal torpore generale (merito anche del lavoro svolto da Alex Neri e Marco Baroni, musicisti, produttori e dj, colonna vertebrale dei Planet Funk). La base musicale strizza l’occhio alla dance, con piccoli assaggi alla Subsonica. “Alla fine del giorno” si chiude con “Dove”, brano scritto da Stefano Scaldaletti, un volo onirico tra domande sul futuro e risposte che alimentano soltanto i sensi di colpa. “Dimmi dove andiamo….Dove porto le valigie? Dove sbaglio e riparto? Dove prendo il respiro?”. Con una sola, grande certezza nel cuore: “Ho trovato l’amore, non l’ho fatto apposta”.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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