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Weekend: film che parla il linguaggio del cuore

Weekend è un film del 2011 a tematica omosessuale che scava profondo nei rapporti di coppia, fra il dramma dell’accettazione e la voglia di trovare il proprio posto nel mondo, ed avulso da tutti i classici stilemi a cui siamo abituati, perché Weekend è un racconto realistico, emozionante e che colpisce il cuore del pubblico. In un momento politico e sociale in cui più volte si è parlato del riconoscimento dell’amore fra persone dello stesso sesso, la pellicola di Andrew Haigh – il regista di 45 anni e produttore di Looking, la serie tv della HBO – segna un momento di grande riconoscimento per la filmografia di genere (almeno in Italia), troppe volte ignorata e legata al circuito dei Festival. Anche se rimarrà sicuramente un lungometraggio di nicchia, Weekend è già un fenomeno della rete, apprezzato dai cultori dei film indipendenti e dagli amanti delle storie realistiche e dalle infinite chiavi di lettura. Il suo punto di forza? Il parlare con il linguaggio del cuore. Protagonisti di questa toccante storia sui sentimenti sono Russell (Tom Cullen) e Glen (Chris New). Entrambi provengono da estrazioni sociali differenti; Russell è un istruttore di nuoto /bagnino che vive nell’anonimato, mentre Glen è un ragazzo scapestrato, con il cuore spezzato e il sogno di diventare un’artista. Fra i due l’incontro è fortuito in un locale gay di un’anonima cittadina inglese e, dopo una notte di passione, Glen e Russell scoprono che oltre l’attrazione fisica c’è di più. Purtroppo però Glen dovrà partire per l’America finendo per rompere lo pseudo idillio.

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Con una calma rassicurante, una schiettezza nel linguaggio e con una regia calma e pacata, quasi rarefatta, il film Weekend racconta alla perfezione un’onesta storia d’amore fra due uomini. In appena un’ora e mezza di girato, infatti, traspaiono tutte le fasi più salienti dell’innamoramento: c’è la scoperta dei piaceri corporali, la voglia di ridere con spensieratezza e c’è spazio per le incomprensioni, per l’amore più sconsiderato e l’odio più atroce. In soli due giorni, un Weekend appunto, Glen e Russell scoprono di amarsi, di non poter fare a meno l’uno dell’altro e, mentre la vita quotidiana scorre lenta e cadenzata, nell’appartamento di Russell prende vita una fra le storie sentimentali più schiette e sincere che il cinema indipendente (negli ultimi anni) ha potuto regalare al grande pubblico. Attraverso gli occhi di questi due giovani, che bevono alcol e fanno uso di stupefacenti, il regista tratteggia la routine di una coppia di omosessuale, senza falsi perbenismi, senza forzature e senza quella voglia di stupire a tutti i costi, perché attraverso questa vicenda – usuale ma d’impatto – si getta uno sguardo sul mondo di oggi. Una realtà competitiva, che impedisce alla gente comune di poter realizzare le proprie aspirazioni ma capace, nel momento più impensato, di regalare una gioia immensa. Questo sentimento fra Glen e Russell, vero leitmotiv del film, mette quindi in moto una serie di ricordi, paure e desideri, facendo trasparire la fragilità dell’animo umano.

Nella sua convenzionalità, è pur vero che la trama del film in sé non brilla per originalità, Weekend rimane comunque un esperimento riuscito alla perfezione, perché è un affresco della nostra modernità, è un viaggio palpabile nei sentimenti umani, è una girandola di emozioni senza fine, è un film sincero, amorevole e reale più che realista. Particolarità questa che si nota non solo nelle interpretazioni degli attori, ma soprattutto in quella regia tremolante, simil-documentaristica che apre con veemenza e imparzialità una porta al mondo omosessuale degli anni 2000. Weekend è un film che batte, fulgido, da vedere e rivedere per poter apprezzare particolarità e sfumature, ma soprattutto: “È un film sull’amore, e il desiderio, e il bisogn. Non sulla sessualità” (come l’attore protagonista ha dichiarato in un’intervista al Magazine Attitude). In ritardo di 5 anni, Teodora si accaparra questo piccolo gioiello, nella speranza che gli esercenti e il pubblico pagante, per una volta possano volgere lo sguardo verso prodotti di stile e costruiti con sensibilità. Chi conosce poi Andrew Haigh attraverso la serie tv Looking – anch’essa a tematica gay- trova in Weekend tutte le particolarità che hanno reso tale il suo genio visionario. Di seguito il trailer.

 

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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