UnReal, la serie tv più “scostumata” dell’anno

A un anno di distanza dal suo debutto negli States, la prima stagione di UnReal è arrivata in Italia, dal 28 giugno in prima serata su Rai 4. Sarà, dunque, un’estate di grandi emozioni per il vero serial addicted, siccome la serie tv, tuttora in onda in America con la sua seconda stagione mentre una terza già è in programmazione per il prossimo anno, è una fra le produzioni più invitanti, più scostumate e più accattivanti di sempre. Con Shiri Appebly, che torna in tv da protagonista dopo il successo di Roswell e Life Unexpected, e con Constance Zimmer in un ruolo da vera regina degli inganni, UnReal fin dal suo primo episodio si conferma un crogiolo di grande intrattenimento, costruito secondo i più recenti dettami di un drama complesso, sfaccettato e che inesorabilmente crea dipendenza.

«E’ la serie tv dell’estate», «E’ uno fra i drama più coinvolgenti del 2016»: solo note di merito dalla stampa americana per UnReal, particolarità che ha permesso alla serie di sgambettare a testa alta nel panorama televisivo di oggi e, soprattutto, salvarsi dallo spettro della cancellazione dato che fin dal suo debutto non ha brillato in fatto di ascolti. Lo show – trasmesso sul network americano della Lifetime (dedicato a un pubblico prettamente femminile) – ridefinisce per la prima volta il concetto stesso di guilty pleasure. UnReal, infatti, mette in scena un racconto meta-televisivo, dove la realtà di un fittizio reality show si unisce con tutti i dettami più particolari di un drama in odore e in sapore di soap-opera. Tutto ha inizio quando Rachel Goldberg (Sheri Appebly), dopo un periodo di assenza dal set, torna di nuovo come produttrice di Everlasting, uno fra i reality show più seguiti d’America (sviluppato sulla falsa riga di The Bachelor), che permette a un gruppo variegato di giovani donne di poter conoscere l’uomo dei propri sogni. In una location incantata, mentre le candidate si fanno guerra per entrare nelle grazie del giovane erede inglese Adam Cromwell, Rachel comincia a giocare con la vita di tutti i partecipanti al reality, andando a creare intrighi, malintesi e rovesci di fortuna per portare in tv un qualcosa che possa aumentare l’audience. Intanto Quinn King (Constance Zimmer), da dietro le quinte come una regina di affabilità e cattiveria, sobilla Rachel affinché possa realizzare l’edizione più sconvolgente di Everlasting. Tutto ciò fa cadere la giovane in una nuova spirale di perdizione e delirio di onnipotenza. Nella narrazione, però, non solo traspaiono le vicende delle partecipanti del reality ma, nel calderone degli eventi, c’e spazio anche per le storie di cameraman, produttori con il senso di rivalsa e dirigenti del network alla continua ricerca di fama e denaro. I dieci episodi, che compongono la prima stagione e che appunto sono trasmessi su Rai 4 dal 28 giugno per cinque prime serate, sono un concentrato di ironia, colpi bassi, battute al fulmicotone e drammatico realismo televisivo.

UnReal, infatti, nel porre la sua attenzione sul mondo dei reality show, da sempre etichettati per essere dei prodotti molti vicini alla realtà dei fatti, scoperchia un torbido Vaso di Pandora. Fra trovate bizzarre, colpi di scena sconvolgenti e fisici da copertina, la serie tv vuole far capire che il mondo dei reality non è poi così patinato e veritiero come traspare in televisione. Dal primo all’ultimo episodio, dai promo alle strisce quotidiane, UnReal mostra la fase produttiva di un reality, e fa capire come si mettono in moto alcuni meccanismi atti per perseguire solo il vil denaro e i punti di ratings per esempio, come i produttori stessi spingono i partecipanti ad agire in un modo piuttosto che in un altro e soprattutto come costruire un personaggio o una situazione appetibile ai gusti del pubblico. E con uno storytelling molto coinvolgente, che cammina spedito per tutta la durata della narrazione, UnReal mette in mostra tutto il degrado del mondo dello showbitz, attraverso storie forti e personaggi che non sono in cerca della loro redenzione. Rachel è l’unica che ha ancora il senno della ragione, ma si disgrega passo dopo passo, Quinn invece è sempre alla ricerca di qualcosa di più, di una realizzazione personale, come se volesse far valere il suo essere donna (tanto è vero che sarà coinvolta in una storia che ha dell’incredibile a metà della stagione). UnReal quindi è una continua auto-celebrazione dell’universo televisivo, di quando la tv in genere sia diventata parte integrante della cultura di oggi e, cosa ancora più importante, la serie tv è una fotografia della società moderna, di quella società sobillata da miti e leggende e che vuole apparire a tutti i costi. Inoltre ridefinisce il concetto di Guilty Pleasure perché oltre al mero intrattenimento c’è di più.

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