Un disastro di ragazza: trailer e recensione

Un disastro di ragazza, recensione

un-disastro-di-ragazza Un disastro di ragazza? Non è un’altra stupida commedia americana, tanto per citare il titolo di un film uscito nel 2011 in cui la protagonista si trasforma in una bella reginetta del ballo. In Un disastro di ragazza il personaggio principale si chiama Amy, proprio come Amy Schumer, l’attrice che interpreta questa donna bionda, un po’ curvy, che non si cala nel ruolo preconfezionato della sfigata con l’ambizione del riconoscimento esterno; anzi lei è sicura di sé. Con le immancabili minigonne (simbolo del femminismo ma non della iconica donna in carriera), Amy – senza apparire artefatta – si comporta proprio come molti dei suoi coetanei dell’altro sesso: ha rapporti occasionali, non si lega a nessuno, proprio perché, come le ha suggerito il padre quando era solo una bambina, la monogamia è «irrealistica», controproducente e ti schiavizza, rendendoti debole. Almeno questo pensa la protagonista della spassosa commedia diretta da Judd Apatow e scritta proprio da Amy Schumer. TrainwreckL’occhio della macchina da presa indugia con ironia nella vita di questa simpatica ragazza indipendente e sopra le righe che lavora in una rivista scandalistica, nonostante abbia ben altre doti. Come sempre accade nelle commedie americane (e non solo) qualcosa rompe la routine di Amy – che beve fino a ubriacarsi e fuma le canne – cambiandola a poco a poco. Quel qualcosa è la freccia di Cupido. La ragazza incontra causalmente e senza volerlo il suo “principe azzurro”, un famoso e affascinante medico sportivo (Bill Ader), che modifica il suo punto di vista sui rapporti d’amore, proprio com’era accaduto in Amici di letto (2011) o anche in Molto incinta (2007). Lontana dalla comicità romantica di Katherine Heigl – che pure, con commedie come La dura verità (2009), ha fatto furore negli Usa -, Amy Schumer è una piacevole scoperta per noi italiani e forse non solo! Nel complesso Un disastro di ragazza è un film che diverte senza sfociare nella volgarità e che, con un plot non banale, descrive anche un altro modo di intendere e concepire la femminilità senza giudizi e luoghi comuni ma solo con la voglia di sbarazzarsi di qualsiasi cliché stantio ribaltando il gioco delle parti tanto caro all’America dei conservatori per poi ristabilire verso il finale un sano equilibrio. Voto 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

Un disastro di ragazza, trailer

Commenti

commenti

Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI