Umberto Tozzi e il nuovo album tra ieri e oggi: l’intervista

©Franco Buttaro
©Franco Buttaro

 

Umberto Tozzi: tre anni di silenzio discografico prima di tornare in pista, e alla grande, con il nuovo intenso album “Ma che spettacolo”. Il disco comprende tredici canzoni inedite e una bonus track. Abbiamo incontrato Tozzi a Bologna nella centralissima libreria Mondadori di via D’Azeglio. Ecco che cosa ci ha detto nella seguente intervista.

Umberto Tozzi, qual è la genesi di questo nuovo album?

E’ intanto un lavoro ispirato e credo sia uno dei prodotti che, da tempo, posso dire, aspettavo da me!

Quando è nato “Ma che spettacolo”?

Tra gennaio, febbraio e marzo di quest’anno, ho scritto diverse canzoni e le ho registrate con la mia band insieme ai live. In questo prodotto c’è, infatti, anche il dvd live, il primo realizzato nella mia carriera, dove non manca il mio repertorio, quello conosciuto.

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©Franco Buttaro - Umberto Tozzi con Emilio Buttaro
©Franco Buttaro – Umberto Tozzi con Emilio Buttaro

E’ un album che tratta temi sentimentali, insieme ad altri di grande attualità, e il titolo dice tutto…

Verissimo, il titolo dice davvero tutto perché è un po’ lo specchio di quello che si vede in televisione o che si legge sui giornali, cioè di una civiltà che mette i fucili in mano ai bambini, anziché i giocattoli.

Il nuovo album è stato anticipato dal singolo “Sei tu l’immenso amore mio”, ispirato a una storia vera…

Solitamente scrivo delle cose che vivo e, quindi, cerco sempre di trattarle in modo diverso dagli altri argomenti, anche se si parla d’amore. E’ una storia bella che ho realmente vissuto.

Elisabetta Gregoraci è la protagonista del video, il perché di questa scelta?

E` una cara amica di mia figlia Natasha. A un certo punto c’era bisogno di fare un video, abbiamo pensato a lei che ha accettato cortesemente di partecipare. E’ una bella ragazza e aveva tutti i requisiti per farlo. E poi c’è Venezia perché il brano è ispirato a questa bella storia in una città meravigliosa. Insomma, abbiamo raggiunto davvero quello che desideravamo.

Umberto Tozzi, a proposito di città, nel nuovo album c’è anche un pezzo dal titolo “Hammamet” scritto in Tunisia…

Sì, perché sono molto amico di Bobo Craxi e vado spesso a trovarlo. Ho recepito una serie di immagini e di situazioni che hanno ispirato il testo.

©Franco Buttaro
©Franco Buttaro – Umberto Tozzi con una fan a Bologna

Lei ha venduto oltre settantacinque milioni di dischi nel mondo e ha avuto grandissime soddisfazioni ma “Gloria” nel film “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese è stata una chicca?

Sicuramente molto più gradita del Flashdance di Laura Branigan, perché allora Gloria era in inglese, mentre Scorsese ha scelto la mia versione originale, quindi mi ha gratificato molto di più.

Il momento più difficile, forse, è stato a un Festival di Sanremo, quello del 2005 per l’esattezza, con la canzone “Le parole”…

Mi mandarono a casa; fortunatamente abito vicino, a venti minuti, perché vivo a Montecarlo (ride, ndr).

A proposito di Sanremo Lei ne ha vinto uno con “Si può dare di più”, insieme a Morandi e Ruggeri, ma il Festival oggi ha lo stesso fascino di un tempo?

Direi di no perché non c’è una direzione artistica che sceglie le canzoni popolari e quella è una vetrinal dove dovrebbero andare artisti che hanno appunto delle canzoni popolari. Credo che sia più idoneo un Festival di soli giovani; poi magari se vogliono invitare qualcuno della nostra generazione che lo facciano come ‘ospitata’ perché non mi sembra giusto dover andare a fare dei concorsi dopo le carriere che abbiamo avuto io e i miei colleghi.

Qual è il suo massimo esempio musicale?

I Beatles, sono nato con la loro musica e, quindi, la mia cultura musicale nasce da loro. Infatti dai Beatles ai Police è successo un po’ tutto nel mondo ed io ho avuto la fortuna di partecipare a questo periodo storico che, credo, sia irripetibile.

ma-che-spettacoloE` vero che da ragazzino avrebbe voluto fare il calciatore?

Sì, ed ero anche abbastanza talentuoso, poi ho preso una chitarra in mano e per ribellione a mio padre come fanno tutti i figli, ho intrapreso un’altra strada.

Umberto Tozzi e i social network?

Devo dire che ho la fortuna di avere mio figlio che segue la nostra etichetta discografica ormai da dieci anni e, quindi, leggo e vedo un po’ tutto quello che mi sottopone, ma non sono tecnologico come i ragazzi di oggi. Adopero molto bene l’i-Pad quando gioco a tennis (altra risata, ndr).

Infine, Umberto, la musica, che oggi viene fuori dai talent si ascolterà tra trent’anni come oggi si ascolta la Sua?

Non credo proprio, perché è vero che questi ragazzi sono molto bravi, ma a mio parere devono ancora saper scrivere delle canzoni popolari.

 

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Autore dell'articolo: Emilio Buttaro

Emilio Buttaro
Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

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