U2, gli esordi della band in mostra ad Asti

Ad Asti fino al 4 maggio Palazzo Ottolenghi ospita una mostra dedicata agli esordi degli U2. Le foto sono opera di Patrick Brocklebank, noto artista e grande amico di Bono Vox e compagni.

U2-mostra-astiIn uno scatto fotografico sono racchiusi desiderio di scoprire, voglia di emozionare, gusto di catturare. Lo diceva il grande Helmut Newton, lo dimostra oggi Patrick Brocklebank, pluripremiato fotografo e artista irlandese, le cui opere, da circa 40 anni, fanno il giro del mondo e incantano milioni di persone. Da sempre amante della musica, Brocklebank ha trascorso gran parte della sua carriera a immortalare i momenti più intimi e significativi di cantanti e musicisti di fama mondiale, ma solo con gli U2 è riuscito a creare un legame forte, viscerale, unico e indissolubile, che va oltre la semplice voglia di fare arte, e che sfocia in vera amicizia e profondo rispetto. Ed è nel segno di questo feeling professionale e umano che nasce “U2 – From 1978 to 1981”, mostra che raccoglie le foto più belle del celebre artista irlandese; decine e decine di scatti animeranno, fino al 4 maggio, gli spazi allestiti presso Palazzo Ottolenghi, ad Asti. Si tratta di documenti, tra cui immagini, video e incisioni, che testimoniano gli esordi della formazione pop-new wave, dalla nascita al successo, fino a quel tragico e indimenticabile “Sunday Bloody Sunday”. Ma da dove parte la storia degli U2? E qual è il legame con Patrick Brocklebank?

©Patrick Brocklebank
©Patrick Brocklebank

Fine anni Settanta. Il gruppo di Dublino non è ancora riuscito a sfondare nel mondo della musica. Eppure nell’aria si avverte qualcosa di speciale. Tutto può accadere. Il sogno si può realizzare. Quando gli U2 si formano, Patrick Brocklebank è presente, è al loro fianco, pronto a cogliere con uno scatto, e a consegnare alla storia, un frammento di magia e di eternità. L’avventura comincia il 20 settembre 1976, quando un giovanissimo Larry Mullen affigge un annuncio su una bacheca di una scuola della capitale irlandese, con la speranza di trovare validi musicisti con i quali formare una nuova band. Rispondono Adam Clayton (sciupafemmine un po’ scanzonato), David Howell Evans (il futuro The Edge) insieme al fratello Dick, e un certo Paul David Hewson (ben presto soprannominato Bono Vox, dal nome di un negozio di cornetti acustici). Ecco i Feedback, nuovissima realtà della scena artistica locale. I cinque ragazzi si lanciano subito in performance live e cover di Rolling Stones e David Bowie. Piacciono, e parecchio. Dick però se ne va (per formare un’altra band, i Virgin Prunes), mentre la formazione cambia diversi nomi, fino a scegliere quello attuale, U2 (pare sia un’idea di Robert Smith, voce e anima dei Cure, anche se l’origine del nome è ancora avvolta nel mistero).

©Patrick Brocklebank
©Patrick Brocklebank

E’ il 1978 quando Bono e soci vincono un concorso della CBS e la possibilità di incidere una demo con i loro pezzi. Da lì si aprono le porte di alcuni locali londinesi, dunque la possibilità di uscire da Dublino e dall’amata Irlanda, per farsi conoscere anche all’estero. “Street Mission”, The Fool”, “Out of Control”, “Stories for Boys”, sono solo alcune delle canzoni pubblicate che fanno crescere vertiginosamente il numero di fan e il successo della band. Arrivano poi “Another Day” e “11 O’Clock Tick Tock”, due nuovi singoli, fino al primo vero album, “Boy” (1980), disco che comprende la splendida “I Will Follow”. E mentre tutto ciò accade, mentre Bono, The Edge, Adam e Larry si danno da fare per conquistare l’Europa, Patrick Brocklebank è lì, con la sua macchina fotografica, scatta e fissa su carta sguardi, emozioni, sorrisi, lacrime e abbracci, con lo stesso entusiasmo e la voglia di partecipare al grande sogno irlandese.

©Patrick Brocklebank
©Patrick Brocklebank

La mostra “U2 – From 1978 to 1981” documenta gli esordi della band di Dublino. Nelle decine di scatti presenti ad Asti, scelte tra centinaia di immagini che il fotografo ha utilizzato in altre esposizioni (dal Dublin Little Museum alla Hall of Fame di Cleveland, con oltre 100mila visitatori paganti), si respira l’atmosfera dell’epoca, si assorbe la stessa adrenalina che contagiava i giovani irlandesi, ribelli e innamorati della vita. Ci sono foto che ritraggono la Dublino individualista e tormentata, ma anche una città colta, aperta e attenta alle novità e alle nuove leve della musica e dell’arte. Ci sono gli U2, poco più che ragazzini, con un look trasandato e vagamente dark, con il cuore colmo di speranza e di coraggio, tra un concerto e una sigaretta in sala prove. Ci sono i locali e i luoghi simbolo di quegli anni, ancora oggi punto di riferimento per la band. Ci sono la spavalderia, il carisma, il sex appeal e l’incoscienza di Bono Vox non ancora ventenne, leader naturale e indiscusso di una formazione che è entrata nella storia della musica mondiale, riconosciuta come una delle più importanti e influenti di tutti i tempi.

“U2 – From 1978 to 1981” è una mostra organizzata da Officine Carabà, in collaborazione con Libellula Press, allestita nella città piemontese come anticipazione della prossima edizione del FuoriLuogo Festival. L’evento vanta il patrocinio dell’Ambasciata d’Irlanda e del Comune di Asti e dà inizio a una serie di collaborazioni tra la stessa Carabà e il Dublin Little Museum.

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Silvia Marchetti

 

U2 – From 1978 to 1981

Palazzo Ottolenghi, Corso Alfieri 350 – Asti

Fino al 4 maggio 2015

Orari mostra: martedì – domenica: 10-13 e 16-19

 

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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