Tutti insieme appassionatamente è a teatro

Assistendo alla prima di “Tutti insieme appassionatamente”, in scena al Teatro Nuovo di Milano, mi sono chiesta cosa si cerca in un musical, ancor più se è un classico? La risposta è arrivata proprio osservando e ascoltando il pubblico. Ho visto una partecipazione che solo i musical, a cui siamo affezionati, riescono a creare, tanto più se ben fatti. Sì, perché questo genere di spettacolo riesce a unire grandi e piccini e a far muovere i piedi anche delle persone più composte sulla poltrona di turno. Il testo originario è la celebre commedia musicale teatrale del 1959 “The Sound of Music” di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein, ispirata a “La famiglia Trapp”, romanzo autobiografico scritto dalla cantante austriaca Maria Augusta von Trapp nel 1949. Potrete forse già intuire in quale terreno ci muoviamo. “Tutti insieme appassionatamente” è ambientato, infatti, nel 1938, di lì a poco l’Austria sarà annessa alla Germania e anche questo sarà un fattore determinante soprattutto nel finale della nostra storia. Ma partiamo dall’incipit. Maria (Vittoria Belvedere) è in attesa di prendere i voti, le altre consorelle, però, nutrono dei dubbi sulla sua reale vocazione perciò la badessa (Tia Architto) decide di metterla alla prova facendola uscire dalle mura protettive del convento. La donna ama i bambini, ma non ha mai ricoperto un ruolo di governante. Adesso si ritrova a far i conti con sette bambini (Liesl, Friedrich, Louisa, Kurt, Brigitta, Marta e Gretl), orfani di madre e con un padre, il generale Georg Ritter von Trapp (Luca Ward) che li tratta come se fosse il comandante di una nave, chiamandoli a suon di fischio. Questo aspetto è stato richiamato sottilmente dai costumi (Cecilia Betona) per i colori e le linee simili tra quelli del padre e dei figli, oltre a sembrare delle divise di marina. In ogni storia d’amore che si rispetti (tanto più di fantasia), ci deve essere un ruolo negativo. Qui la futura sposa scelta dal padre, la Baronessa Schraeder (Sabrina Marciano), non ha le fattezze della matrigna di Cenerentola, ma manca senz’altro delle qualità così presenti in Maria, dolcezza, tatto, ascolto degli altri e amore per la musica. Un altro avversario potremmo dire che è il nazismo e l’abbruttimento provocato dalla guerra per quanto stia, a volte, sullo sfondo.

©Antonio De Agostini
©Antonio Agostini

Com’è spesso accaduto ci sono pièce e spettacoli musicali diventati celebri grazie alla Settima Arte. Tutti noi abbiamo in testa le parole di “DO se do qualcosa a te” grazie al film omonimo del 1965 diretto da Robert Wise con Julie Andrews. È lei una delle star dei blockbuster americani del periodo che va da metà Anni ’50 alla fine degli Anni ’60. Ingaggiata dalla Disney inizia a conquistare il grande pubblico (e non solo visto l’Oscar ricevuto come miglior attrice) grazie al ruolo della famosa governante volante in “Mary Poppins” e l’anno successivo incarna proprio Maria in “Tutti insieme appassionatamente”. La macchina hollywoodiana del dopoguerra fece molto affidamento sul cinema per famiglie nella speranza che continuasse a dominare il mercato, in più si era creata molta concorrenza tra gli Studios, con una nuova ricerca di spettacolarità che andava dal melodramma (figura centrale fu Douglas Sirk) al musical. Wise tentò di fare il suo riprendendo un genere di forza del periodo classico personalizzandolo però con il suo stile.

©Antonio Agostini
©Antonio Agostini

Pensando a quelle dinamiche cinematografiche e applicandole al nostro oggi, potremmo dire che avere come destinatario un pubblico di famiglie continua a rassicurare i produttori nell’investire in questi spettacoli, certi del ritorno anche economico. E poi, non neghiamocelo, anche noi abbiamo voglia, talvolta, di vedere qualcosa che sappiamo già come andrà a finire e con cui possiamo interagire cantando il motivetto rimasto nella nostra memoria sin da quando eravamo piccoli. La messa in scena di Piparo restituisce le atmosfere della famosa pellicola con un impianto registico certo classico ma ben studiato. I cambi scenici hanno un buon ritmo e va dato ulteriore plauso alla prontezza degli attori di gestire un imprevisto rispetto a una parete del convento che stava creando qualche problema in diretta mettendo a repentaglio l’armonia del momento. La Belvedere rende merito alla figura della governante che tutti noi abbiamo nell’immaginario, sostenendo bene pure tonalità alte. Ward l’affianca degnamente. Completano il quadretto i ragazzi e i più piccoli, molto bravi nel creare un’idea di famiglia e nelle prestazioni canore. Tra loro spiccano Rachele Pacifici (Liesl) ed Eleonora Setzu nel ruolo di Gretl. Potete vedere “Tutti insieme appassionatamente” al Teatro Nuovo di Milano fino al 13 marzo e poi in tournée fino ad aprile 2016. La regia – come accennato in precedenza – è di Massimo Romeo Piparo.

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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