Jimi Hendrix visto da John Ridley: “Jimi: All is by my side”

Da oggi, 18 settembre, nelle sale cinematografiche italiane “Jimi: All is by my side”, il film in cui il premio oscar John Ridley racconta il suo Jimi Hendrix e cerca di capire come nasce una leggenda del rock 

 

-jimi-hendrix

Come si fa a parlare di una leggenda senza snaturarne l’essenza? E’ questa la domanda che deve essersi posto il regista John Ridley nel momento in cui ha avuto il folle pensiero di mettere in un film la vita di Jimi Hendrix.

Non un mito, ma il mito. Colui che Rolling Stone ha messo al primo posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi, colui che bruciava, distruggeva, ma faceva vivere con qualsiasi parte del suo corpo le sue Stratocaster come nessun altro . Colui che a Woodstock di fronte al mondo intero ha avuto il coraggio di distorcere per pura provocazione “The Star-Spangled Banner”, l’inno degli Stati Uniti considerato in America alla stregua di un canto religioso.

Eppure il premio Oscar (miglior sceneggiatura per “12 anni schiavo”) è andato avanti per la sua strada e ha portato a compimento “Jimi: All is by my side”, film che esce oggi nelle sale cinematografiche italiane. E forse è un caso che proprio il 18 settembre ricorra l’anniversario della sua morte o forse quando si parla di personaggi del genere il caso non esiste.

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Locandina.JimiAll is By My Side

“Jimi : All is by my side” è una pellicola nata tra molte critiche e destinata a generarne altrettante. Sin dall’inizio Ridley non ha avuto vita facile: gli eredi gli hanno negato l’accesso al repertorio originale del musicista; l’ex fidanzata Kathy Etchingham (personaggio centrale anche nel film) ha polemizzato su tutto, dagli attori ai costumi di scena; gli esperti lo hanno accusato di non aver saputo riprodurre, spiegare, analizzare la vera magia di Hendrix, eppure il regista statunitense sembra comunque essere riuscito a cogliere una parte fondamentale della vita del chitarrista di Seattle, spesso posta in secondo piano nella memoria collettiva.

Chi si aspetta di vedere le celeberrime perfomance di Monterey e Woodstock, di sentire i brani e i riff che hanno consacrato Jimi Hendrix all’immortalità è inutile che guardi il film.

Il viaggio di Ridley non racconta il percorso musicale del “musicista psichedelico”, ma si concentra su un periodo ben preciso ( ’66/’67), fermandosi proprio alla vigilia del festival californiano che ha dato vita alla sua icona e cercando di cogliere le incertezze, le insicurezze e le contraddizioni di una stella 23enne alle prese con una swingin’ London caratterizzata da luci e ombre. Il momento clou della pellicola si situa senza dubbio nel concerto al Saville Theatre di Londra in cui Hendrix lascia senza parole Paul McCartney e George Harrison suonando una cover di “Sgt. Pepper’s lonely hearts club band” uscita sul mercato da poche ore. Centrale all’interno del film è il rapporto tra il musicista e le donne: Linda Keith, l’ex fidanzata di Keith Richards che sprona Hendrix a dare di più, gli fa conoscere LSD e convince Chas Chandler, bassista degli Animals, a diventare il suo manager; Kathy Etchingham, un amore vero, ma anche tormentato e burrascoso; l’attivista Ida che vorrebbe fare di lui l’icona del black power.

La splendida interpretazione di André Banjamin, rapper degli Outkast, ci restituisce il carattere timido, a tratti svagato, ma determinato del chitarrista americano. Ma soprattutto ci trasmette il suo amore per la musica e ci fa rivivere quei gesti, quella parlata (il lavoro sulla caratterizzazione vocale è eccellente) e quei sorrisi imbarazzati che hanno contribuito a fare di Hendrix un mito.

Sulla riuscita del film pesa l’assenza dei brani originali che avrebbero regalato al pubblico una sensazione completa, ma Ridley ha comunque donato al pubblico un ritratto inedito, a volte anche un po’ caricato, di uno dei musicisti più amati di tutti i tempi. Come abbiamo già detto, l’opera si conclude con lo spettacolo al Saville Theatre. Da lì a due settimane Jimi Hendrix avrebbe bruciato la sua prima chitarra, iniziando il suo percorso verso la leggenda.

Trailer film: http://youtu.be/mqoeRl4N8xk

Vittoria Patanè

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Autore dell'articolo: Vittoria Patanè

Vittoria Patanè
Vittoria Patané nasce a Catania il 10 settembre del 1986. Dopo aver conseguito la laurea triennale in "Lingue e Culture europee ed extraeuropee" nella sua città, si trasferisce a Roma, dove ha conseguito la laurea magistrale in "Giornalismo ed editoria". Appassionata da sempre di musica e letteratura, collabora con diverse testate online occupandosi anche di politica ed economia internazionali. Nel tempo libero gira la Capitale in cerca di concerti ed eventi musicali di ogni tipo.

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