The Rolling Stones Olè Olè Olè: recensione

Energia, Ritmo, Potenza, Ribellione, Vibrazione…tutto questo e molto altro è quello che suscita la visione del film The Rolling Stones Olè Olè Olè. Impossibile guardarlo senza rendersi conto che i nostri piedi stanno prendendo il controllo e iniziano a battere il ritmo sfrenato delle canzoni insieme a Charlie Watts; i piedi sono seguiti dalle mani che si liberano e mimano la magia delle dita di Keith Richards e Ronnie Wood; anche la testa si sgancia dal nostro controllo e si lascia andare ad un movimento liberatorio seguendo le note e le espressioni di Mick Jagger: cosa ci impedisce di alzarci dalle nostre stantie poltrone, lasciandoci trascinare dalle intramontabili canzoni davvero non so dirlo! Quello che so è che questo film, che racconta il tour della band inglese in Sudamerica, lo fa con l’entusiasmo dei ventenni, la voglia di ricerca dei trentenni, la consapevolezza dei quarantenni, l’esperienza dei cinquantenni e quella sana follia che solo le grandi rockstar hanno, e tutto questo “bagaglio” permette al regista Paul Dugdale di firmare un lavoro capace di abbracciare generazioni diverse, magari incapaci di comunicare tra loro, in nome della Musica.

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Tra le immagini che, The Rolling Stones Olè Olè Olè, scorrono veloci, troneggia su tutte il simbolo più longevo della storia, la grande bocca rossa aperta che fa la linguaccia prendendosi gioco di tutto e di tutti, incarnando alla perfezione l’idea di ribellione e sessualità, trasgressione ed energia, disegnata nel 1970 da uno studente del London’s Royal College of Art, John Pasche, per sole 50 sterline! Si racconta che sia stato Jagger a chiedere al giovane di realizzare questo disegno e che a ispirarlo sia stato proprio il “grande sorriso” del cantante e un’immagine della dea indiana Kali. Ogni tappa del tour è cadenzata da momenti “privati” della band che Dugdale coglie con semplicità, freschezza, leggerezza e ironia, tra ricordi e gesti “di sempre” (impagabile la “danza antipioggia” che Keith Richards fa prima dei concerti a rischio con un grosso bastone da sciamano!) mentre sullo sfondo fervono i preparativi per un evento storico: la creazione del grande concerto dei Rolling Stones ad Avana tra difficoltà, contrattempi e qualche incomprensione.

E’ davvero impattante l’emozione ed il significato che questo evento rappresenta per i cubani, quando raccontano che era proibito ascoltare le canzoni dei Rolling Stones, e che si veniva arrestati se “colti sul fatto”! E tutto questo coinvolge ancora di più lo spettatore, trasportandolo in una nuova era di libertà e speranza per il futuro, e quando le luci si accendono sul palco di Avana, non possiamo far a meno di sentirci in mezzo a quella folla, con le lacrime agli occhi, per cantare a squarciagola la nostra libertà e gli intramontabili successi dei Rolling Stones. Di seguito il trailer di The Rolling Stones Olè Olè Olè, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016.

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Autore dell'articolo: Olga Leo

Olga Leo
Dopo gli studi classici e la laurea in Lettere e Filosofia, con una tesi sul linguaggio cinematografico di Hitchcock, inizia a collaborare con diverse riviste occupandosi di recensioni e critica cinematografica. Lavora nel mondo del doppiaggio e delle radio. Eclettica e curiosa per natura si apre al mondo delle discipline olistiche e naturali, ampliando così i propri orizzonti.

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