The Neon demon: trama, trailer, recensione

The Neon demon è una sanguinosa e ammaliante esposizione artistica su pellicola, materia da incubo plasmata sui corpi belli da morire di Elle Fanning, Jena Malone, Abbey Lee, Christina Hendricks, Bella Heathcote. Gli uomini, invece, sono puri accessori asserviti al fascino diabolico delle femme invasate: psicopatici portinai di un motel (Keanu Reeves), ragazzi romantici, sedotti e abbandonati (Karl Glusman), fotografi intossicati da un’overdose di femminea grazia. Non solo “art for art”, però, perché dietro la macchina da presa c’è quel Nicolas Winding Refn che è creatore di un universo onirico autonomo, in sospensione perenne su una realtà deformata, abulica e inquieta. Difficile trovare un personaggio più credibile, in questo caso, della diafana e virginia Jesse (Elle Fanning) per rappresentare, attraverso le sue giovani e sensuali membra, tutta la potenza inesplosa dell’eros cannibalico: lei è carne e sangue, dominatrix inconsapevole e succube di una eterna e demoniaca bellezza; insieme alle altre bad girls sberluccicanti – annegate tra le luci stroboscopiche delle sale da sfilata – incarna la quintessenza del male, l’ossessione per tutto quello che, nella nostra imperfetta società, è bello e perfettibile. Sono ragazze immagine della “rue morgue”, verrebbe da dire, obitoriali e psichedeliche, esse stesse ridotte alla consistenza di immagini riflesse in uno specchio o triplicate, su sfondi baluginanti bianchi o rosso sangue, dalla luce abbagliante di un prisma impazzito. Streghe o vampire, agenti del caos immerse in un caleidoscopio di allucinazioni condivise. Quella creata da Refn è pura video-arte imbevuta di pulsioni saffiche, è un incubo lisergico, è ipnosi erotica in cui si intrecciano senza tregua nevrosi e necrofilia, ma il tema centrale che raccorda la galleria di immagini è quello della dipendenza: da una società, forse, troppo bella per essere vera e per questo artefatta, priva di vita, colma solo di morte. Vive di illusioni infatti, il mondo che non ha che occhi per guardare e desiderare i falsi idoli ricoperti di carne giovane e per questo più appetibile.

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Cos’è in fondo The Neon demon se non un pregevole assemblaggio di icone di bellezza decadente? Un horror-drama al femminile – sceneggiato da Polly Stenham e Mary Laws, fotografato da Natasha Braier e interpretato da donne avvenenti – che depista lo spettatore a più riprese. Refn gli fa credere di saccheggiare un po’ il nostro Bava, Lynch, Gaspar Noé, e forse anche il Peter Strickland di “The Duke of Burgundy”, ma in realtà il film è il punto di arrivo (di sicuro non definitivo) di un trasformista eclettico che volle, già da “Solo Dio perdona”, vestirsi delle ossessioni al femminile per riflettere sul dominio della donna in una società fallocentrica. Dopo aver raccontato le muscolari gesta di “Bronson”, icona maschile e idolo criminale da avanspettacolo ed essersi dedicato all’epica surreale di “Valhalla rising”, il cineasta ha virato, infatti, verso una chiusura del cerchio mascolinizzato con “Drive”, storia di un eroe taciturno e crepuscolare, fino all’esplorazione della supremazia materna in “Solo Dio perdona”, in cui il maschio è succube del “femminino sacro” che lo tiene in scacco senza possibilità di redenzione. Ultimo tassello di una filmografia delirante e composita, “The Neon demon” è la storia di un pensiero dominante difficile da estirpare: l’idea che bisogna distruggere i falsi miti del corpo attraverso la consunzione stessa della carne. The Neon Demon disturba e incanta, ma soprattutto ha un forte potere ipnotico perché esaspera l’esposizione del dettaglio come fosse un catalogo di alta moda, fino a far strabordare a pieno schermo luccichii, esplosioni di colori cangianti e fiumi dorati che dipingono il corpo statuario di una teen maudit. Se come diceva il decadentista Huysmans, indagatore del male di vivere borghese di metà Ottocento, “la donna è il più potente strumento di dolore che Dio abbia dato all’uomo”, Refn gli fa eco eleggendo le sue regine del male a protagoniste assolute della scena. La donna, come quella vampiro di Baudelaire, crea dipendenza, è la dipendenza preferita dell’uomo e, se necessario, è disposta a cibarsi dei propri simili pur di garantirsi la sopravvivenza nel duro mondo dello spettacolo tutto occhi e niente anima. Quella l’ha già rapita il demone luminoso.

Ed ecco la trama nei dettagli di The Neon demon: Jesse, conturbante e bellissima sedicenne, giunge dalla Georgia nell’abbagliante Las Vegas in cerca di successo come modella. La ragazza piace a tutti, colleghe comprese, e suscita ben presto un interesse morboso in alcune donne che gravitano nell’artefatto mondo della moda losangelina: Ruby, truccatrice che si invaghisce della sua pelle candida e invitante e due modelle che vorrebbero quasi assaggiarla tanto è giovane e bella. Iniziano a circondarla anche un fotografo professionista che ama catturarla cosparsa di vernice dorata, un disturbato receptionist di un motel e un romantico sognatore. Di seguito il trailer. 

 

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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