The Conjuring – Il caso Enfield: trailer, recensione e trama

The Conjuring – Il caso Enfield: recensione e tramaGuardare un film dell’enfant prodige del new-horror James Wan, significa rimanere intrappolati in un gioco di rimandi, citazioni e cliché riassemblati e ricodificati in modo personale. The Conjuring – Il caso Enfield, terzo episodio del fortunato franchise iniziato con “L’Evocazione” nel 2013, non fa eccezione, essendo capace di raggelare il sangue con una costruzione stilistica efficace e diretta in cui gli elementi orrorifici, la suspense e la tensione crescente sono modulati attraverso una progressione lenta culminante in un’orgia baccanalica. In nomine diaboli naturalmente, perché gli ingredienti inseriti nella ricetta cinefila, tra slasher e ghost story, strizzano sempre l’occhio alle maligne presenze annidate nelle dimore infestate: la “haunted house” londinese oscura, lo spirito in assenza di risoluzione che tormenta i viventi, gli indagatori dell’incubo – Patrick Wilson e Vera Farmiga alias i demonologi Ed e Lorraine Warren – che cercano di svelare il caso. Accantonato il deludente “Annabelle” (spin-off interamente dedicato alla demoniaca bambola già presente nel film del 2014 a firma di John R. Leonetti), Wan e il produttore James Blum rispolverano il meccanismo vincente utilizzato già per “Insidious” (2010) prima che per “L’Evocazione” e realizzano un gioiello che mescola suggestioni horror d’antan al virtuosismo registico più raffinato, tutto giocato sul ritmo incalzante impresso dal montaggio, sulla scelta di oculati effetti sonori a prova di sobbalzo sulla poltrona (il campionario tipico di suoni e rumori macabri delle dimore infestate orchestrati dal compositore Joseph Bishara), sulle angolazioni della macchina da presa e, soprattutto, su un’architettura narrativa che basa tutto il suo potenziale in crescendo raggiungendo il climax tipico delle modalità di apparizione dell’entità vomitata dalla tomba: infestazione, oppressione, possessione. Gli appassionati noteranno anche i gustosi cameo del direttore delle musiche, il già citato Bishara, e di Javier Botet, che di comparsate grottesche se ne intende parecchio.

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In The Conjuring – il caso Enfield, “L’Esorcista” incontra “The Haunting”, lungo un fil rouge intertestuale che ripercorre le molte annate horror infarcite di demoni assortiti ed esorcismi calati nelle atmosfere spettrali della classica storia di fantasmi. James Wan, o meglio, il Tarantino dell’horror, guardando così a una sua poetica revisionista e citazionista, riaggiorna il cliché, sperimenta sulle convenzioni già ampliamente codificate, mescola vecchio e nuovo imbastendo su una sua propria continuità stilistica (da “Saw” a “The Conjuring – Il caso Enfield”) vecchi filoni riproposti: il topos del serial killer, il torture-porn spinto al massimo eccesso gore, la casa maledetta. Ne fuoriesce un rinnovato campionario dell’horror moderno a cui attingere per ripassare quanto è stato già detto in materia di spiriti e affini e per esplorare una nuova dimensione dell’ignoto caratterizzata da atmosfere macabre ed esorcismi sempre più elaborati. Non guasta nemmeno la lunga durata del film (circa 133 minuti), perché, tra sequenze che faranno tremare anche gli spettatori più avvezzi ai soliti escamotage del genere, s’insinua una sensazione di continuo pericolo, di attesa snervante che mette a dura prova il suo pubblico che sa quello che deve aspettarsi, ma non si dimostra mai sazio della creatività estetica con cui lo spavento viene messo in scena. È questo il valore aggiunto del cineasta, l’ambizione di mettere al servizio dello spettacolo horror una creativa e puntuale vena scrittoria. Forma e contenuto vengono così ad armonizzarsi in un insieme di colpi di scena e in un diligente racconto che mette in primo piano le relazioni personali, facendo risaltare i personaggi e dando un ruolo di spessore anche a quello che di solito è un semplice arredo gotico, la casa oscura e gremita di demoni invasati pronti a entrare nel corpo di qualcuno.

Ed ecco la trama nei dettagli di The Conjuring – Il caso Enfield: Nel 1977, a distanza di sei anni dalla risoluzione del caso “Perron”, i coniugi Ed e Lorraine Warren, demonologi e studiosi di occultismo di fama internazionale, vengono chiamati a svolgere le proprie indagini ad Enfield, borgo londinese in cui le forze del male stanno tenendo in scacco un’intera famiglia messa alle strette da una indecifrabile presenza oscura. Al centro del caso di possessione c’è una bambina di undici anni, Janet, creatura prediletta dagli spiriti maligni, che viene presa di mira da un’entità malvagia. La madre Peggy Hodgson e gli altri suoi tre figli si mettono nelle mani dei Warren, sperando che possano svelare il mistero e dare pace alla famiglia. Di seguito il trailer.

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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