Subsonica e Specchio, canzone di denuncia

Subsonica: Specchio, tormentone estivo che parla di una problematica attuale. La recensione del brano e il cortometraggio.

subsonica-specchio

L’estate per molti si è già conclusa o si sta concludendo. Quello appena arrivato, per la stragrande maggioranza degli italiani, sarà l’ultimo weekend di ferie prima di tornare a lavoro e alla routine di tutti i giorni. Il sole lo vedremo col binocolo, il caldo afoso diventerà un dolce ricordo anche se per settimane non abbiamo fatto altro che lamentarcene e le serate si concluderanno a casa davanti alla TV anziché al bar o in discoteca a bere e ballare. La differenza tra questa e le estati passate, almeno per me, è che mi sono resa conto di essere diventata improvvisamente vecchia. E sapete come me ne sono accorta? Attraverso la musica. Questo è infatti il primo anno nella mia lunghissima vita di ventottenne consumata in cui mi sono persa gli ormai celeberrimi “tormentoni”, quelli che balli sfrenatamente per tutta la notte e che ti entrano in testa senza motivo, quelli che due mesi dopo hai già dimenticato a meno che essi non siano legati a dolci e fugaci ricordi. subsonicaQuelle canzonette leggere e spensierate che si adattano perfettamente al mood della stagione preferita da tutti. Non li conosco, non ho idea di quali siano. Perché? Perché quest’estate ero talmente stanca e stressata dai mesi precedenti che ho preferito dedicarmi a un “eremitismo ascetico”, fatto di libri e relax , trascurando in maniera imperdonabile la baldoria con gli amici e i locali sulla spiaggia. Poi all’improvviso, nel corso di una serata in cui mi sentivo particolarmente socievole, ho deciso di andare a bere una birra in un locale. E lì, mentre sorseggiavo una bionda doppio malto, la mia attenzione è stata catturata dalla canzone che molti dei presenti ballavano a piedi nudi sulla sabbia, tra risate e divertimento. Quella sì che la conoscevo. Erano i Subsonica con Specchio, quarto singolo tratto da Una nave in una foresta, lanciato lo scorso maggio dalla band torinese allo scopo di accompagnarci e accompagnarli “per tutta l’estate che trascorreremo a rincorrervi in giro per l’Italia”. Un brano musicalmente in pieno stile Subsonica, in cui elettronica e funk creano un ritmo incalzante, fondendosi alla perfezione con la voce di Samuel che con ci conduce in un viaggio all’interno di un animo rotto che si confronta con uno specchio spietato e impietoso. Perché la differenza tra Specchio dei Subsonica e tutto il resto che avete ballato in questa estate 2015, è che questo non è un semplice tormentone estivo che può essere dimenticato, è una canzone in cui la band torinese si concentra su temi delicatissimi come anoressia e bulimia, un pezzo accompagnato da un videoclip e soprattutto da un cortometraggio presentato lo scorso 5 giugno (girati dal regista Luca Pastore, lo stesso di “Colpo di pistola”, “Corpo a corpo”, “Discolabirinto” ecc.) che “con un linguaggio a metà tra video arte, teatro e documentario” mostrano il mondo dal punto di vista di una persona anoressica, una ragazza alla quale quello “Specchio” mostra una realtà deformata in cui “tutto si è ristretto, la gioia, il tempo, lo spazio, il sentimento”.

Dalla fanpage del gruppo
Dalla fanpage del gruppo

Un testo fortissimo scritto a quattro mani da Max e Samuel nato da ricerche, testimonianze raccolte e confronti con terapeuti. Il video è più di un semplice corredo, è la parte centrale di un corto ambientato tra le mura di un ospedale che sembra una prigione per una ragazza che soffre di disordini alimentari. La voce fuori campo ti stordisce: “Disidratazione, debolezza, pelle gialla, alterazione del gusto, dilatazione gastrica. Ti viene una voce stridula”. Ed è così che capisci che il brano che molti hanno ballato quest’estate con un sorriso sulle labbra e la spensieratezza tipica di chi è in ferie, non è una semplice canzone, è una denuncia. E una denuncia non va dimenticata perché, come ci ricordano gli stessi Subsonica, “tre milioni di persone in Italia soffrono di disturbi alimentari. Nel 90% dei casi si tratta di donne, adolescenti e bambine. La maggior parte hanno subito abusi e maltrattamenti.” E allora continuate a ballare, ma mentre lo fate non ascoltate solo il ritmo, ma anche le parole, perché sono lo Specchio di una persona che “riesce ancora a vivere alla faccia di se stessa”.

 

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Vittoria Patanè

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Autore dell'articolo: Vittoria Patanè

Vittoria Patanè
Vittoria Patané nasce a Catania il 10 settembre del 1986. Dopo aver conseguito la laurea triennale in "Lingue e Culture europee ed extraeuropee" nella sua città, si trasferisce a Roma, dove ha conseguito la laurea magistrale in "Giornalismo ed editoria". Appassionata da sempre di musica e letteratura, collabora con diverse testate online occupandosi anche di politica ed economia internazionali. Nel tempo libero gira la Capitale in cerca di concerti ed eventi musicali di ogni tipo.

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