Subsonica e il nuovo singolo “Lazzaro”: la recensione

lazzaroSamuel e compagni sono tornati. Il loro nuovo singolo è “Lazzaro”, un brano che rompe il lungo digiuno artistico dei Subsonica. Era dal 2011, infatti, che la band non realizzava un lavoro di studio (l’ultima fatica discografica è “Eden”, album uscito tre anni fa). Oggi ritroviamo il gruppo unito e ispirato come mai in passato, con la voglia di tornare alle origini, a quel sound dei primi album che unisce con naturalezza rock ed elettronica, con un occhio di riguardo per la modernità. La canzone, uscita nei giorni scorsi, è un piccolo assaggio di ciò che sarà il nuovo disco di inediti, ancora senza titolo, in uscita a settembre 2014. Un antipasto che preannuncia un lavoro certosino su melodie, ritmi ma anche sui testi, oggi più diretti e realistici. “Alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai”, canta Samuel nel nuovo singolo.

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“Lazzaro” è un brano subsonico, elettrico, intenso. Una canzone che lancia un messaggio chiaro e inconfondibile: mai perdere le speranze, nonostante le fregature, le disavventure, il dolore che ciascuno di noi porta nel cuore. Rialzare la testa, dopo l’ennesima caduta. Guardare avanti, senza voltarsi indietro. I Subsonica utilizzano una metafora biblica per affrontare un tema delicato, quello della crisi, in tutte le sue forme: economica, sentimentale, personale. Lazzaro è il nostro migliore amico oppure un fratello, un genitore, un conoscente. Lazzaro siamo noi, con le nostre incertezze, la paura di non farcela, di non resistere alle intemperie della vita. Mancanza di lavoro, di soldi, di affetto e di protezione. Assenza di fiducia e di prospettive per il futuro. La terra che manca sotto i piedi, i sogni che sembrano perdere gradualmente tonalità e consistenza, come i disegni che realizzi da bambino coi gessetti colorati sul marciapiede di casa e che un acquazzone improvviso lava via senza pietà.

I Subsonica ci insegnano a riprendere in mano quei gessetti e a disegnare un sogno ancora più bello e ambizioso. “Lazzaro…resuscita un pezzo alla volta la volontà. Ora che sei un’emozione scaduta, ora che sei una certezza tradita, ora che sei un’ambizione svenduta, chiuso nel tuo sepolcro, quello che avevi oggi non vale più. Hai studiato, creduto, lottato e sofferto. C’era un sorriso negli occhi. Non c’è più. Col futuro qualcuno ha giocato d’azzardoalzati e cammina, per scoprire di essere vivo come non mai”.

Vivere e non sopravvivere. Combattere con coraggio, dignità e volontà, gli unici veri amici dei quali fidarsi, i soli compagni di viaggio con i quali camminare, fianco a fianco, lungo la strada che conduce al futuro. Gli spettri del passato e del presente non devono spaventarci, né rallentare il nostro passo. Le cadute sono e saranno tante e frequenti, ma l’importante è rialzarsi. Sempre. Le gambe saranno affaticate, il volto segnato, lo sconforto avrà spesso la meglio sul nostro orgoglio. Ma Lazzaro può e deve saltare oltre la siepe della paura, scalare la montagna dell’insicurezza e raggiungere la cima, guardando da lassù, dalla vetta più alta di tutte, la propria vita. Non importa “quanto hai discusso, amato, sprecato, sofferto”, quanto sia “crudele il silenzio delle notti insonni”: la salvezza consiste solo nel ricostruire la propria dignità, “un pezzo alla volta…perché l’unica che resta davvero sei tu”.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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