Stasera in tv La Banda dei Babbi Natale, trama e recensione del film

Per celebrare un successo consolidato, stasera in tv l’ottavo film dello scanzonato ed amatissimo trio comico italiano. Un’abile strategia di marketing o sano spirito Natalizio? Trama e recensione de “La banda dei Babbi Natale”, con Aldo, Giovanni e Giacomo. 

La banda dei babbi nataleMentre nei cinema di tutta Italia Il Ricco, il Povero ed il Maggiordono è un successo ai botteghini, su Canale 5 arriva La Banda dei Babbi Natale, il film di Paolo Genovesi che nel 2010 ha consacrato la brillante vena comica di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il trio, che si divide fra cinema e teatro, con il film trasmesso stasera in tv, si conferma la vera costante del cinema italiano, un cinema che vuole divertire e far divertire con una comicità di pallido spessore rivolta però ad un pubblico eterogeneo.

La Banda dei Babbi Natale, quindi, bizzarro film a tema natalizio, a conti fatti rappresenta il primo lungometraggio del trio di comici che finalmente porta un’innovazione nella loro filmografia; una pellicola dal respiro teatrale che nonostante le sue grandi – grossissime – pecche narrative si conferma un dignitoso film comico dove a trionfare sono i buoni sentimenti e lo spirito italiota da finto perbenista. Ne La Banda dei Babbi Natale, Aldo, Giovanni e Giocano cadono vittima – se così si può dire – in un gioco ilare e dai risvolti goliardici. Durante la Notte di Natale, i tre protagonisti che nel film sono grandi amici e co-fondatori di un club di bocce, vengono arrestati dalla polizia in quello che sembra un furto di un appartamento. Accusati di far parte della banda “Babbi Natale”, Aldo, Giovanni e Giacomo raccontano la loro versione dei fatti per scagionarsi a vicenda; inizieranno così tre lunghe digressioni che metteranno in moto una scia di eventi comici, forse troppo surreali ma d’impatto.

Non rimanendo il fiore all’occhiello della nostra cinematografia, La Banda dei Babbi Natale, continua a piacere a distanza di anni e il ritorno sulle scene del trio con un nuovo lungometraggio di successo ne è la riprova. Quindi l’arrivo in prima serata di Aldo, Giovanni e Giacomo è una pura e semplice coincidenza od abile strategia di marketing – per non dire di lobotomizzazione – del pubblico italiano? Non si riesce a spiegare il motivo del successo del trio, dato che i loro film sono poveri di contenuti (per non dire che sono di una bruttezza imbarazzante), sono surreali all’estremo ed impreziositi da battute e colpi di scena nati già vecchi. La Banda dei Babbi Natale, anche se risulta il primo tentativo del trio comico di scostarsi da quelli che sono tutti i classici punti fondamentali di un moderno cine-panettone, rappresenta in tutte le sue parti, lo stato in cui è caduta la commedia all’italiana persa ormai in una marea di no-sense.

Quindi se tutti – o quasi – sono consapevoli delle poche chiavi di lettura offerte da questo e da altri lavori di Aldo Giovanni e Giacomo, perché i loro lavori si trasformano comunque in un fenomeno commerciale? L’unica risposta plausibile è che il pubblico è alla ricerca di uno svago; al di fuori della crisi e della mancanza di lavoro, film del genere rappresentano il vero entertainment per uno spettatore che vuole lasciare in un angolo i problemi di tutti i giorni, che vuole trovare una scusa per fare quattro chiacchiere con gli amici e soprattutto che spera di trovare in queste pellicole di scarso spessore, un espediente per poter andare avanti ed affrontare i problemi personali e collettivi.

La Banda dei Babbi Natale, anche se non è il film più natalizio che ci sia, rappresenta un momento di comunione per le famiglie che, con poco, riescono a ridere con gusto e trascorrere un paio d’ore in completo relax. Dedicato solo ed esclusivamente ai veri fan del trio, il lungometraggio che propone questa sera Canale 5, rimane comunque una strategia commerciale ben mirata che finisce (ancora ed ancora) nell’impedire, all’italiano medio, di vedere ben oltre queste commediole di scarso spessore culturale, facendo arrancare lo sviluppo di una società che invecchia giorno dopo giorno, invece di migliorare e di migliorarsi. Poca importa se poi le major credono di salvare la VERA arte del cinema con questi “filmetti”. Per fortuna esiste il telecomando o un buon libro.

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Trailer: http://youtu.be/SBtB626Ckqw

Carlo Lanna

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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