Serie Tv, The Affair come Gone Girl: la narrazione è donna

Episode 103Dopo il grande successo delle serie tv Masters of Sex e Ray Donovan, il network Showtime sfodera il suo ennesimo asso nella manica: The Affair. Il nuovo show racconta l’intrigante relazione extraconiugale tra Noah Solloway (Dominic West), uno scrittore in vacanza con la propria famiglia nella piccola cittadina di Long Island, Montauk, e una cameriera del posto, Alison (Ruth Wilson). The Affair (come si evince dalle prime puntate) è strutturalmente molto simile a True Detective poiché vede entrambi i protagonisti raccontare la loro versione della storia ad anni di distanza dall’accaduto sotto interrogatorio. Rispetto alla serie di Nic Pizzolatto The Affair non si perde in riflessioni filosofiche né concentra le proprie attenzioni su un personaggio piuttosto che su un altro come avviene nel caso di Rust (Matthew McConaughey) decisamente più interessante del nerboruto Marty (Woody Harrelson). In The Affair la storia d’amore tra Noah e Alison è trattata in maniera quasi simmetrica e la puntata è spaccata in due offrendo spazio in egual misura alle parole di entrambi. I creatori Sarah Treem e Hagai Levi, già sceneggiatori di In Treatment, esplorano i due punti di vista, la loro diversa percezione del tempo, della memoria e delle emozioni.

Non sono pochi i quesiti che pone The Affair. Quello sicuramente più scontato è “perché gli uomini tradiscono le donne?” e, in particolare, perché un uomo come Noah, felicemente sposato con una donna affascinante come Helen (Maura Tierney, vecchia conoscenza di E.R. Medici in Prima Linea), di cui sembra ancora innamorato dopo anni di matrimonio, dovrebbe perdere la testa per la prima cameriera di Long Island che incontra sulla sua strada? Noah è ovviamente un uomo attraente e carismatico e non ci mette molto a conquistare la giovane Alison, depressa e distrutta psicologicamente da una grave perdita e un matrimonio sull’orlo del fallimento. Ma chi è veramente Alison? Dotata di grande sensualità e candore, la donna si mostra completamente diversa quando subisce un mezzo stupro dal marito Cole, pochi attimi dopo aver passeggiato serenamente con Noah. Quanto a Cole, Joshua Jackson sembra talmente trasformato dalla barba incolta e dalla miseria in cui vive da non ricordare neanche lontanamente il passionale Pacey di Dawson’s Creek che tanto lo rese famoso tra le adolescenti di mezzo mondo.

Episode 103La coppia formata da Dominic West (già noto per il ruolo del Detective Jimmy McNulty di The Wire) e Ruth Wilson (l’omicida Alice Morgan di Luther) basterebbe da sola per motivare la scelta di guardare questa serie. The Affair è la loro occasione per entrare nelle case del grande pubblico e far conoscere le proprie indubbie qualità interpretative. Detto ciò, lo show è molto più complesso, provocatorio e celebrale di ciò che sembra e nei suoi dieci episodi di durata tenteremo di capire quanto lontano questa passione travolgente ha condotto Alison e Noah e di che sorta di crimine si sono macchiati i due amanti. Eppure già dalla puntata pilota The Affair sembra volerci suggerire che non esistono risposte giuste o sbagliate alle nostre domande ma solo semplici versioni degli eventi. Dopotutto il fascino della sua narrativa non sta soltanto nel fatto che entrambi i protagonisti della storia raccontano ciò che più di lusinga ma in come le immagini filmate trasformino delle esperienze soggettive in verità immutabili.

Inoltre, secondo il celebre magazine Indie Wire con le serie tv The Affair e Gone Girl ci troviamo di fronte alla riscrittura del ruolo della femme fatale. In entrambi i casi la storia viene raccontata prima dal punto di vista dell’uomo per poi essere contraddetta da quello più audace e (probabilmente) veritiero della donna. L’elemento più rivoluzionario e sorprendente del libro di Gillian Flynn così come della nuova creazione di Treem e Levi è che dopo anni di narrazione dominata dal punto di vista maschile nell’era postmoderna la narrazione è finalmente donna!

Rosa Maiuccaro

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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