Serie tv americane: cronistoria di un successo italiano

serie-tv-americaneDa che si ha memoria, il pubblico italiano ha sempre guardato con ammirazione le serie tv americane che, fin dai primi anni ’80, venivano trasmesse sulle nostre reti. In America come in Inghilterra la tradizione di girare un format di questo tipo è presente da decenni e, con il tempo e con l’evoluzione dei gusti del pubblico, ha cambiato stile adattandosi anche alle esigenze della modernità. Dal grande successo di Dallas e Dynasty, senza dimenticare Hazzard oppure una Strega per amore, le serie tv non sono un semplice espediente per intrattenere uno spettatore in cerca di qualcosa di stimolante ma anche e soprattutto sono un grande crogiolo di emozioni e sentimenti. La formula del loro successo è quindi molto semplice: creare empatia con lo spettatore. Che sia una produzione drammatica o una comedy, l’intento è quello di fidelizzare il pubblico, creare una sorta di doppio filo comunicativo e instaurare un rapporto di stima reciproca che permetta al singolo di sintonizzarsi ogni settimana e scoprire cosa accade al suo personaggio preferito. È infatti lo spettatore che, indirettamente, decide se una produzione è valida o meno, perché, tramite gli indici di ascolti ed un calcolo matematico rivolto alla fascia demografica di riferimento, i grande network americani (ma anche quelli inglesi che da tempo sono pionieri del genere seriale) possono decidere se si può continuare ad investire su una certa serie tv oppure accantonare il progetto.

Beverly Hills 90210
Beverly Hills 90210

L’indice di gradimento del pubblico, quindi, è la caratteristica fondamentale; senza il suo appoggio forse l’universo seriale non esisterebbe nemmeno. E’ logico che, quando si realizza un prodotto del genere, c’è una capillare indagine di mercato per intuire i gusti e le mode del momento. Creare quindi uno show televisivo non è facile perché, se esso non piace ai telespettatori, i grandi network guadagnando poco o nulla dagli introiti pubblicitari; di conseguenza decidono di cancellare il progetto. Tergiversando su questi meccanismi concettuali, il nostro intento è capire perché da più vent’anni per il pubblico italiano (con un interesse in crescita nell’ultima decade), le serie tv americane sono diventate argomento di discussione. Perché sono diventate una valida alternativa al mondo cinematografico? Perché dai critici è considerato come un grande fenomeno pop e culturale? Anche se non sembra, la risposta è molto semplice. Le serie tv piacciono perché rappresentano un microcosmo di grande comunione, un modo per veicolare emozioni, sentimenti, usi e costumi di una modernità in continua evoluzione. Tutto sta nel saper raccontare la storia giusta al momento giusto, con il personaggio giusto. Che sia essa un crime drama – come l’immortale franchise di CSI – oppure come i fenomeni di X-Files e Lost. La narrazione seriale sapendo spaziare fra vari generi, come la commedia ed anche il drama in costume, riesce a fotografare la realtà di oggi con tanta ilarità, profondità e spunti di riflessioni.

Melrose Place
Melrose Place

Se all’inizio si voleva illustrare questa modernità attraverso famiglie ricche e dissipate, come è accaduto in Dallas, California e Dynasty, con tempo si è dato spazio ai giovani sviluppando Beverly Hills – 90210, Cinque in Famiglia, Melrose Place e tanto altro. Gli anni ’90 hanno rappresentato l’epoca d’oro per lo storytelling seriale se si pensa al successo di X- Files, Twin Peaks e di tante altre serie tv americane che sono nate in quel periodo. Dopo un momento di stasi, con Lost e Desperate Housewives, questi programmi si sono imposti nella realtà di tutti giorni superando a volte anche lo charme di un lungometraggio. Di quel periodo ricordiamo The Wire, Oz, Deadwood, I Soprano e la lista è infinita. Cercare quindi di elencare le serie tv di maggior successo e che rappresentano il fenomeno nella sua accezione più grande, è un’impresa titanica perché il pubblico, ormai assuefatto, vuole sempre più emozioni da vivere sulla sua stessa pelle. E se negli ultimi anni il pubblico italiano sta apprezzando le produzioni inglesi, come Doctor Who e Sherlock, gli americani continuano a portare in tv format dal grande appeal, dai grandi nomi, ispirati a libri, film, racconti brevi e fumetti. La stagione televisiva 2014-2015, infatti, è stata densa di novità che confermano il potere delle serie tv nella cultura moderna italiana e non solo. I giovani sono diventati dei veri addicted; sono coloro che seguono la maggior parte di questi programmi con vigore e attaccamento, a volte morboso. Proprio sui giovani ormai si punta per diffondere il verbo seriale se si pensa per esempio al grande successo di Arrow, The Flash (ispirati ai personaggi dei fumetti), The Vampire Diaries, oppure alle musiche melanconiche di Nashville, alle indagini di Bones, ai pompieri sexy di Chicago Fire.

Minority Report  - Serie Tv
Minority Report – Serie Tv

Tutte confermate anche per la prossima stagione che si arricchisce di nuove produzioni come la prima comedy horror intitolata Scream Queens e Minory Report – The series ispirata al film di Spielberg. Che possano piacere o meno, che si preferisca il cinema o un buon libro, le serie tv americane (e non solo) sono una presenza costante della nostra cultura popolare, una presenza che ogni volta fa guardare con ammirazione a un mondo patinato, glitterato, competitivo ma di grande fermento creativo.

Immagine di copertina: Bayside School, la serie cult degli anni Novanta. 

Carlo Lanna

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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