Selma, la strada per la libertà: trama e recensione del film

Selma è un film coraggioso, uscito nelle sale il 12 febbraio e premiato con l’Oscar per la migliore colonna sonora. La trama di Selma. La strada per la libertà e la recensione.

Selma“Un giorno quando arriverà la gloria. Sarà nostra, sarà nostra”, cantano John Legend e Common in un inno di disperazione e speranza, che ha commosso Hollywood tanto che il brano ha ricevuto l’Oscar per la miglior colonna sonora. Un richiamo all’amore ma anche alla lotta pacifica come quella perpetuata da Martin Luther King che creò il movimento più attivo e fattivo per i diritti civili dei neri d’America, un popolo che, dopo anni di schiavitù, ebbe il coraggio di opporsi prima alla segregazione razziale e poi alle violenze fisiche e morali che nei fatti, nonostante fossero punite dalla legge, erano ancora un’abitudine, resa tale da secoli di condizionamenti sociali. I lavaggi del cervello cominciavano, tra i bianchi del Sud, nella prima infanzia quando l’inconscio del bambino è più predisposto ad apprendere e fissare quel che gli viene insegnato, creando così quel fitto tessuto di convinzioni che possono addirittura nuocere un’intera razza umana, com’è accaduto agli afroamericani limitati a loro volta da pregiudizi e insicurezze. Selma TramaTutto questo fino a quando un pastore istruito e con una grande fede che si chiamava Martin Luther King non decise di far leva sulle sofferenze del suo popolo alimentando non solo la speranza ma anche la motivazione ad agire e a dire finalmente “basta!”. La cinematografia ha dato nel corso degli anni il suo punto di vista su questi importanti avvenimenti storici, soffermandosi soprattutto sulla schiavitù e sulla segregazione razziale negli Stati Uniti d’America. Lungometraggi come Il buio oltre la siepe (1962), Il colore viola (1985) nonché i recenti 12 anni schiavo (2014) e Il maggiordomo (2014) sono rimasti e rimarranno nell’immaginario collettivo. Al fitto elenco di film si aggiungerà certamente anche Selma, uscito il 12 febbraio 2015. La pellicola ha ricevuto due nomination agli Oscar, di cui una – come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo – si è concretizzata in premio. La trama del film si concentra su un momento della vita di Martin Luther King raccontando i fatti di Selma e le difficoltà che il movimento per i diritti civili dei neri d’America dovette affrontare per ottenere ciò che la legge aveva già riconosciuto, cioè la possibilità per gli uomini e le donne di colore di votare. Se Martin Luther King, con l’appoggio di migliaia di sostenitori, di cui molti anche bianchi, non avesse convinto Lyndon Banes Johnson (interpretato da Tom Wilkinson) a varare un altro provvedimento per rendere realmente fattivo il diritto al voto, Barack Obama oggi non sarebbe il primo presidente di colore degli Stati Uniti. Selma era una città profondamente razzista anche a causa delle idee ultraconservatrici del governatore dell’Alabama. Selma - La strada per la libertàNel 1965 proprio a Selma furono organizzate tre marce pacifiche, una delle quali fu sedata con un bagno di sangue. Il film evidenzia, con una lucidità disarmante, l’accanimento delle forze dell’ordine verso i manifestanti e la tenacia di un uomo che tentò il tutto per tutto mettendo i bisogni di un popolo in prima linea, spesso a discapito delle proprie necessità. Martin Luther King riuscì a marciare, con migliaia di sostenitori al seguito, da Selma a Montgomery e a pronunciare nel suo famoso discorso parole d’amore ma anche di rivalsa, perché Amare non vuol dire per forza di cose obbedire. Vuol dire al contrario far valere le proprie idee senza intralciare quelle altrui e senza sfociare nell’aggressività. Vuol dire scendere in campo rischiando anche di morire per chi si ama. Tutto questo si evince in Selma. La strada per la libertà, un film che tocca il cuore e lo fa senza alcun effetto speciale, con il coraggio di chi non vuole stupire bensì informare, con la capacità di chi non cerca la gloria ma solo la verità. Il regista di Selma, Ava DuVernay, ha divulgato quel che è stato e con la potenza delle immagini ci porta in un altro ambiente, non molto lontano cronologicamente, dove un popolo valeva ancora meno di niente e dove un uomo, interpretato da un superlativo Tim Roth, riesce a scuotere le coscienze anche di chi è in sala. Pensare, quindi meditare, e poi agire per il bene collettivo. La strada per la libertà può essere lunga e difficile ma è un dovere percorrerla per poterne beneficiare un giorno quando la gloria arriverà e sarà nostra

Maria Ianniciello

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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