Raoul Bova nell’ultimo film fattore e sognatore, l’intervista

Raoul Bova ultimo filmChe Raoul Bova interpreti un paladino della giustizia come il Capitano Ultimo o che faccia la parte di un fattore, che per mantenere il figlio spali il letame, come succede nell’ultimo film di Paolo Genovese, poco importa. Nessun ruolo potrà mai impedire all’attore romano di perdere il suo fascino e il suo sex appeal. Le inguaribili romantiche non sapranno resistere al richiamo di Renzo, l’umile fattore che Raoul interpreta nella pellicola di Genovese. Il regista lo spoglia dei suoi abiti eleganti per metterlo a confronto con la vita di campagna. In Sei mai stata sulla luna? Bova presta il volto a un giovane padre vedovo la cui esistenza bucolica sarà sconvolta dall’arrivo di una bellissima e sofisticata stylist in carriera. Se credete che si sia fatto cogliere alla sprovvista, vi sbagliate di grosso. Ecco cosa ci ha raccontato Raul Bova sul suo ultimo film.

Come è stato il tuo approccio con Renzo, il personaggio che interpreti?

Paolo Genovese è un bravo sceneggiatore oltre ad essere un abile regista e devo dire che i personaggi sono sempre molto diversi dalla prima lettura del copione. Paolo continua a scrivere anche in fase di ripresa e i personaggi sono in continua evoluzione. Io credo che lui sia bravissimo a rendere magico ciò che scrive con l’utilizzo della macchina da presa, con le luci e altre accortezze. Mi sono attenuto molto alle sue indicazioni anche perché al terzo film insieme considero Paolo quasi un fratello maggiore.

Raoul BovaCome descriveresti Renzo? E’ mai stato sulla luna?

E’ un uomo concreto che ha una grande passione per la campagna, a cui dedica le sue intere giornate, e che nasconde dietro un aspetto duro un certa tenerezza che vediamo prima di tutto nel rapporto intenso che è riuscito a creare con il figlio. Poi credo che intimamente coltivi dei sogni e che sia colto di sorpresa quando la luna arriva direttamente nella masseria dove lavora. Perciò, posso affermare con certezza che ci sia stato sulla luna.

E il rapporto con il piccolo Simone Dell’Anna, tuo figlio nel film?

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Con i bambini è sempre difficile lavorare perché hanno un talento innato nella recitazione e sono molto più bravi di tanti attori professionisti. L’unica cosa che si può fare è lasciarsi trainare dal loro entusiasmo e dalla loro naturalezza. Poi ovviamente sono stato felice di lavorare con tutti i bravissimi colleghi che Paolo ha avuto come sempre la capacità di radunare.

Ma come è stato questo confronto con la natura?

Per nulla traumatico. Sono molto amante degli alberi e per me era importante avere uno spazio dove rifugiarmi nella natura. Così tempo fa ho comprato un casale fuori Rieti, dove vive mio padre, e lì ho creato una piccola fattoria piena di animali. Devo dire che prima del film ho avuto anche la possibilità di esercitarmi (ride, n.d.r.) e quando Paolo mi ha parlato di questo ruolo ero già avvantaggiato.

Quali sono gli aspetti che ami della vita di campagna?

Sembrerà banale ma mi piace perfino svegliarmi presto la mattina, andare dalle galline a prendere le uova, stare con gli asinelli. Non vorrei essere troppo smielato ma la campagna mi emoziona senza che ci sia bisogno di parlare. Trovo che questa sia la cosa più bella in assoluto perché puoi vivere liberamente. Poi amo vedere crescere gli ortaggi e credo che dalle coltivazioni private nascano prodotti più gustosi, nutrienti e sani.

 

Raoul Bova, dunque, è al cinema dal 22 gennaio 2015 con Sei mai stato sulla luna?, in un ruolo nuovo eppure così vero e sentito, come egli stesso ci ha detto.

Rosa Maiuccaro

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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