Provando…dobbiamo parlare: l’Amore tra fragilità e ipocrisie

Mercoledì, 27 gennaio 2016, al Teatro Diana a Napoli è andata in scena la pièce teatrale “Provando… dobbiamo parlare” scritta da Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi e Diego De Silva e diretta dallo stesso Rubini con la collaborazione di Gisella Gobbi. La commedia è interpretata da Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese e Sergio Rubini. L’attore e regista pugliese ne ha fatto prima un film Dobbiamo parlare, presentato al Festival del cinema di Roma, e poi ha deciso di portare sul palco una versione teatrale in un atto unico. Lo spettacolo non ha inizio come ci si aspetterebbe. Il sipario non si chiude prima della mise-en-scène ma resta aperto. Il primo ad entrare in scena è il regista nonchè attore Sergio Rubini che, dopo un caloroso applauso da parte del pubblico, informa gli spettatori ed è come se gli stessi partecipassero ad una prova generale. Il pubblico viene coinvolto nelle esibizioni esilaranti dei quattro personaggi e riesce a cogliere l’interpretazione e il senso dato ad ogni singola parola. Un vero e proprio teatro “non gastronomico” ma “didattico”, come avrebbe detto Bertolt Brecht, non concepito solo per divertirsi ma anche per imparare e insegnare.

Come avviene nel film, le scene di “Provando…dobbiamo parlare” si svolgono in un unico ambiente: un salotto di uno splendido attico nel centro di Roma da tremila euro al mese che diventa un vero e proprio campo di battaglia in cui si affrontano le due coppie protagoniste. Le due coppie si conoscono da otto anni e hanno sempre trascorso weekend, vacanze, uscite domenicali insieme. Una coppia, più borghese dell’altra, è formata da Fabrizio Bentivoglio e Maria Pia Calzone; due dottori al secondo matrimonio che si trovano a vivere l’ennesima crisi coniugale. Parlano sempre e solo di conti in banca, vacanze, gite in barche, lettere di avvocati, testamenti e lavoro. Ed è nei beni materiali che trova il suo collante. L’altra coppia, formata da Isabella Ragonese e Sergio Rubini, è l’opposto; è una coppia che nonostante la differenza di età e il non avere figli, ha molto in comune: vive di cultura, mostre, di essenzialità ma soprattutto di tanto amore. Non credono nel matrimonio ma preferiscono ostentare la propria identità attraverso pile infinite di libri. Gli equilibri si rompono quando si scopre che uno dei due personaggi maschili ha un’amante e la moglie si precipita a casa degli amici per sfogarsi e comunicare la notizia. Ed è in questo momento che il salotto diventa un teatro di guerra; vengono a galla verità tenute ben nascoste da anni, le differenze caratteriali e sociali, le provocazioni, i sentimenti di paura e punti di vista inconciliabili. Ci sarà un vero e proprio colpo di scena nel finale. La coppia che pensava di essere legata completamente dall’amore, scopre invece di essere divisa e di avere vuoti incolmabili; mentre l’altra, che sembrava sgretolarsi, riuscirà ad uscirne rafforzata.

Il regista, attraverso i suoi personaggi, delinea il male di vivere della nostra borghesia, mettendone in rilievo i vizi e le noie che li attanagliano. Indaga sulle dinamiche delle relazioni ma soprattutto dei sentimenti senza mai esprimere giudizi. Rubini è molto attento ad entrare nell’animo di ogni personaggio ma allo stesso tempo riesce a mantenere un tono rilassante e leggero, grazie soprattutto all’affiatamento dei personaggi. Bentivoglio si presenta comico ma brillante, la Ragonese vivace ma soprattutto riflessiva; Rubini appare pacato e molto riflessivo mentre la Calzone esuberante in tutta la sua femminilità. “Provando… dobbiamo parlare” non è uno spettacolo contro l’amore, come si potrebbe immaginare. Proprio per questo il regista, alle due coppie, contrappone una coppia di pesciolini rossi che piano piano scopre la bellezza dell’amore e dell’attrazione; anche se sanno di essere esposti alle sofferenze generate dalla forza dominante, che è l’AMORE. La pièce sarà in scena a Napoli fino al 7 febbraio 2016.

Commenti

commenti

Autore dell'articolo: Naike Del Grosso

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI