“Processo” alla Gambaro, un atto di democrazia virtuale?

©Franco Buttaro
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Il popolo del web ancora non ha deciso sulle sorti della senatrice del Movimento 5 Stelle, Adele Gambaro, rea di aver rilasciato un’intervista a SkyTg24 nel corso della quale, commentando il flop delle elezioni amministrative, aveva rimproverato a Beppe Grillo la conduzione del movimento e i suoi metodi comunicativi alquanto forti. Il verbo della rete deciderà, quindi ad ore, definitivamente il destino della senatrice “pentastellina”, anche se la sentenza sembra già annunciata dalla maggioranza dei suoi colleghi parlamentari in una riunione congiunta tenutasi ieri sera tra i gruppi di Camera e Senato. I 130 grillini, con 79 voti favorevoli, 42 contrari e 9 astenuti, hanno rimandato l’espulsione, all’ultimo grado di giudizio: la “Cassazione” virtuale! Concetto, sottolineato da Morra e Crimi che hanno tenuto a puntualizzare il responso dell’assise che non è stato di immediato allontanamento, ma una decisione di rimando alla sovranità degli elettori a 5 Stelle, appellandosi al codice comportamentale del Movimento che recita: «I Parlamentari del M5S riunito, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un Parlamentare del M5S a maggioranza» se la maggioranza si schiera per l’espulsione il voto di ratifica passa «sul portale del Movimento tra tutti gli iscritti».

Una decisone che ha  certamente spaccato il Movimento e i 42 voti contrari ne sono una dimostrazione, gli stessi che potrebbero sostenere la senatrice genovese, che fa parte della 3° Commissione permanente occupandosi di affari esteri ed emigrazione. Invece, a quanti l’hanno accusata di ingratitudine ha replicato dicendo che «a Grillo siamo tutti riconoscenti, ma i toni della comunicazione devono cambiare ora che siamo dentro le Istituzioni» , e nell’annunciare che non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro, dimettendosi, ha spiegato il suo gesto, con un auspicio: «possa servire a far muovere il cambiamento verso una linea più democratica».

Intanto, si rincorrono voci su possibili passaggi a gruppi politici diversi da parte di alcuni “cittadini” pentastellati, finora tutti smentiti, come quello della deputata Paola Pinna contraria all’espulsione della collega senatrice «semplicemente perché sarebbe non coerente con i valori che hanno ispirato il Movimento e la campagna elettorale che abbiamo fatto».

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Autore dell'articolo: Jenny Capozzi

Jenny Capozzi
Jenny Capozzi, nata a Petruro Irpino, incomincia la sua carriera giornalista con “Il Giornale di Napoli” di Benevento. Giornalista pubblicista, collabora con “Irpinia Oggi”, “IrpiniaArea”, “La Gazzetta di Avellino”, “Meta Sociale”, “Il Quotidiano di Benevento”, “Week End”, “La Provincia Sannita”. Nel 1996 contribuisce alla realizzazione di “Petruro Frammenti”, nel 1998 pubblica il testo storico “Petruro, chi parla diventa pietra”. Nell’ottobre del 2001 pubblica la raccolta di favole e fiabe dialettali del Sannio e dell’Irpinia “Saccio ‘nu cunto” edito da “La Scarana”, adottato come testo scolastico nella scuola media “Federico Torre di Benevento. Nel 2006 prende la direzione dell’opuscolo informativo“Benevento Night & Day”. Addetto stampa dell’Ugl, Confagricoltura, Consorzio degli Otto Comuni del Greco di Tufo, Pro Loco “Planca”. Nel dicembre del 2011 pubblica il testo storico “Il Sindaco Garibaldino – Angelo Troisi che finanziò la Spedizione dei Mille con tremilacinquecento ducati d’oro” con la casa editrice “Edizioni Il Papavero”. Nel 2012 partecipa Concorso Nazionale di Poesia “Le Radici Poetiche del Linguaggio Subalterno” edizioni “Il Papavero con la poesia ‘Na tempesta dindo a ‘nu surriso. Nel contempo consegue la specialistica in “Marketing Editoriale” corso di formazione promosso dall’Associazione “Cento Uomini d’acciaio”. Dal 2006 ad oggi è direttore responsabile de “l’Informazione” mensile di informazione amministrativa, approfondimenti storici e rilancio culturale edito dal Comune di Petruro Irpino e assume, altresì, funzioni, per incarico, da Promotore Culturale per l’Ente Comunale. Addetto alla comunicazione e socio fondatore dell’Associazione no profit “No vuol dire no” contro la violenza sulle donne.

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