Priscilla, la regina del deserto? Glamour e profondità

La recensione del musical Priscilla, la regina del deserto. Lo spettacolo sarà in scena fino al 4 luglio al Teatro Manzoni di Milano e rientra nell’offerta di eventi programmati per Expo.

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Priscilla, la regina del deserto inizia ancor prima che il cast muova i passi sul palco. Sì perché l’atmosfera la si respira arrivando in teatro, su via Manzoni è parcheggiato il bus battezzato Priscilla da cui gli spettatori vengono subito attratti così come sono catturati dai gadgets – cappelli glitterati e boa fucsia. Permettetecelo: la visione comincia sin da quando si scendono le scale per prender posto in platea grazie alla sfilata di look e alla varietà di pubblico di tutte le età (tra cui molti giovani) che questo musical richiama, facendo respirare un’atmosfera allegra e colorata ancor prima che la storia prenda il via. Nei minuti che precedono l’apertura di sipario si avverte quanto seguito ci sia (il musical debuttò nel 2006 a Sydney) e la conferma la si ha mentre si assiste alla visione: una grandissima partecipazione degli spettatori arricchisce, infatti, l’ottima preparazione del cast artistico e, ancor più al momento delle canzoni cult (da “I say a little prayer” – forse più nota per il film “Il matrimonio del mio migliore amico” – a “I Will Survive”, da “Material Girl” a “It’s Raining Men”), il sottofondo di chi canticchia alle spalle o accanto a voi è assicurato!

priscilla-la-regina-del-deserto-musicalQuesta premessa era d’obbligo perché non è così scontato che si crei un clima simile durante una rappresentazione, non sappiamo dirvi se fosse l’ “effetto prima”, ma crediamo di no visto quanto entusiasmo serpeggiava in sala e, in fondo, era molto atteso questo ritorno del musical Priscilla a Milano in concomitanza con Expo. Il film diretto da Stephan Elliott fu presentato nella sezione “Un Certain Regard” al 47° Festival del Cinema di Cannes e nel 1995 fu insignito del Premio Oscar per i migliori costumi – un elemento che non è stato assolutamente trascurato in questa versione italiana e che, anzi, è tra gli aspetti positivi. Il musical racconta la storia di Tick/Mitzi (Cristian Ruitz), Bernadette (Marco D’Alberti) e Adam/Felicia (Riccardo Sinisi), i quali, trainati da Tick, scelgono di lasciare Sydney per portare il loro spettacolo di drag queen nell’entroterra australiano, ad Alice Springs, dove in realtà non gli aspetta solo un’esibizione. È inevitabilmente un “on the road” fisico e, al contempo, interiore, in cui si fanno i conti coi pregiudizi del mondo esterno, coi fantasmi del passato e si limano i rapporti tra di loro, soprattutto tra Bernadette e Felicia. Se si pensa anche all’anno di questo film, il 1994, va riconosciuta l’apertura mentale che, talvolta, ancora oggi, non si riscontra nel nostro quotidiano. Priscilla, la regina del deserto mette a tema sì l’amicizia, l’amore, il rapporto padre-figlio, ma vuole anche educare – senza moralismo – all’accettazione di chi troppo spesso viene etichettato e inquadrato in uno schema sociale dettato da preconcetti. priscilla-milanoQuesti intenti arrivano anche attraverso questo allestimento, che vede Matteo Gastaldo e Fabio Serri rispettivamente in qualità di resident director e resident music supervisor. Non sono presenti grandiosi effetti speciali che possano sopperire alla bellezza naturale e alle sensazioni di spaesamento che può comunicare un totale sul deserto, in cui l’autobus Priscilla risalta ancor più (ci riferiamo al film), ma si punta sulla brillante sceneggiatura, con battute colorite, e su numeri molto coinvolgenti come ensemble o assoli, merito in primis dei tre protagonisti. L’intero cast artistico, compreso il corpo di ballo, trasforma questo musical in uno spettacolo che diverte e, a tratti, tocca corde più malinconiche – molto suggestivo è il momento padre-figlio, ma per chi non conosce nei dettagli la storia non vogliamo rivelare altro. Dal punto di vista scenografico, la scomparsa della tenda nera glitterata (che torna in un’altra occasione) marca la nuova fase del viaggio di vita di Tick/Mitzi, Bernadette, Adam/Felicia, da quel punto in poi a dominare la scena sarà Priscilla che spesso si colora di luci a led in pendant coi costumi. Ci sembra doveroso sottolineare anche la velocità nei cambi degli abiti di scena con cui il ritmo si mantiene sempre alto.

Il copione rispetta nel complesso l’originale, mostrando quasi una devozione nel tradurre fedelmente soprattuto alcune battute di sicuro effetto sul pubblico e la risposta così ricettiva ci fa intuire che così com’è accaduto per Grease, anche qui potrebbe verificarsi la “Priscillamania”. A voi scegliere di farvi travolgere dal glamour che lascia anche il passo alla profondità.

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Il trailer

 

Voto: (3,5 / 5)

Maria Lucia Tangorra

 

“PRISCILLA, LA REGINA DEL DESERTO”

firmato dal regista Simon Phillips e tratto dal film commedia “The Adventure of Priscilla Queen of the Desert”

Cast: Cristian Ruiz, Marco D’Alberti, Riccardo Sinisi, Elisa Marangon, Giada D’Auria, Massimiliano Colonna, Elena Nieri, Loredana Fadda, Giovanna D’Angi, Alessia Punzo, Pedro Batista Gonzalez, Matteo Perin, Giacomo Buccheri, Simone Nocerino, Giovanni Abbracciavento, Samuele Cavallo, Simone Carbone, Taddeo Pellegrini, Andrea Riva, Marco Di Palma, Natascia Fonzetti e i giovani interpreti che si alterneranno nel ruolo di Benji: Mattia Lisi, Alessandro Bendinelli, Matteo Marcus Bok e Alessandro Orfini.

 

Co-coreografi: Ross Coleman, Andrew Hallsworth

Arrangiamenti musicali, direzione e supervisione: Stephen “Spud” Murphy

Set Designer: Brian Thomson

Costume Design: Tim Chappel e Lizzy Gardiner

Lighting design: Nick Schlieper

 

 

Si ringrazia l’ufficio stampa del MAS, nella persona di Gaetano Petronio

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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