Premio Oscar 2015, tutti i vincitori per categorie

Premio Oscar 2015, ecco i vincitori per categorie. Le statuette per il miglior film e per la miglior regia vanno a Birdman. Milena Canonero è la miglior costumista con il Grand Budapest Hotel. A bocca asciutta invece American Sniper.

Premio Oscar 2015 vincitori categorie
©Academy

E` calato il sipario sulla 87esima Notte degli Oscar 2015, l’evento cinematografico dell’anno che ci ha fatto vivere tante emozioni. Le luci, gli abiti degli attori presenti e le esibizioni di alcuni cantanti e musicisti – quali per esempio Lady Gaga, che ha ricordato con la sua voce le canzoni di un classico della cinematografia come Tutti insieme appassionatamente – hanno reso il Dolby Theatre di Los Angeles ancor più magico. Ma esaminiamo i vincitori del Premio Oscar 2015 per categorie. Come da pronostico, il Premio Oscar 2015 al miglior film è andato a Birdman che ha ricevuto l’ambita statuetta anche per la miglior regia. Il regista di Città del Messico, Alejandro González Iñárritu, visibilmente emozionato, ha ringraziato gli attori e tutta la troupe del film, oltre che l’Academy e il popolo messicano: «Io uso sempre dei portafortuna – ha detto con ironia -. Questa volta ho indossato le mutante di Michael Keaton. I portafortuna funzionano sempre».

Eddie Redmayne- La teoria del tutto
Eddie Redmayne ne La Teoria del Tutto

Birdman è una pellicola complessa e innovativa, che è stata presentata alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Con un cast esilarante, da Michael Keaton a Emma Stone ed Edward Norton, il lungometraggio riflette sui retroscena del mondo dello spettacolo e sul ruolo dell’attore contemporaneo attraverso le vicende di una star di Hollywood, Riggan Thompson, interpretato da uno straordinario Michael Keaton, che ha dovuto però cedere l’Oscar per il miglior attore a un altrettanto talentuoso Eddie Redmayne per La teoria del tutto. L’attore, che nel film ha interpretato lo scienziato Stephen Hawking, ha ricevuto l’ambito premio da Cate Blanchett. Da pelle d’oca invece lo sguardo di Julianne Moore, premiata con l’Oscar per la miglior attrice protagonista.

Julianne Moore Still Alice
Julianne Moore in Still Alice

In Still Alice Julianne Moore ci ha regato una performance intensa e toccante facendo luce su una malattia devastante come l’Alzheimer. «Dedico questo premio alla mia famiglia e a tutte le persone malate», ha detto l’attrice che in questi giorni è al Cinema con ll settimo figlio, nel quale interpreta una strega cattiva e inacidita da una delusione d’amore. Per il miglior attore non protagonista, l’Oscar è andato a J.K Simmons per Whiplash. Simmons, con i suoi magnetici occhi di ghiaccio, ha ringraziato l’Academy e soprattutto sua moglie, rendendo omaggio ai propri genitori. «Chiamate i vostri genitori ogni tanto», ha detto. L’attore è stato tra i primi a ricevere il premio in una notte indimenticabile e ricca di sorprese. Boyhood, film rivelazione, ha ricevuto una sola statuetta e nulla da fare invece per American Sniper di Clint Eastwood, a dimostrazione che i pregiudizi su una pellicola di alto spessore ma considerata da molti critici troppo patriottica spesso valgono molto più di un buon prodotto apprezzato però al botteghino. Come da pronostico, a vincere l’Oscar come miglior attrice non protagonista è stata Patricia Arquette (al suo primo Oscar) per Boyhood, nel quale era una donna divorziata e con figli a carico. Suggestivo anche il suo discorso che, dopo aver ringraziato tutti ha parlato di emancipazione femminile soffermandosi sul fatto che le donne in quasi tutti i settori vengono pagate meno degli uomini. Il vincitore dell’Oscar per miglior film straniero è il polacco Ida, un film che racconta la vicenda di una novizia in balia di una zia cinica. E anche quest’anno non poteva mancare un pezzo d’Italia con Milena Canonero che ha ricevuto l’Oscar per i migliori costumi grazie a Grand Budapest Hotel. L’originalità degli abiti creati dalla costumista italiana – che nel corso della sua lunga e pluripremiata carriera ha ottenuto quattro statuette e nove nomination – non è passata inosservata a Hollywood. Milena Canonero, con gli occhi lucidi, ha ringraziato il cast del film e in particolare il regista, Wes Anderson. Grand Budapest Hotel ha vinto altri tre premi Oscar (Scenografia, Miglior Colonna Sonora Originale, Miglior Trucco). Il Premio Oscar per il Miglior Sonoro è andato a Whiplash; mentre per il miglior documentario e per la Migliore Fotografia rispettivamente a Citizenfour e a Birdman. Hanno ricevuto la prestigiosa statuetta per i Migliori Effetti Speciali Interstellar e per il Miglior cortometraggio d’animazione Feast. Una sola nomination invece per The Imitation Game, premiato con l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Big Hero 6 ha invece ricevuto la statuetta per il Miglior Film di Animazione. Un solo Oscar per Selma (Migliore Musica Originale).

Birdman
Birdman

Come ogni anno l’Academy ha ricordato gli attori e le personalità del mondo del cinema e della cultura scomparse, tra queste anche Virna Lisa ignorando però un cineasta non solo italiano ma internazionale che ha dato molto alla cinematografia mondiale, Francesco Rosi. Rispetto allo scorso anno l’Academy ha premiato, oltre che il contenuto, l’innovazione. Dodici anni schiavo, che aveva ricevuto il Premio Oscar per il miglior film nel 2014, era una pellicola girata secondo le regole del cinema classico e aveva colpito per l’intensità del contenuto. Birdman rompe tutti gli schemi, ponendo il soggetto al centro del tutto e non un disagio di un popolo come accade in Dodici anni schiavo e come abbiamo visto quest’anno in Selma. Il grande cinema d’autore continua a piacere. La scelta degli attori che quest’anno hanno ricevuto l’Oscar dimostra che l’Academy guarda sì all’innovazione ma senza mai dimenticare il passato e il messaggio che ciascun personaggio ha voluto far trasparire. Julianne Moore ed Eddie Redmayne si sono calati in ruoli differenti ma simili nella drammaticità della malattia, così com’era accaduto nel 2014 per Matthew McConaughey e Jared Leto in Dallas Buyers Club. Personaggi che lottano e che fino all’ultimo non si arrendono, totalmente diversi invece per caratteristiche dalla Jasmine di Cate Blanchett.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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