Perfetti sconosciuti: trailer e recensione del film

Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher
Nel cast Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher

Brillante, ironico al punto giusto e fuori dagli schemi: “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese è questo e molto altro ancora. Mi sono sempre chiesta come facessero alcuni registi a girare film ambientati totalmente in spazi interni senza generare una sensazione di claustrofobia negli spettatori. Si può riuscire a teatro, ma in una pellicola, dove le parole sono sempre accompagnate e sostenute dal movimento, è molto difficile. Ce l’ha fatta più che dignitosamente Francesca Arcibugi con “Il nome del figlio” e mi viene in mente la serie tv “In Treatment” con Sergio Castellitto nel ruolo di uno psicologo che riceve nel suo studio/abitazione i propri pazienti. Genovese costruisce un film che cresce d’intensità nella seconda parte riuscendo, oltre che a far pensare, anche a divertire il pubblico con una sceneggiatura robusta, dove le parole hanno la priorità sull’azione, qui ridotta ai minimi termini.

“Perfetti sconosciuti” rievoca per certi versi il grande teatro di Ibsen che seppe interpretare i drammi individuali e collettivi di una società in declino anticipando ciò che sarebbe accaduto nel secolo successivo, quando altri drammaturghi, Luigi Pirandello innanzitutto, avrebbero portato in scena il male di vivere dell’uomo del Novecento mediante la formula vincente del teatro nel teatro, dove si consumava il giuoco delle parti, specchio e sintesi di un individuo, che, ponendo sul proprio volto una sorta di maschera, non riusciva a essere mai se stesso. Pirandello rappresentò l’irrappresentabile, cioè l’impossibilità di dire ciò che si tace. Paolo Genovese (e gli altri sceneggiatori che hanno lavorato con lui) ci ha provato e a modo suo, senza qualche limite strutturale, con un cast di ottimi attori, ha raccontato le antinomie del nostro tempo mettendo al centro della trama due sentimenti forti, quali l’amicizia e l’amore, e il tema dell’omosessualità. L’ha fatto con intelligenza, gusto ed eleganza, senza mai abbassare il ritmo né annoiare lo spettatore, riuscendo a colmare quelle lacune presenti in un altro lungometraggio, simile per argomento e stile, come “Una famiglia perfetta”.

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“Perfetti sconosciuti” si svolge tutto in una sera, quando una coppia di coniugi – lui chirurgo plastico, lei psicoterapeuta, proprio come Francesco di “Tutta colpa di Freud”, altro film di Paolo Genovese – ha organizzato una cena con gli amici di sempre, altre due coppie e un uomo, ancora non “accasato”. La macchina da presa ci fa conoscere innanzitutto l’ambiente privato in cui si muovono i personaggi principali per poi portarci nell’appartamento dove avrà inizio la finzione. Mentre stanno cenando, Eva, la padrona di casa, propone un gioco: i commensali devono leggere i messaggi che arrivano sui rispettivi cellulari e far ascoltare in viva voce anche le telefonate. Dopo un inizio privo di colpi di scena, i nodi vengono al pettine e ciò che forse una volta si custodiva in un diario segreto, esce allo scoperto attraverso la telefonia mobile sconvolgendo (forse) le vite dei personaggi. Vivamente consigliato. Di seguito il trailer.

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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