«PER SAN VALENTINO? SOLO FIORI MADE IN ITALY»
14 febbraio 2013
Redazione (4050 articles)
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«PER SAN VALENTINO? SOLO FIORI MADE IN ITALY»

Fiori sulla costiera amalfitana

Fiori sulla costiera amalfitana

«Anemoni, ranuncoli, garofani, margherite. Regalate un fiore per San Valentino. Ma attenzione che sia italiano». Il consiglio arriva da Confagricoltura che in una nota afferma «regalare un fiore è un modo per dimostrare il proprio affetto alla persona che si ama, ma anche un gesto concreto per dare mano ad un settore, il florovivaismo, che da diversi anni sente il peso della crisi e della concorrenza internazionale». E a tal proposito l’Organizzazione degli imprenditori agricoli aggiunge: «Il significativo calo delle vendite che quest’anno si è tradotto anche in rimanenze di fiori tipici delle feste natalizie, unito al forte aumento dei costi di produzione (+7,3 per cento i costi energetici nel 2012 rispetto all’anno precedente) e alla crescente concorrenza dei Paesi Terzi, sta mettendo in grossa difficoltà il comparto e in alcune aree vocate si assiste alla chiusura di storiche aziende produttrici, con conseguente perdita di posti di lavoro e di un patrimonio di conoscenza inestimabile». I fiori italiani, secondo Confagricoltura, sono più resistenti, durano più a lungo, hanno i colori più vivi e, soprattutto, hanno quella bellezza italiana che ci contraddistingue nel mondo. «Anemoni, primule, ginestre, ma anche garofani e margherite che, pur nella loro semplicità, possono essere valorizzati in splendidi bouquet dalla bravura e dall’estro dei nostri compositori e fiorai. Ci si può ispirare alle antiche tradizioni di questa festa o farsi trasportare dalla propria fantasia. C’è solo l’imbarazzo della scelta», affermano da Confagricoltura aggiungendo che «può essere made in Italy anche il fiore di San Valentino per eccellenza, ovvero la rosa». Anche se, soprattutto in questo periodo, «la stragrande maggioranza di questo tipo di fiore arriva dall’altra parte del mondo viaggiando in cointainer-frigo, non mancano le coltivazioni in Liguria, Puglia e Sicilia».

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