Negramaro, le canzoni de “La Rivoluzione sta arrivando”

I Negramaro si sono fatti attendere per ben cinque anni prima di sfornare un nuovo album di inediti. Tuttavia, oggi, mentre ascoltiamo le canzoni de “La Rivoluzione sta arrivando”, possiamo dire che ne è valsa la pena di aspettare così a lungo, tanto è elevata la qualità di questo loro ultimo progetto discografico. Dopo “Casa 69”, disco del 2010, la band salentina ha preferito dedicarsi ai tour negli stadi ma anche alle questioni personali più delicate, soprattutto legate a Giuliano Sangiorgi (dall’intervento alle corde vocali alla morte del padre del cantante). E’ arrivata la compilation “Una storia semplice”, che ha raccolto dieci anni di musica targata Negramaro. Poi di nuovo silenzio, di quelli che però ti fanno presagire che qualcosa bolle comunque in pentola e che le menti e i cuori dei sei ragazzi si sono uniti per creare qualcosa di magico e di importante. E difatti, tutto il percorso che ha portato al nuovo disco è un saliscendi di vita e di morte, istinto e ragione, passione e rabbia. Ecco da dove nasce “La Rivoluzione sta arrivando”, ecco da dove prendono forma le canzoni del nuovo bellissimo album della rock band più amata degli ultimi anni. Ascolti le tracce e ti chiedi: questo progetto è un punto di arrivo o di ripartenza? Dove stanno andando i Negramaro? I dodici brani dell’album, già primo in classifica, contengono tutte le risposte, nel loro essere figlie di una piccola, grande evoluzione, o meglio, rivoluzione intestina alla band. Pochi ma indelebili cambiamenti nel modo di comunicare, di descrivere e di raccontare storie e ricordi. Sottili ma preziosi innesti a livello sonoro e strumentale donano quel tocco di maturità e quella nuova consapevolezza finalmente raggiunte dalla band. Ne “La Rivoluzione sta arrivando” c’è, per la prima volta, tutto il mondo Negramaro, con le sue tinte dark e le chitarre graffianti dei primissimi U2 e il pop rock alla Coldplay (percepibili soprattutto in “Sei tu la mia città”). Ci sono tocchi di elettronica alla New Order e il rock anni Ottanta di “Danza un secondo”, fino alla delicatezza e alla poesia di ballad radio friendly e un po’ blues come “Attenta”. Nei pezzi dei sei amici musicisti sono espresse le paure, le fragilità e le sofferenze che hanno segnato le loro esistenze, ma figurano anche coraggio, ottimismo e speranza, ingredienti necessari per sopravvivere oggi e costruire un domani migliore. “Lo scenario sta cambiando, si disegna un nuovo sfondo…e tu quale ombra sei?” recita il testo della titletrack, tra le canzoni più interessanti e coinvolgenti dell’intero disco. Sorprendono anche le melodie de “Il Tempo dei santi”, ancor più originale e pungente il testo, in cui Giuliano parla della morte facendo riferimento al padre e, più in generale, all’importanza di godersi ogni singolo istante di ciò che la vita ci dona (“Vivere non è abbastanza se non c’è una danza”). Ancora il tema della morte riecheggia in “Se io da qui”, lettera molto toccante di Sangiorgi al genitore scomparso nel 2013, così come nella magnetica “Onde”, che con il loro movimento in mare si creano e distruggono l’una con l’altra.

I Negramaro durante la presentazione del disco a Milano
I Negramaro durante la presentazione del disco a Milano

La potenza di questo disco aumenta canzone dopo canzone: l’energia scorre attraverso la chitarra elettrica di Lele, si fonde con la batteria e raggiunge il massimo con le parole pronunciate da Giuliano Sangiorgi, la cui voce è sempre un fiume in piena carico di originalità, intensità e bellezza. E’ il caso del brano “L’ultimo bacio” (“Sulle tue labbra e adesso solo adesso sulla fine…”), capace di travolgere e spazzare via il dolore grazie alla forza devastante dell’amore (una canzone che toglie il fiato e accarezza l’anima). “Ma quale miracolo” è, invece, una cavalcata trionfale tra elettronica e melodie più classiche, “Tutto qui accade” suona divertente e ritmata, “Fino alla fine del secolo” commuove e fa riflettere, cullandoci sulle note di un piano vellutato. Nel complesso i Negramaro con le canzoni de “La Rivoluzione sta arrivando” mostrano, per la prima volta, il proprio volto completamente scoperto, mettendo a nudo anche l’anima della band, non solo a livello artistico ma anche personale. Il disco sembra voler lanciare un grido sussurrato al mondo, per aprire un dialogo intimo e profondo con noi stessi e per comprendere e accettare alcune importanti verità: non ci sono lacrime che non possono essere asciugate dal calore di un abbraccio, non ci sono segreti inconfessabili, né temi che non si possono trattare. E, soprattutto, non ci può essere vero amore per la vita se non dopo aver conosciuto e guardato dritto negli occhi la morte, fisica o spirituale che sia. Perchè la rivoluzione del mondo parte da ciascuno di noi. Voto: (4 / 5)

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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