Necropolis – La città dei morti, la recensione del film

La trama e la recensione di “Necropolis – La città dei morti”, uscito al cinema l’11 settembre

Necropolis_La_Citt_dei_MortiQuando un horror è riuscito vuol dire che lo script e la tematica trattata ben si adattano alla sospensione dell’incredulità che deve essere mantenuta da noi spettatori. Se poi in un secondo caso la trama del film è troppo inverosimile o la sceneggiatura parzialmente deficitaria, poco importa, si prova a lasciarsi trasportare dal terrore cinematografico che porta con sé un senso di raggelante straniamento. È più o meno quello che accade con l’ennesimo found-footage movie a firma dei fratelli Dowdle, uno regista, l’altro sceneggiatore, alle prese con un infernale “viaggio al centro della terra” tra cunicoli bui e grotte anguste. Diciamolo subito, se ci si accosta ad un film come “Necropolis”, in uscita sui nostri schermi l’11 settembre, o “Quarantena ed “Evil”, altri precedenti horror di John Erick Dowdle, è bene essere consapevoli che i punti forti saranno le ambientazioni asfittiche, le inquadrature sfocate e le zoomate improvvise, insomma, l’aspetto stilistico ben curato e a misura di fanatico del brivido; quanto all’anima, o meglio, alla struttura narrativa portante si tratta di fare solo qualche rapido accenno, perché ad un inizio classico segue uno sviluppo quasi sempre confuso e grossolano. La storia è quella canonica di una discesa agli inferi, fisica e metaforica, fino alla porta dell’inferno cristiano in cui, com’è noto, è bene che chiunque varchi la soglia, lasci ogni speranza e proceda col ventre ben piantato al suolo. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l’ingresso si trova a trecento metri sotto terra in una strettissima apertura nel dedalo sotterraneo delle catacombe parigine. Scarlett, esperta di alchimia e archeologia urbana, dopo una pericolosa spedizione in Iran, trova il modo di decifrare una misteriosa iscrizione e riesce a localizzare un punto preciso nel sottosuolo di Parigi. Insieme ad altri compagni si avventura nel luogo individuato e scopre di essere molto vicina alla conquista della pietra filosofale, sogno proibito del suo defunto padre. Lasciamo da parte la confusione dottrinale, tra paganesimo e cristianesimo, evidente in ogni scoperta fatta dai giovani esploratori e qualche altro buco nella già carente sceneggiatura e soffermiamoci sui pregi della pellicola. Buon ritmo, qualche azzeccata invenzione visiva e un’atmosfera claustrofobica che ricorda l’angosciante “The Descent” di Neil Marshall. Tutto qui? No, c’è anche la solita metafora del labirinto da cui non ne esce vivo né il corpo, martoriato a sangue, né l’anima, tormentata da rimorsi indecifrabili. Ognuno degli improvvisati speleologi deve fare i conti con un errore commesso in passato e l’inferno catacombale restituisce loro attanaglianti “memorie dal sottosuolo” in un continuo gioco di rifrangenze mortifere. Sarà un viaggio di sola andata? Lasciamo allo spettatore la curiosità di scoprirlo tra gli anfratti minacciosi pieni di ossa, topi, acque stagnanti e spiriti inquieti. “Necropolis” è uno dei rari horror contemporanei, insieme a “The Bay”, a sfruttare la tecnica del mockumentary in modo impeccabile, trasmettendo angoscia e un profondo senso di realismo; peccato solo che la pregevole fattura stilistica sia appesantita dalla zavorra di un pensiero magico stereotipato e pieno di luoghi comuni, da Ermete Trismegisto a Dante. Da vedere solo per la qualità tecnica e per alcune sequenze raggelanti.

Trailer: http://youtu.be/nDKhPsp0fl0

Vincenzo Palermo

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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