Miguel Bose’, Amo: canzoni per i figli, l’amore e la vita

Miguel Bosè pubblica “Amo”, album di dodici canzoni in cui l’artista parla dell’amore per i quattro figli e per la vita, tra meraviglia e nuove scoperte. 

“E’ magica intimità, è maturità infantile”. Così Miguel Bosè descrive “Amo”, il nuovo album di inediti. E, ad ascoltarlo attentamente, non si può che restare meravigliati e affascinati. Perché le canzoni di questo grande artista emozionano e incantano, trasudano verità e passione parola dopo parola. “Amo è un disco positivo, colorato, non è mai bianco o nero”, confessa il cantautore italo-spagnolo. Le dodici tracce del nuovo progetto, uscito lo scorso 27 gennaio per Warner, ci raccontano chi è stato e chi è Miguel Bosè, in tutte le sue sfaccettature e particolarità. C’è il suo cuore, sempre curioso e sincero, ci sono i suoi quattro figli, che gli hanno cambiato, se non stravolto la vita (e non poteva essere diversamente). Ci sono anche le passioni di un uomo colto ma mai soddisfatto, in continua evoluzione e alla ricerca costante di meraviglia. “Sono sempre stato una persona molto curiosa, affamata di scoperta. Mi piace conoscere le cose, imparare il più possibile. Perché solo attraverso la conoscenza si è veramente liberi”.

Miguel Bosè parla da uomo maturo, esperto e consapevole ma negli occhi si scorge sempre quella fiamma che, da oltre trenta anni, lo rende unico e inimitabile. E’ la forza dell’amore, per la vita, per la famiglia, per la musica e l’arte in genere. Forse questo fuoco che arde nell’anima di Miguel e di Bosè (distinzione che va fatta per volontà dello stesso artista) brucia ancora più forte rispetto al passato, ed è ciò che gli dona la grinta necessaria per scrivere e raccontarsi. “In passato ho lasciato che altri scrivessero i testi delle mie canzoni – ci spiega Miguel, durante il nostro incontro milanese – In carriera mi sono sempre rivolto ad autori italiani o spagnoli, i quali raccontavano storie altrui, di persone, di viaggi, di relazioni contrastanti e talvolta tormentate. Di recente ho sentito il bisogno di ritrovare un po’ di tranquillità, di stare da solo e di scrivere i miei brani, a casa, con il mio cane, il mio orto, i miei cari. E ho ripensato al mio percorso e a ciò che amo davvero”. In “Amo”, infatti, sono racchiusi tanti frammenti di Miguel Bosè. Come “Encanto/L’incanto”, primo singolo estratto (caratterizzato da un arrangiamento spettacolare), che affronta il tema dell’amore, spesso potente e autoritario come un tiranno. E poi ci sono perle musicali come “Libre ya de amores/Liberi da ore”, in cui Bosè fa esplodere gioia e follia, segno di apertura nei confronti della vita, nonostante paure e battaglie quotidiane.

“Amo”, la titletrack, è il suo credo. “Amo” è il mondo materiale e spirituale di Miguel. “Amo” è una porta che ci conduce in casa Bosè, tra stupore, scoperta e rinnovamento di sé. Si cambia registro con “Si se puede”, un pezzo “dance-protest”, come lo definisce lo stesso autore. Ci si scatena con il ballo, ci si impegna politicamente. Rabbia e sudore, pop music e cambiamento sociale: Miguel non nasconde il suo malcontento e dice la sua ai potenti sull’attuale situazione economica mondiale. In “Amo” c’è spazio anche per il romanticismo con la ballad sensuale “Tu mi salvacion”, brano semplice, privo di orpelli e particolarmente delicato. Più amara ma con risvolti ottimistici, “Solo sì/Brividi”, in cui la chitarra brit pop di Andrew Frampton fa la differenza.

Altra importante collaborazione che ha portato alla nascita del disco “più Bosè” di tutti i tempi, è quella con Brubaker XL, vecchia conoscenza di Miguel che riesce sempre a dare quel tocco di magia in grado di rendere unici i pezzi. Lo fa anche in “Los amores divididos”, favola pre-raffaellita che narra di amanti perduti, incantesimi e notti al chiaro di luna. Una delle tracce più belle ed emozionali dell’intero disco è “Respirar”, una sorta di diario segreto di Miguel nel quale confessa la propria passione per la lettura. “Da bambino amavo nascondermi sotto le coperte e leggere per ore e ore uno o più libri alla volta, munito di torcia e di tanta curiosità”, ci confessa. “A volte mi mancava perfino il respiro. Divoravo le opere di Tolkien, Asimov, Verne…e sognavo ad occhi aperti personaggi e luoghi fantastici”.

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Si parla di viaggio anche in “Un nuevo dia”, l’ultima canzone ad essere composta per “Amo”. Miguel Bosè canta di un uomo che raggiunge il Sud America e si trova in balia di una tempesta tropicale. E’ la natura (altra passione di Miguel, insieme a tutte le scienze, dall’astronomia alla botanica, fino alla matematica e alla fisica) che fa sentire il proprio grido di rabbia e di sofferenza. Una metafora che insegna a non abbattersi mai nonostante le intemperie della vita, nonostante gli ostacoli e i diluvi dell’anima. Tutto passa. Nulla è interminabile. E un nuovo giorno, con un sole caldo e luminoso, è pronto a splendere.

“Anche la mia vita ora ha un sapore diverso, una nuova luce che mi riscalda il cuore”, spiega Miguel Bosè. Non ho mai voluto parlare di me stesso, fino ad oggi. Mi sono ritagliato tempo e spazio, ho vissuto in maniera low profile, circondato solo da ciò che ritengo importante e da chi amo. E oggi, a 58 anni, ho bisogno di meravigliarmi ancora, di scoprire ciò che non conosco. E continuare a raccontarvi chi è Miguel e chi è Bosè”.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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