Michele Bravi e il nuovo album “A passi piccoli”: la recensione

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“Ci vuole coraggio per sognare, ma a passi piccoli sono arrivato qui”. Michele Bravi non ha ancora vent’anni, eppure sembra molto più maturo dei suoi coetanei. Sarà che la scuola dei talent è dura e forgia il carattere. Sarà che collaborare con i più grandi della musica italiana, da Tiziano Ferro a Giorgia, da Luca Carboni ai Tiromancino, offre tanti stimoli e fa salire a mille l’autostima. Michele desiderava cantare più di ogni altra cosa. Esibirsi su un palco, davanti a una marea di persone, scrivere canzoni, pubblicare un album. Il sogno si è finalmente realizzato. Esattamente un anno fa ha bussato alla porta di X Factor e Morgan l’ha accolto con curiosità e responsabilità. Un viso angelico, quello di Michele, che ha conquistato giudici e pubblico, così come la sua voce, intensa e delicata, che ha acceso magicamente ogni sua singola performance fino a fargli guadagnare la vittoria finale. E oggi lo ritroviamo con un sorriso stampato in volto, come un tatuaggio che non puoi più togliere. Il sogno realizzato si chiama “A passi piccoli”, un album dalle infinite sfumature emotive e ricco di colori musicali. Sony Music ha creduto in lui, pubblicando il disco d’esordio del giovane di Città di Castello. Ma a scommettere sul cantante e sul suo talento è soprattutto Tiziano Ferro, che Michele considera “uno zio”. L’artista 34enne è infatti l’autore de ”La vita e la felicità”, pezzo che Bravi ha presentato per la prima volta proprio nell’ultima puntata del talent show vinto. Una ballad romantica che ha scalato le classifiche dei singoli più venduti in Italia e che ha fatto conoscere Michele a una platea più ampia e adulta.

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Il disco, prodotto da Michele Canova tra Los Angeles e Milano, si apre con “In bilico”, brano scritto insieme a Giorgia e che sembra un biglietto da visita del cantante umbro: “In bilico sulla voce, tra chiari e scuri sto in gara con le paure, un giorno vincerò. Sento tutti gli occhi su di me, è una vertigine, è un viaggio in costruzione, certezze non ne ho”. Una fotografia della miriade di sensazioni e di ansie che hanno riempito la testa e il cuore di Michele durante gli ultimi dodici mesi della sua vita, durante i quali ha lottato e sofferto per crescere e farsi spazio nel difficile mondo della musica. Altro splendido regalo di Tiziano Ferro è “Non aver paura mai”: fresca, vivace, solare. Una canzone che parla d’amore e di protezione, di quel bene raro e prezioso che solo pochi fortunati conoscono. “Se arriverà il momento di cambiare lo capirai e lo capirò anche io. Ma non confondere spirito e cuore, sei unica e devi saperlo”.

“Un mondo più vero” è la quarta traccia dell’album, nata dalla penna di due giovani parolieri come Piero Romitelli ed Emilio Munda. Un invito a non rinunciare mai ai propri progetti, a non abbandonare la strada che conduce alla felicità anche se colma di imprevisti , di errori e di delusioni. “Viviti la vita con il cuore alla finestra, con i sogni che nessuno mai ti toccherà. Anche se il tempo è un gran bastardo che inibisce la tua voglia di volare e ti sputa in faccia la realtà”, recita il testo.

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La titletrack di “A passi piccoli” mostra un altro volto di Michele: quello ironico, divertente ma pur sempre dall’animo profondo. “Le delusioni servono. Il buio, la tempesta…e raccoglieremo i frutti, qualunque cosa resta”, canta Bravi con la grinta di chi alza la testa e cerca una rivincita dopo essere caduto inciampando nell’ennesima sconfitta della vita. Sound internazionale per “Serendipity”, brano pop-rock che anticipa la più famosa “La vita e la felicità”. Nel disco del giovane artista c’è anche voglia di sperimentare, sporcandosi le mani e la voce di elettronica. “Sotto una buona stella” è infatti un pezzo che suona alla Tiromancino (Federico Zampaglione ne è l’autore), ballad scelta come colonna sonora dell’omonimo film di Carlo Verdone (che ha dichiarato di essere fan di Michele Bravi).

“A passi piccoli” prosegue sulle ali del romanticismo più puro con “Bene per sempre”, energica ma velata di malinconia: “Anche se non ci sarò non preoccuparti, perché come un libro di terrò tra le mie mani. E sarai le mie pagine da rileggere, anche se hai da fare oggi non te ne andare da me”. Altra splendida canzone “Amarti da qui”, scritta da Luca Carboni; una dedica alla persona amata che purtroppo è lontana, con le ferite che sanguinano tristezza, con le insicurezze e la solitudine che via via si trasformano in abitudine, quell’”abitudine di amare chi non c’è”. Chiusura con “Prima di dormire”, per la quale Michele ha scritto testo e musica, un sogno nel sogno, un viaggio surreale fatto di profumi, colori, fobie e ricordi, una sorpresa di note e parole che esalta il talento di questo giovane cantautore.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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